Riapre la chiesa di Pievefavera,
il sindaco Giuseppetti:
«Segno di resurrezione»

CALDAROLA - Taglio del nastro in presenza dell'arcivescovo Francesco Massara per il ritorno di uno dei simboli della comunità. La campana del santuario è tornata a suonare tre anni dopo il 30 ottobre 2016
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Il taglio del nastro del sindaco Giuseppetti

 

«Un mosaico che lentamente si ricompone». Così ha annunciato la riapertura della chiesa di Pievefavera il sindaco di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti. La cerimonia è stata officiata dal vescovo Francesco Massara che, insieme al parroco don Vincenzo, ha simbolicamente abbracciato tutta la comunità caldarolese. «L’apertura di una Chiesa, all’indomani del sisma, è un segnale di speranza e di gioia, tutti noi dobbiamo uscire di qui con una nuova apertura anche dei nostri cuori, perché la Chiesa non è solo punto di preghiera ma importante riferimento per una comunità e sede di aggregazione» ha affermato il vescovo durante l’omelia. Don Vincenzo ha invece sottolineato le tre liete novelle, non solo la prima chiesa in muratura riaperta dopo il terremoto del 2016, ma il primo suono di una vera campana (il campanile infatti era stato azzittito dalla scossa del 30 ottobre) e la prima volta che l’organo della chiesa ha nuovamente fatto sentire la sua “voce”. Infatti nel territorio di Caldarola esistono altri organi ma tutti, da diversi decenni, hanno smesso di suonare. I lavori di restauro, seguiti dall’architetto Loredana Camacchi Menichelli, hanno riguardato la facciata della Chiesa, in modo particolare la muratura tra la sede dell’organo e la vetrata artistica, piccoli ritocchi interni e la cuspide del campanile.  L’importo finanziato dall’ordinanza 32 del 2017, che ha stanziato quasi 150mila euro non ha però coperto il restauro dell’organo. La parrocchia e alcuni finanziatori privati hanno permesso che l’antico strumento tornasse a suonare. Infatti i fondi giunti dalle donazione dell’8 per mille e la generosità dei cittadini di Pievefavera hanno coperto in gran parte il costo del restauro. «Questa riapertura è uno stimolo ad andare avanti» ha affermato il sindaco Giuseppetti, «grazie alla generosità di molti privati, enti e associazioni, abbiamo inaugurato diverse strutture, a fine mese anche il nuovo municipio. Ma riaprire al culto una nostra chiesa, in muratura e non di legno, è come un segno di resurrezione, è ricostruire i luoghi identitari del territorio e di un’intera comunità». A Caldarola sono 15 in tutto le Chiese antiche che nei secoli sono state erette in onore di Santi protettori del territorio. Purtroppo il sisma del 2016 le ha rese tutte inagibili.

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