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«Fallito il cronoprogramma sul sisma:
promesse 220 case, 4 quelle consegnate
E Borrelli che fine ha fatto?»

TOLENTINO - A tre anni dalla scossa del 30 ottobre in tanti ancora attendono l'appartamento che doveva essere consegnato al posto delle sae. E i 12 in via Filelfo e via Roma non saranno più acquistati dall'Erap. Gian Mario Mercorelli e Martina Cicconetti, consiglieri del M5s: «Fallimentare sotto ogni punto di vista la gestione del Comune». Flavia Giombetti del Comitato 30 ottobre: «Manca il coraggio di essere trasparenti»
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La casa in via Pasubio, distrutta dal sisma, simbolo di una Tolentino ferita

 

di Giacomo Gardini

L’alba del 30 ottobre, a Tolentino, porta con sé una manciata di ricordi ed emozioni contrastanti. Passeggiando per le vie di quel centro storico che, esattamente tre anni fa, è stato fiaccato dalle tremende scosse di terremoto, si scorge il profilo di una città che sta tentando in ogni modo di rialzarsi, a fatica. 1.095 giorni dopo, la ricostruzione pubblica stenta e le scadenze del crono-programma, stilato nel maggio scorso dal sindaco Giuseppe Pezzanesi e dalla sua Giunta, non sono state rispettate. Dei 220 appartamenti promessi, in alternativa alle sae, ne sono stati consegnati quattro.

Gian Mario Mercorelli e Martina Cicconetti del M5s

«A tre anni dal sisma – sottolinea Gian Mario Mercorelli, consigliere del M5s – nessuna delle scadenze incluse nel calendario della ricostruzione è stata rispettata». Il contenuto del crono-programma parla chiaro: tutti i cantieri dovrebbero essere già partiti. In contrada Paterno, lo scorso 3 settembre; in piazzale della Battaglia, il 29 agosto; in via VIII marzo, addirittura il 19 giugno, mentre in contrada Pace il 21 ottobre. Unica eccezione per i :quattro appartamenti in contrada Sant’Angelo, che dovrebbero essere assegnati oggi, ma comunque in ritardo rispetto al programma. «Siamo ad un punto morto – spiega Mercorelli – e gran parte dei cantieri deve ancora iniziare a muoversi. Il crono-programma è un documento fondamentale per stabilire se l’operato della Giunta Pezzanesi sia o meno un fallimento. A mio avviso, lo è». Il calendario era stato stilato dopo la visita, lo scorso aprile, del capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli a Tolentino, in consiglio comunale. Questi, viste le consegne lumaca, aveva dato al primo cittadino di Tolentino un ultimatum, per stilare una serie di scadenze garantite. «Mentre neppure una singola data è stata rispettata – dice il consigliere pentastellato – Borrelli cosa fa? Se c’è ancora, batta un colpo. Mi chiedo se non sia arrivato il momento di intervenire seriamente qui a Tolentino».

Gli appartamenti in via Filelfo

Come se non bastasse, un’altra tegola piomba sulle speranze dei terremotati tolentinati. Maurizio Urbinati, segretario dell’Erap, ha confermato che l’ente non ha intenzione di acquistare i sette appartamenti in via Filelfo e in cinque in via Roma. «In Comune dicono di non esserne al corrente – sottolinea la consigliera Martina Cicconetti del M5s – quando invece la comunicazione dovrebbe essere arrivata lo scorso 20 settembre. Da allora, il silenzio. Questo fatto andrà a stravolgere completamente la classifica delle graduatorie per gli sfollati: su 23 case promesse, oltre la metà scompare». Il rischio, a questo punto, è che le tre graduatorie esplodano e che chi era primo possa persino ritrovarsi ultimo.

Nella questione è intervenuta anche Flavia Giombetti, presidente del Comitato 30 ottobre di Tolentino.

Flavia Giombetti, presidente del Comitato 30 ottobre

«Abbiamo seguito la vicenda con particolare attenzione, soprattutto per quanto riguarda gli appartamenti in via Filelfo. Mesi fa, il sindaco Pezzanesi aveva riportato alla stampa che queste case erano state consegnate, sottolineando l’emozione degli inquilini nel ricevere le chiavi. Un episodio mai avvenuto in realtà. Sono stata tempestata di telefonate da parte degli assegnatari degli appartamenti, ignari di tutto, che avevano paura che le case fossero state consegnate ad altri. Perché manca il coraggio di essere trasparenti nei confronti di tanti cittadini, che continuano a sperare, giorno dopo giorno?». Come Mario, uno dei tanti in attesa di una sistemazione in via Filelfo, che da tre anni vive in area container e riceve promesse su promesse, tutte disattese. «Stiamo parlando di case, di persone, dell’essenza stessa della comunità tolentinate – spiega Giombetti -. Parte di questa, il prossimo dicembre, sarà costretta ad abbandonare l’area container, che sarà via via smantellata. Dove andranno a finire? Al momento non arrivano risposte dal Comune e la cosa è davvero preoccupante. Stiamo assistendo al fallimento totale della ricostruzione a Tolentino». «Le case, con ogni probabilità, verranno consegnate dopo oltre quattro anni – conclude Cicconetti -. L’ultima data riportata nel crono-programma è il 15 ottobre 2020. Considerando il ritardo accumulato già da ora, slitterà tutto al 2021. A cinque anni dal sisma, si potrà ancora parlare di emergenza?».

 

La chiesa di san Francesco

L’area container, che sarà smantellata da dicembre

La vecchia sede del’istituto superiore Filelfo

Viale Vittorio Veneto

Una facciata degli appartamenti in via Filelfo

La palazzina in costruzione in contrada Rancia

 

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