Potenza Picena: un “no” unanime al biogas

Tantissime persone hanno partecipato al consiglio comunale aperto che si è svolto lunedì sera. Preoccupazione per una centrale anche a Recanati
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di Stefano Palanca

Tutta Potenza Picena è contro la centrale biogas ma anche le istituzioni dicono no. Firmato anche un documento.
E’ un coro di no quello che lunedì sera ha riempito la sala dell’Oratorio di Porto Potenza in occasione del consiglio comunale aperto sulla centrale biogas in programma nel territorio di Potenza Picena. Almeno 200 persone presenti ma anche qualche rappresentante della politica regionale, in veste ufficiale e non, ma soprattutto tanta partecipazione a livello emotivo. Il risultato: l’intero consiglio, maggioranza e opposizione, votanoall’unanimità un documento congiunto da presentare in Regione e si dichiarano contrari alla realizzazione di una centrale biogas in contrada Marolino, poco distante dalla strada Regina e dall’abitato. La centrale, della potenza di 999 kw come da prescrizioni regionali (che non richiedono la Valutazione Impatto Ambientale-Via) dovrebbe sorgere su tre ettari di territorio e prevede l’utilizzo di biomasse con fermentazione per procedura biogas e il 50% di produzione di metano per alimentare il motore dell’impianto. La centrale prevede inoltre il 30% di colture agricole dedicate e il 70% scarti di attività agricole zootecniche col materiale stoccato e messo infatti in fermentazione in apposite vasche/silos.
sindaco-sergio-paolucci-3o-300x225E’ un argomento delicato e complesso per la rilevanza e l’incidenza sul territorio dato che implica aspetti di vario genere e serve senso di responsabilità” ha spiegato il sindaco Sergio Paolucci in apertura “Il progetto viene comunque istruito dalla Regione e il Comune, come altri enti, ha solo facoltà consultiva e non vincolante”. Subito, però, viene chiarita la posizione dell’amministrazione: “La giunta è contraria perché esistono delle criticità per il territorio legate a questo tipo di centrale ma anche criticità specifiche di questo sito” dice il sindaco ripercorrendo la storia, seppure breve, della centrale. “Il 6 luglio era stato presentato in Regione il progetto ma il Comune ne era stato informato solo il giorno 8 agosto e invitato in Regione alla Conferenza di servizi una settimana prima della data prevista del 11 settembre”. Oltre ai classici problemi sollevati contro queste centrali come l’alterazione paesaggistica, il problema dei frequenti trasporti di materiali, lo smaltimento delle acque e altri residui, la presenza di gas (metano) con le conseguenti emissioni gassose del biogas che sono maleodoranti, ne esistono altre. “Ci sono specificità del territorio potentino” chiarisce il sindaco “come la presenza dell’acquedotto, il pericolo di esondazione e abitazioni e attività produttive troppo vicine” spiega il sindaco che ribadisce “Servono certezze in più e non soltanto vincoli di legge”.
consigliere-regionale-comiNaturalmente favorevole il rappresentante della ditta che ha proposto la centrale a Potenza Picena, dopo aver esaminato 120 luoghi individuandone 5, supportando la sua buona fede anche da dati nazionali, ben 800 centrali e internazionali, con 8500 impianti solo in Germania. “E’ una discussione collaborativa, non abbiamo nulla da nascondere perché è un progetto virtuoso in cui crediamo per lo sviluppo del territorio. Gli impianti” prosegue cercando di convincere il pubblico presente “vengono visti come mostri ma non è così. Sulle due criticità faremo i nostri passi: l’acquedotto e i pozzi acquiferi non ci risultano incompatibili ma indagheremo e ci informeremo mentre sui rischi esondazione sappiamo che la zona non è soggetta al problema idrogeologico”. Di rischi, per Pesaresi, non ce ne sono perché il materiale stoccato all’interno di cisterne stagne e trincee (piattaforme) di cemento non emanerebbe cattivo odore anche perché il rischio “puzza”, come da lui definito, “E’ quello del metano e sarebbe controproducente per la ditta disperderlo”. Altre problematiche non ce ne sarebbero: solo tre camion al giorno in entrata e uscita visto che all’impianto servirebbero 20.000 tonnellate di materiali, mentre sulla pericolosità tecnica sono i vigili del fuoco che ne valutano la sicurezza, chiedendo l’applicazione di sensori, impianti antincendio e altre prescrizioni.
Di tutt’altro parere Francesco Torresi del Comitato costituito contro la centrale biogas. “Siamo contrari per i motivi già elencati e alla ditta chiediamo di sottoporsi alla Via, Valutazione impianto ambientale, anche se non richiesto visto che il materiale prodotto è firmato da tecnici di parte”. Una stoccata, però, in apertura di intervento, è diretta al Comune. pesaresi-ditta-proponente-1o-225x300“Non abbiamo mai polemizzato con nessuno e neppure con l’amministrazione” dice convinto Torresi “ma ci sembra che non vi siate impegnati a fondo durante la Conferenza di servizi. Persino i tecnici comunali non ci hanno neppure fornito la vostra relazione, ma vogliamo credere nella vostra buona fede. Ora dimostratelo con una reale volontà di affrontare la faccenda e per questo vi chiediamo alcune cose: adottare ogni procedura seria effettuando ogni procedimento giuridico per garantire la salute dei cittadini, produrre un parere negativo scritto alla prossima Conferenza di servizi e contrastare Spacca chiedendo di sospendere la stessa conferenza di servizi. E’ un dovere istituzionale, politico e morale”.
Anche la Provincia si schiera dalla parte dei cittadini. “Abbiamo già depositato il nostro parere contrario, così come per Petriolo, per la presenza del parco fluviale” commenta il consigliere provinciale Alessandro Biagiola, portavoce per la Provincia “ma anche per l’esistenza di pozzi per l’acqua di cui non è stato tenuto conto. Abbiamo poche armi, solo chiedere massime garanzie, ma spetta alla Regione valutare attentamente anche il fenomeno esondazione presente negli ultimi anni”. Oltre a tanti residenti contrari, a prendere la parola anche il consigliere provinciale Noemi Tartabini che punta il dito sulla questione traffico della strada Regina: “E’ già una strada pericolosa e lo sarà di più coi camion previsti”. Assente, invece, la Regione o un suo rappresentante. A titolo personale, però, il consigliere Francesco Comi chiede partecipazione e trasparenza: “Invito la ditta proponente a rispettare le normative locali ma anche le direttive comunitarie e altre eventuali forme di chiarimento. La mia idea è quella di modificare la legge Regionale che regola questo tipo di impianti in quanto la VIA è riferita solo alla dimensionalità, in questo caso alla potenza di poco meno di 1000 watt, mentre questo bacino si trova esposto a tanti rischi. Invito quindi a rispettare le normative locali, ma anche le direttive comunitarie e altre forme di chiarimento per una maggior trasparenza”.
A termine discussione il consiglio comunale firmerà all’unanimità un documento congiunto da presentare alla prossima Conferenza di Servizi con cui si dichiara l’incompatibilità della centrale biogas e col quale si impegna la giunta a produrre pareri tecnici specifici, facendo notare il problema dell’area scelta.

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Intanto monta la preoccupazione anche fra i cittadini di Recanati per un’altra centrale biogas da 250 kw che potrebbe sorgere lungo la vallata del Musone. La Regione avrebbe già dato le autorizzazioni necessarie. In arrivo una mobilitazione da parte dei residenti.



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