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Cantieri edili, il focus di Confindustria:
«Legalità e trasparenza nella ricostruzione»

MACERATA - Formazione, sicurezza, regole dell’accesso ispettivo e Durc di congruità i temi trattati nell'appuntamento a cui ha partecipato anche il prefetto Iolanda Rolli
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Il tavolo dei relatori

 

di Mauro Giustozzi

Formazione, sicurezza nei cantieri, regole dell’accesso ispettivo, Durc di congruità sono stati tra i temi trattati nel focus cantieri edili organizzato da Confindustria Macerata, il primo di due appuntamenti che mettono nel mirino un approfondimento su una materia particolarmente d’attualità nel nostro territorio in vista della ricostruzione post sisma.

Il prefetto Iolanda Rolli

La giornata odierna si è incentrata sul tema ‘La regolarità dei rapporti di lavoro nei cantieri edili e l’accesso ispettivo’ mentre il secondo appuntamento calendarizzato per il prossimo gennaio verterà su ‘Le condizioni di sicurezza nei cantieri edili e l’accesso ispettivo’. Nella sala conferenze di Confindustria Macerata sono intervenuti Carlo Resparambia, presidente provinciale Ance, Beatrice Sassi direttore relazioni industriali Ance, Marica Micozzi responsabile del team vigilanza ordinaria dell’Ispettorato del Lavoro e l’ispettore Daniele Palmieri sempre dell’Itl Macerata. Alcuni dei temi sviscerati nel focus hanno riguardato la denuncia di un nuovo cantiere, il Durc di congruità, la corretta applicazione del contratto nazionale edile e l’accesso ispettivo nei cantieri edili. Presente anche il prefetto, Iolanda Rolli, che ha aperto i lavori. «Mi premeva essere qui ed ascoltarvi – ha esordito il prefetto – perché la materia che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro, ed in particolare in questi, ci vede in prima linea perché stiamo lavorando sul futuro che attende questo territorio e sui cantieri della ricostruzione che, auspichiamo, quanto prima partiranno. Sarà un numero enorme di cantieri, c’è chi parla di 30mila qualcuno arriva a 40mila cantieri edili. Per poter gestire nella massima legalità e trasparenza, secondo le regole, questi cantieri è necessario l’apporto di tutti gli attori sul territorio. E devo dire di avere trovato tante sensibilità negli incontri che facciamo ogni 15 giorni con i rappresentanti dell’Ance, rappresentanti delle imprese e dei lavoratori, sindacati e Cassa edile fino a Inps, Ispettorato del Lavoro e Regione. Vogliamo marciare su un unico binario per garantire che la ricostruzione avvenga nel miglior modo possibile e assolutamente trasparente».

E’ toccato al presidente di Ance Macerata, Carlo Resparambia, aprire i lavori e indicare quelle che è il quadro del lavoro edile nei cantieri del nostro territorio. «Siamo ancora in una fase iniziale della ricostruzione che prevede una fissazione di regole, tra cui il rapporto di lavoro nel cantiere e l’accesso ispettivo rappresenta uno dei più importanti fattori da tenere in considerazione. –ha affermato- Quello che siamo propensi a ricercare è legalità, trasparenza e regolarità attraverso una concertazione di regole e di comportamenti di attività che si fanno in cantiere e le istituzioni chi poi lavora in cantiere è l’aspetto principale da tenere e sia la condotta di carattere generale con cui andare avanti e fare questo percorso verso una ricostruzione soprattutto legale». Ricostruzione ancora ferma al palo, ma quando si innescherà porterà ad una massiccia apertura di cantieri e presenza di migliaia di lavoratori che saranno impegnati nel cratere sismico. «Ci auguriamo che i cantieri siano tanti per molteplici motivi, il primo dei quali rappresenta il ritorno delle popolazioni nei luoghi da cui sono dovuti andare via dopo il terremoto. –sottolinea Resparambia- Attraverso la richiesta scattata qualche anno col Durc di congruità si è cercato di fissare quelle che sono le regole fondamentali per avere accesso in cantiere e soprattutto un modus operandi che legittimi le imprese regolari rispetto a chi viene nel territorio con intenzioni non proprio limpide. Se non ci sono regole ben definite purtroppo trovano terreno fertile. E’ vero che le aziende del maceratese sono per lo più di piccole o medie dimensioni: non per questo da sottovalutare però. Queste dimensioni danno l’opportunità di una programmazione ed una formazione più curata e tempestiva rispetto a realtà molto più grandi. Un punto di forza lo ritengo. Non pretendiamo di essere i soli fautori della ricostruzione, viste anche le dimensioni dell’impegno, ma ci auguriamo che le regole siano rispettate da tutti coloro che saranno impegnati nel cratere simico».

Dal canto suo Beatrice Sassi ha ricordato quelle che sono le direttrici su cui si muove in questa fase l’associazione dei costruttori di Confindustria. «Le politiche dell’Ance sono state sempre indirizzate a far emergere il lavoro sommerso ed il lavoro nero –ha affermato- però è vero che laddove c’è irregolarità non è solo un fatto economico o di concorrenza sleale. Purtroppo spesso ci troviamo ad assistere ad incidenti nei cantieri a causa di scarsa formazione e sicurezza dei lavoratori: assieme ai sindacati abbiamo messo in piedi un sistema paritetico che è volto a sostenere formazione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il problema è che quando c’è un’elusione continua della contrattazione collettiva, nei cantieri si trova di tutto e di più: contratti non edili o addirittura assenza di contratti, tutto questo comporta che le tutele vengano meno. Occorre rimettere regole in questo sistema. Il messaggio che vogliamo dare alle nostre imprese in primis, ma poi a tutti gli attori della ricostruzione, è che ci devono aiutare nelle scelte della regolarità e dell’occupazione, gli enti paritetici che possono aiutare le aziende in questo percorso dello stare in regola alla voce sicurezza. La formazione è importante e sotto questo aspetto Ance ha sempre spinto in questa direzione. Chiaro che poi è necessario districarci in tante norme che incidono sulla ricostruzione, norme che cambiano e che spesso disorientano le imprese edili. Noi cerchiamo di aiutare le aziende per consentire loro di poter operare nella regolarità più totale ed assoluta».



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