facebook twitter rss

Busta paga pesante slitta a dicembre:
addio alla maxi-rata

SISMA - Approvata la misura con il decreto Clima. Sul tavolo adesso la possibilità di rimodulare l'importo. La Regione in pressing per la cabina di regia nazionale. Morgoni: «Ora legge organica su ricostruzione»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

115 Condivisioni

Caldarola

 

di Federica Nardi

Con il decreto Clima  è stata prorogata la busta paga pesante nelle aree del sisma, che prima sarebbe scaduta il 15 ottobre con una maxi-rata da rimborsare tutta insieme. La nuova scadenza è dicembre e sono previsti versamenti saranno mensili e non più accorpati in parte all’inizio. Sul tavolo però adesso ci sono anche altre richieste, che in realtà “rimbalzano” dai territori già da anni. Come ad esempio una rimodulazione dell’importo dovuto (come fatto già dopo il sisma del ’97) e, in un’ottica più generale, norme più organiche per la ricostruzione che non parte. 

Patrizia Terzoni

«Con il decreto Clima (e non con il decreto fiscale come si pensava ieri ndr) appena approvato dal Consiglio dei ministri abbiamo dato una risposta molto attesa dalle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016: la proroga della cosiddetta busta paga pesante», spiega Patrizia Terzoni (M5s) vicepresidente della Commissione ambiente alla Camera. Anche se in realtà la “risposta” attesa si era innestata su una “domanda” creata proprio dal governo gialloverde che aveva prorogato la misura con la maxi-rata che aveva messo in allarme le popolazioni colpite dal sisma.

Mario Morgoni

Lo ricorda ora l’ex oppositore e ora alleato del Pd Mario Morgoni, deputato: «A dicembre riprende il pagamento della prima rata successiva e poi a seguire. Viene così sventata la maxi rata. Ai tempi dello Sblocca cantieri dissi che era una beffa ai danni dei terremotati con questa finta proroga a ottobre, era un gioco delle tre carte perché congelava le rata ma poi le metteva tutte insieme dopo qualche mese. Conto sempre sulla possibilità che ci sia la possibilità di un ridimensionamento della somma totale – prosegue Morgoni -. Stiamo chiedendo con forza questo. E anche un’altra cosa: un provvedimento organico sulla ricostruzione. Ormai non possiamo più agire per emendamenti, per “toppe”. O tramite aggiunte a provvedimenti che si occupano di altre materie. Abbiamo bisogno che si metta a fuoco un provvedimento articolato che analizzi le varie questioni aperte e proponga delle soluzioni. C’è il tema ad esempio della velocità nell’esame delle pratiche. Chiediamo un intervento serio e la cosa più seria che ho sentito è: diamo più responsabilità ai tecnici e poi i controlli li facciamo dopo. Abbiamo visto che il sistema con tutti i controlli preventivi crea tempistiche non accettabili. Occorre un’organizzazione più robusta però degli uffici, da quello alla ricostruzione alle sovrintendenze. Poi bisogna rimettere a posto i rapporti con le Regioni. Ad esempio le Marche hanno chiesto cabina di regia nazionale per i progetti futuri per i territori». La Regione infatti è in pressing da mesi per il finanziamento del Patto per lo sviluppo, un insieme di progetti presentati dopo una fase di ascolto di alcune realtà regionali, che Palazzo Raffaello offre come panacea per la ripresa economica e sociale delle aree interne. Tuttavia non si possono dimenticare le proteste e i malumori nati sia dai sindaci che dalla popolazione per un “pacchetto” di progetti in cui parte del territorio non si riconosce. A latere i progetti “di rinascita” firmati da privati, dove si leggono sempre più spesso nomi di multinazionali e di grandi gruppi di interesse.

Busta paga pesante, la proroga nel decreto fiscale in mano al Consiglio dei ministri



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X