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Documento unitario sul sisma:
«Lo consegneremo a Conte»

RICOSTRUZIONE - Lo hanno preparato tre Unioni montane, è indirizzato al premier e contiene linee guida e priorità per i centri colpiti dal terremoto. Il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci: «Il tempo delle analisi è concluso: è il momento di agire»
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Il premier Conte in visita al cratere lo scorso 13 settembre

 

Le priorità e le linee guida da seguire per la ricostruzione in un documento stilato dai presidenti delle tre Unioni montane dell’entroterra Maceratese: sarà consegnato al premier Giuseppe Conte. L’iniziativa parte da Pieve Torina con un documento unitario da affidare al Governo. «Troppi interlocutori, tanti documenti e continue richieste frammentate possono compromettere la forza di un fronte che, malgrado le inevitabili specificità, dovrebbe presentarsi il più possibile in modo unitario – spiega il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci -. Il tempo delle analisi di quel che è successo è concluso: ora è il momento di agire in modo chiaro per il futuro delle nostre comunità. Questo è lo sforzo – prosegue – che, come Unioni montane che rappresentano diversi comuni dell’entroterra marchigiano, abbiamo cercato di fare, promuovendo un unico documento che consegneremo direttamente nelle mani del presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Vogliamo presentarci con una sola voce, perché l’unione fa la forza».

Il sindaco Alessandro Gentilucci all’incontro delle Unioni montane

Il primo cittadino e presidente dell’Unione montana Marca di Camerino, lo scorso 26 settembre, si è incontrato con i suoi colleghi Matteo Cicconi, sindaco di Pioraco e presidente dell’Unione montana Potenza Esino Musone, e Matteo Cicconi, in rappresentanza di quella dei Monti Azzurri. «Si tratta di un evento che ha una rilevanza significativa per il nostro territorio – conclude Gentilucci – perché siamo riusciti a superare personalismi ed egoismi. L’obiettivo unitario è quello di ridare speranza e prospettive di sviluppo certe all’entroterra marchigiano, trasformando la tragedia del terremoto in opportunità. Se questo non dovesse accadere, il rischio di una desertificazione dei piccoli centri montani potrebbe tradursi in una terribile certezza».



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