A tre anni dal sisma
«la battaglia si vince uniti»

TOLENTINO - L'incontro al Politeama ha visto confrontarsi sul tavolo dei lavori Piero Farabollini, Cesare Spuri, Paola Passeri e Vittorio Lanciani. Assente il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, l'ospite più atteso della serata. Il commissario straordinario sul nuovo decreto: «Imperfetto, ma comunque un grande passo in avanti»
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Il tavolo dei lavori al Politeama. Da sinistra: Paola Passeri, Vittorio Lanciani, Piero Farabollini e Cesare Spuri

 

di Giacomo Gardini

«Vincere la guerra del sisma divisi non è possibile: troviamo il giusto equilibrio per procedere tutti insieme». Nel giorno dell’anniversario della grande scossa, Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione, lancia un messaggio chiaro al futuro della ricostruzione. L’appello è rivolto agli amministratori, ai tecnici e ai professionisti che, ieri sera, hanno partecipato al convegno “A tre anni dal sisma. Prospettive”, che si è svolto al Politeama di Tolentino.

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Alcune tra le figure istituzionali presenti all’incontro

Un’iniziativa organizzata dal Rotary di Tolentino, insieme a molti altri club del cratere. Ospiti dell’incontro, oltre a Spuri, il commissario straordinario Piero Farabollini, Paola Passeri e Vittorio Lanciani, presidenti dei Collegi dei geometri e degli architetti di Macerata. Seduto in prima fila, anche il prefetto di Macerata Iolanda Rolli, che ha appoggiato in pieno l’appello del direttore dell’Usr: «C’è bisogno, oggi più che mai, di una squadra coesa – dice – che superi i campanilismi del territorio. Per poter ripartire, ogni comune ha bisogno di qualcosa. A partire dal lavoro. Penso in particolar modo alla montagna, che andrebbe ripopolata, creando nuove opportunità, evitando uno spopolamento implacabile». In una sala gremita, negli sguardi dei presenti, si legge l’attesa del grande ospite della serata: al Politeama, infatti, è atteso Angelo Borrelli, capo della Protezione civile. Dopo i saluti di rito, però, Carla Passacantando, moderatrice dell’incontro e presidente del Rotary di Tolentino, annuncia alla platea che Borrelli, con ogni probabilità, non ce la farà: è in viaggio dal Molise, al termine di un’agenda carica di impegni. Non c’è da preoccuparsi però, perchè se davvero non dovesse farcela, sottolinea la Passacantando, comunicherà la data per un nuovo confronto in zona. La delusione serpeggia ma l’incontro prende comunque il volo. Tra i tantissimi sindaci del cratere presenti, assente proprio Giuseppe Pezzanesi, primo cittadino di Tolentino. I due attori protagonisti dell’incontro, Spuri e Farabollini, parlano a fasi alterne, per un punto sul cratere a tre anni dal sisma.

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Cesare Spuri

«La macchina della ricostruzione procede – sottolinea il direttore dell’Usr -. Arriveremo all’approvazione dei progetti, agli appalti dei lavori, ma la strada è ancora lunga e tortuosa. E’ necessario che nei nostri territori, oltre a pensare alla seconda o terza generazione, si rifletta su come utilizzare le risorse che ci arrivano oggi. Avere infrastrutture dove far alloggiare il personale che nei prossimi anni lavorerà nelle zone montane, significa fare economia nel territorio». «Non dobbiamo guardare a quanto fatto negli ultimi tre anni – conclude – ma a cosa faremo nei prossimi tre. Dobbiamo riuscire nell’impresa di rendere i nostri territori più appetibili di quanto non lo fossero prima del 2016».

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Piero Farabollini

Sul nuovo decreto legge, Farabollini parla di una creatura «ancora imperfetta, ma che rappresenta un grosso passo in avanti». «Gli articoli 2, 3 e 7 – spiega – cercano in ogni modo di facilitare il lavoro dei professionisti. L’autocertificazione può velocizzare le procedure, e i controlli sono aumentati. L’impianto è snello, immediato. Il governo si è mosso bene, coinvolgendo tutti: abbiamo dato il nostro contributo e continueremo a farlo». La parola quindi a Paola Passeri, che ricorda quanto «l’impianto normativo del decreto Errani si sia rivelato inadeguato alle nostre realtà territoriali». «Oggi abbiamo tra le mani un nuovo decreto – dice -. Lo volevamo, l’abbiamo avuto. Parliamo di snellimento e autocertificazione, finalmente. Noi tecnici ci prenderemo le nostre responsabilità, ma è giusto che il decreto sia disciplinato e le normative che include vadano dettagliate».

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Vittorio Lanciani

Vittorio Lanciani, del Collegio degli architetti, non ha dubbi: «siamo rimasti inchiodati a lungo in una macchina in panne, assestarla non sarà cosa facile». «Abbiamo la responsabilità di spendere soldi pubblici – ricorda – che devono essere ben finalizzati: spesso il risparmio non è la soluzione tecnica più adeguata. Cosa dovremo fare di questi territori di qui a 20 anni? E’ fondamentale pianificare, altrimenti diventa impossibile riqualificare. Sull’attuale decreto, ancora in itinere, non mi espongo: è ancora difficile giudicarlo». Qualcuno, dalla platea, chiede quante persone si siano spostate dall’entroterra alla costa, e quante di queste torneranno a casa. «Pochi articoli individuano delle misure – ammette Farabollini – per la ricostituzione del tessuto socio-economico territoriale. Non c’è dubbio sul fatto che il nuovo governo debba ragionare in termini di recupero delle aree spopolate. Ricostruzione e riqualificazione sono due percorsi che vanno di pari passo». Secondo Spuri, «il cas non può essere un sistema sociale di compensazione, per ripagare gli anni trascorsi fuori casa. Dovremmo fare un ragionamento più netto, a costo di sembrare impopolare: la verità è che il contributo è ben più alto rispetto alla media degli affitti, e viene erogato ormai da tre anni. Ci vuole coerenza per ripartire. Eccezionale è stato il sisma, eccezionale sarà ciò che ci aspetta».

 

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Paola Passeri

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Il prefetto Iolanda Rolli

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Piero Farabollini e Cesare Spuri

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