facebook twitter rss

I vissani tornano in piazza
a tre anni dalla scossa
«Qui regna il silenzio» (Foto)

SISMA - Un minuto di silenzio nel cuore della zona rossa. La manifestazione è stata organizzata dall'assessore Patrizia Serfaustini: «Per costruire il santuario di Macereto, i lavori iniziati nel 1528 sono finiti 10 anni dopo. Noi, con tutta la tecnologia e i mezzi che abbiamo, ci troviamo ancora così». La commozione di Anna Rita Mocci: «Sono rientrata tante volte ma è sempre come se fosse la prima»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

1K Condivisioni

 

Vissani in piazza a tre anni dal terremoto

 

di Federica Nardi (foto Fabio Falcioni)

Un minuto di silenzio, nel silenzio che regna nella piazza di Visso a tre anni esatti dalla devastante scossa del 30 ottobre. Quella che per l’Alto Nera fu una sentenza di esodo, prima dell’arrivo delle soluzioni abitative d’emergenza svariati mesi dopo. Oggi i vissani sono tornati per un’ora in quella piazza, il cuore culturale e sociale del paese, sulla spinta della manifestazione indetta dall’assessore Patrizia Serfaustini.

Al centro l’assessore Patrizia Serfaustini

«Solo così possiamo sentire il silenzio che regna in questo luogo», spiega Serfaustini all’ingresso della zona rossa, mentre i vigili del fuoco e gli addetti comunali distribuiscono ai presenti (una trentina) i caschetti ancora necessari per accedere alla piazza. Le messe in sicurezza ci sono ma non bastano a garantire l’incolumità quotidiana. Anche stanotte la terra ha tremato svegliando Visso, Ussita e Castelsantangelo con un boato simile a un’esplosione. Così le crepe che si aprono tra i palazzi storici circondati da arbusti e materiali ammucchiati, fanno ancora venire i brividi a chi tre anni fa ha visto la polvere sollevarsi e i muri crollargli quasi addosso.
«Ho deciso all’ultimo di organizzare questa manifestazione – racconta Serfaustini -. Improvvisamente ho sentito che era una cosa che dovevo fare: riportare i vissani in piazza. Quello che vorrei trasmettere e che se stanno qua è perché amano il paese e stando qua hanno dato il loro contributo. Adesso che ci hanno dato le casette un minimo di vita l’hai ricominciata. E invece rientrare in piazza dove prima venivi tutti giorni e la vivevi in un certo modo, fa riflettere. Ora come lo vivi? Voglio sapere cosa hanno pensato dopo quel minuto. Da lì possono nascere le idee. La domanda: che cosa posso fare per Visso?». Serfaustini ha scelto un paragone che suona volutamente amaro nel mezzo di un piazza gioiello dove i lavori ancora non partono. «Per costruire il santuario di Macereto, che tutti conoscete, hanno iniziato i lavori nel 1528 e dopo dieci anni hanno finito. Noi dopo 500 anni e tre anni dal sisma, con tutta la tecnologia e i mezzi che abbiamo, ci troviamo ancora così. Riflettere su questo non sarebbe male. Visso non può morire così. Abbiamo tutti i mezzi e le disponibilità per farlo ritornare vivo. Diamoci da fare, prendiamo esempio dai nostri avi. Noi non vogliamo più passerelle». Ritornare in piazza oggi per molti è un vero shock.
La bellezza del cuore cittadino fiorisce anche in mezzo alla devastazione ma l’immobilismo e l’abbandono sono una ferita mai rimarginata per chi qui aveva casa.

Manuela Pignanesi e Paolo Corradini

Manuela Pignanesi e Paolo Corradini non rientravano nella zona rossa da tre anni. «Ci sentiamo avviliti più che mai – spiega Pignanesi -. Siamo in un paese fantasma, chiusi in noi stessi. Sembra che non ci sia più nemmeno il rapporto umano. Il terremoto ha tirato fuori il peggio di noi. Ed è un sentimento comune».
Anna Rita Mocci si trovava proprio in piazza durante la seconda scossa del 26 ottobre del 2016, quando uno dei palazzi si sbriciolò di fronte a un gruppo di persone e giornalisti quasi increduli. «Sono rientrata tante volte ma ogni volta è come la prima. Ogni volta che rivedo casa è sempre una tristezza. Ci sono nata qua, il legame è forte. Ma non si vedono i lavori. È quello che fa male. E poi tutta questa spazzatura qua dentro, almeno a levarla. Le piante che crescono… è proprio in abbandono totale». Molte le lacrime silenziose dei vissani nel rivedere i loro negozi, le case. Tante foto anche per portare con sé, fuori dalla zona rossa, una testimonianza del tempo che (non) passa in questo post terremoto senza orizzonte certo.

Al centro Anna Rita Mocci



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X