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Visso, Ussita e Castelsantangelo:
la fusione bella idea in teoria
ma deleteria nella pratica

L'OPINIONE - L’accorpamento di più enti non ci ha portato mai fortuna. Clamorosi gli esempi di Banca delle Marche e delle Camere di commercio. Con Visso capoluogo che ha la popolazione più numerosa “suo” sarà il sindaco, “sua” la Giunta, “sue” le 587.000 euro. Gli altri due Comuni diventeranno frazioni e quindi periferie, con tutte le conseguenze
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Visso a tre anni dal sisma

Ugo Bellesi

 

di Ugo Bellesi

Nell’area terremotata dei Sibillini la novità più significativa degli ultimi giorni è stata la presentazione del Patto dell’Alto Nera, nato sotto i migliori auspici in quanto si propone: il ripristino e la conservazione del patrimonio e delle attività nei territori; il rilancio socio economico; una zona economica speciale; una zona franca urbana e ambientale nel territorio dei due Parchi; una zona economica speciale per riportare persone e lavoro; un progetto pilota in cui coinvolgere il Parco dei Sibillini; l’impianto normativo differenziando i Comuni in base al livello del danno; una legge quadro per la gestione delle emergenze. Nel programma del Patto dell’Alto Nera c’è però anche il progetto di fusione dei tre Comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo con la giustificazione che “da soli non contiamo nulla” e con la minaccia “se la Regione Marche ci ignora chiederemo di passare in Umbria”. Tutto questo perché? Perché – dicono – «con la fusione avremo un territorio di 237 chilometri quadrati, saremo il Comune più esteso all’interno del Parco dei Sibillini e dell’Unione montana e il secondo della regione».

Ussita

Purtroppo la grandezza non conta. Infatti la provincia di Macerata ha, territorialmente, la più grande superficie delle Marche. C’è qualcuno che ritiene la nostra provincia più importante delle altre o che presso l’Ente Regione abbia maggiori attenzioni per i suoi problemi? D’altra parte è noto che, per quanto ci riguarda, le fusioni non hanno mai portato bene. Pensate soltanto alla fusione delle Casse di risparmio di Macerata, Jesi e Pesaro. Macerata aveva la Cassa di risparmio più forte delle Marche e forse anche dell’Italia centrale (esclusa Firenze, ovviamente). Sappiamo tutti come è finita. Si dirà: “Ma queste sono cose vecchie…”. E allora prendiamo in considerazione vicende più recenti. C’è stata la fusione delle Camere di commercio di tutte le Marche e quella di Macerata non era certo l’ultima. Ebbene quando sono andati a formare la nuova Giunta camerale si sono…dimenticati di inserirci almeno un rappresentante di Macerata. E’ come se non esistessimo…In precedenza c’è stato il tentativo di sopprimere gli Enti Provincia facendo assorbire tutte le loro funzioni dalle Regioni. Tentativo riuscito solo in parte perché le Province sono rimaste ma con compiti ridotti alle scuole e alle strade. E ciò ha comportato che, ad esempio in occasione del terremoto, nessun ente abbia potuto fare la sintesi delle esigenze del nostro territorio. E i sindaci, lasciati soli, si sono comportati come i “polli di Renzo”. A tutto beneficio di quanti dovevano prendere decisioni e hanno deciso a proprio piacere.

Visso

Ma torniamo a parlare di fusione dei tre Comuni. Ovviamente Visso avrà il compito di essere Comune capofila quindi gli spetterà la sede comunale. Gli altri due Comuni, Ussita e Castelsantangelo non potranno che diventare frazioni di Visso e quindi “periferie” del capoluogo. E purtroppo sappiamo come sono “considerate” le periferie. Basti pensare a quelle di Roma o di Milano, ma anche delle nostre città capoluogo. Qualsiasi finanziamento arrivi dal Governo viene “assorbito” dal capoluogo. Tra l’altro la popolazione più numerosa è quella di Visso e quindi voterà per un “suo” sindaco ed eleggerà una “sua” Giunta comunale. Capita a proposito una recente protesta di Civitanova Alta (che fino al 1938 era capoluogo e da allora divenne frazione) nei confronti di Civitanova/capoluogo per alcuni disservizi e mancati interventi del Comune. Tenuto conto di tutti questi precedenti negativi è evidente che né gli abitanti di Castelsantangelo né quelli di Ussita (anche se pochi rispetto a Visso) vorranno accettare a cuor leggero la fusione. Anche perché tra l’altro, per avere tutti i servizi del capoluogo, sarebbe per loro quasi indispensabile trasferirsi a Visso. Quindi qualcuno “che sta più in alto di noi” potrebbe anche aver fatto un calcolo domandandosi: “Se a Ussita e Castelsantangelo non rientreranno gli abitanti che se ne sono allontanati, perché si dovrebbero ricostruire le strutture edilizie dei due ex Comuni?”

Il campanile della chiesa di San Martino messo in sicurezza (Castelsantangelo, frazione di Gualdo)

Dimenticavamo: per favorire la fusione dei Comuni c’è un incentivo di 587.000 euro l’anno per dieci anni. E qui calza a pennello un antico detto ora in disuso: “Timeo Danaos et dona ferentes”. Cioè “temo i Greci anche se portano doni” e il riferimento è al famoso cavallo di Troia con cui i greci conquistarono la città. Se hanno messo quella somma in palio certamente ci sarà un risparmio per le casse del Governo. Cioè ci sarà un solo sindaco anziché tre, una sola Giunta, un solo consiglio comunale, una sola sede comunale, una sola scuola, un solo ricovero per anziani e via elencando. E poi…avendo un solo grosso Comune da ricostruire perché lo Stato dovrebbe ricostruire anche le sue frazioni con pochi abitanti?

Cesare Spuri

Lo stesso Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, nei giorni scorsi, ha messo le mani avanti sottolineando che “Due miliardi e mezzo di euro occorreranno per riparare i danni del sisma a Castelsantangelo, Visso e Ussita”. Non è una bazzecola… D’altra parte Visso ha avuto ed ha ancora una sua “forza attrattiva”, turistica, economica, culturale, naturalistica, che non ha bisogno di “annettersi” le due perle dei Sibillini, Ussita e Castelsantangelo. Mentre invece Ussita e Castelsantangelo perché dovrebbero “svendere” le loro istituzioni democratiche, che hanno conquistato nel corso della storia di questo territorio, per “quattro soldi” che poi saranno gestiti da “altri”? E inoltre, rinunciando ad avere un sindaco e un Comune, dovrebbero far gestire da “altri” la ricostruzione dei loro centri storici, con il rischio che, con una popolazione ridotta al minimo, loro malgrado e con la gestione altrui, addirittura saranno costrette a rinunciare ad una ricostruzione seria.

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo

Il sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcucci, non la vede così nera. Contattato telefonicamente ci ha fatto presente che lui, sia antecedentemente al terremoto e sia nel 2017, ha fatto approvare dal Consiglio comunale delibere in favore della fusione dei tre Comuni mediante referendum. Egli parte dal concetto che «la montagna sta morendo» e qualsiasi iniziativa sia utile per richiamare l’attenzione su questo fenomeno. «E’ necessario dare un segnale politico forte. Visso, Ussita e Castelsantangelo, messi insieme, costituiranno un Comune che, in ordine di grandezza, sarà il nono in Italia». Ovviamente sarà necessario abbandonare ogni campanilismo e tutti insieme fare in modo che a guidare la “nuova città” siano scelti gli uomini migliori, quelli più preparati e capaci. Ovviamente anche noi ci auguriamo che sia così. Purtroppo l’esperienza ci insegna che spesso avviene il contrario. Ci fa piacere comunque constatare che il sindaco Mauro Falcucci ha ancora un entusiasmo giovanile e, nonostante tutto, guarda al futuro con tanta fiducia.

Patto dell’Alto Nera, raccolte 1200 firme: «Castelsantangelo, Visso e Ussita unite sotto il cappello del Parco»

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