Biogas Morrovalle: “Non c’è inquinamento nel terreno e nelle falde”

L’amministratore unico di Campomaggio 86 Spa, Carlo Cingolani, rende noto l’esito delle indagini svolte dall’Arpam e chiede la chiusura del procedimento amministrativo
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biogas morrovalle (2)A proposito dell’impianto biogas di Morrovalle riceviamo un comunicato dell’amministratore unico della Campomaggio  86 Spa Società Agricola, Carlo Cingolani:

“In seguito ad un sopralluogo effettuato dal’Arpam, unitamente al Corpo Forestale dello Stato in data 19 marzo 2013, in conseguenza di un presunto (ma mai verificato) sversamento dall’impianto a biogas sito a Morrovalle, per la società Campomaggio 86 S.p.A. ha avuto inizio una vera e propria odissea che ancora oggi, a distanza di otto mesi, inspiegabilmente si protrae. Nonostante i numerosi sopralluoghi e l’eccezionale numero di campionamenti di terreno e di acque di falda (in tutto 30) effettuati sia dall’Arpam che dal Corpo Forestale dello Stato, non abbiano mai evidenziato pericoli di inquinamento, la Provincia di Macerata ha imposto alla società, senza alcuna ragione, di sottoporsi ad una procedura di c.d. “caratterizzazione” (che normalmente prelude alla bonifica) come se permanessero dubbi in merito alla presenza di possibili sostanze inquinanti in prossimità dell’impianto. Eppure, dall’esito delle indagini svolte dall’Arpam per conto della Procura della Repubblica di Macerata, alle quali è stato possibile accedere solo in data 23 ottobre 2013, (leggi la  lettera verbale accertamento tecnico campioni ) risulta chiaramente che “i campioni di terreno e le acque di falda prelevate dai pozzi circostanti l’azienda non presentano indici di contaminazione. Le analisi dei liquidi utilizzati nel ciclo produttivo o derivanti dallo stesso sono compatibili con le autorizzazioni e le attività in corso in quanto presentano una composizione di natura prevalentemente organica […] Per quanto riguarda il liquido prelevato dalle vasche, non sono emerse contaminazioni da metalli pesanti. Lo stesso si presenta di natura prevalentemente organica e pertanto idoneo nel ciclo produttivo della centrale in oggetto e quindi compatibile con le autorizzazioni e le attività della centrale medesima”. Ci si chiede, a questo punto, quale scopo abbia il protrarsi di gravosi procedimenti amministrativi finalizzati ad accertare quanto è già stato inequivocabilmente attestato dall’Arpam più di una volta. Ci si chiede, inoltre, chi risarcirà la società per l’illegittimo fermo dell’attività disposto dal Comune di Morrovalle con l’ordinanza n. 2 emessa in data 28 marzo 2013, chiaramente priva di giustificazione”.

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