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«Container per Unicam, uno spreco
Ogni mese 6mila euro d’affitto a studente»

CAMERINO - L'architetto Susanna Catalano, consulente tecnico di parte di Fabio Fabiani proprietario del terreno dove sono state installate le strutture provvisorie, fa il punto sui costi sostenuti dal Comune per il noleggio: «Sarebbe opportuno destinare ad altro queste risorse e risparmiarle»
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I container per gli studenti Unicam

 

di Monia Orazi

«Ogni mese il comune di Camerino spende 187 mila euro per pagare l’affitto dei container per gli studenti universitari di Camerino due, per ospitare in media 28 studenti al mese, mentre sarebbe opportuno destinare ad altro queste risorse e risparmiarle ». A dirlo è l’architetto Susanna Catalano, consulente tecnico di parte di Fabio Fabiani, proprietario del terreno espropriato per far posto ai container destinati ad ospitare 250 studenti Unicam, sulla cui vicenda è tuttora pendente un ricorso al Tar, che già nella richiesta cautelare ha respinto le istanze di Fabiani.

«I container non sono del tutto pieni, il proprietario Fabiani ha richiesto all’Erdis di Camerino i numeri degli studenti ospitati, è stato fornito un dato aggregato di 191 presenze nell’anno accademico 2018/2019, cioè una media di 28 al mese. Facendo il conto con la cifra del costo praticato dalla Cemeco, per il noleggio dei container per tre anni a partire dal 16 ottobre 2018, pari a 4 milioni e 843mila euro, come risulta dalla determina del comune di Camerino del 21 novembre 2018, si spende la cifra per studente di 6mila e 698 euro al mese per un affitto, più che sufficiente per affittargli un attico ed accompagnarlo all’università in limousine», ironizza Catalano. «Andando sul sito Erdis si evince come la tariffa per una camera doppia in uno degli alloggi direttamente gestiti dall’ente per il diritto allo studio è pari a 185 euro mensili, una differenza notevole – prosegue l’architetto – dunque il costo mensile di affitto per lo studente nel container è di ben 36 volte superiore a quello per una casa definitiva. Un’altra differenza evidente tra il campo container e la zona dello studentato donato dalle province di Trento e Bolzano, sta nei costi di urbanizzazione. Nella relazione tecnica dello studentato, si parla di 582mila euro di costi di urbanizzazione per allestire un’area di 48mila metri quadrati, e dunque un costo di 12 euro al metro quadrato, mentre per mettere i container la spesa di urbanizzazione è stata di 1 milione e 771mila euro, per una superficie di 20mila metri quadrati, con un costo di 86 euro al metro quadrato, ben sette volte di più rispetto ai container».

I COSTI – L’architetto Catalano individua in circa 8 milioni di euro il costo complessivo per i container a carico della pubblica amministrazione, oltre agli oneri di urbanizzazione ed ai costi di noleggio, si devono aggiungere 640mila euro di costi di realizzazione di un marciapiede, in fase di completamento, lungo la provinciale 256 Muccese, che collega i container alla zona del campus universitario. «Era possibile mettere i container in quella che il Comune di Camerino aveva indicato come l’area Sae 22 di Montagnano, vicina alla lottizzazione Pl8, di proprietà della ditta Marchedil di Resparambia, poi ceduta alla Boreal – continua Catalano – lottizzazione approvata dalla giunta comunale del sindaco Gianluca Pasqui nel maggio 2019. L’area Sae 22 era stata indicata come non idonea in quanto interessata da frana, mentre nell’atto dell’amministrazione comunale, con cui si approva il piano particolareggiato della lottizzazione, si indica la compatibilità idraulica, in quanto nella zona furono eseguiti nel 2009, lavori di risanamento del movimento franoso, in zona Montagnano Lo Scarico, con fondi stanziati dal Cipe, per 750mila euro, con delibera del 3 febbraio 2009. Si indica nei documenti la realizzazione di trincee drenanti, per la stabilizzazione del versante, che hanno neutralizzato il rischio di frana. A queste opere si fa riferimento nei documenti relativi allo studentato donato dalle Province di Trento e Bolzano, mentre l’amministrazione comunale ha detto al Tar che quella era una zona in frana, per cui i container non si potevano mettere».

LA LOTTIZZAZIONE – L’architetto Catalano cita anche il decreto della Provincia di Macerata, che nell’aprile 2018 concede il via libera alla lottizzazione, in cui si fa riferimento ai lavori per eliminare la frana Montagnano-Lo Scarico, che compare anche nelle relazioni geologiche delle lottizzazioni Pl6 e Pl9. Il consulente tecnico ricostruisce anche la vicenda della scelta del terreno di proprietà di Fabio Fabiani. «Vi furono due sopralluoghi – sottolinea – uno nel dicembre del 2016 in cui si evince la presenza di una frana, come risulta dallo studio di microzonazione di primo livello, di cui non si parla nel sopralluogo del marzo successivo. Nel progetto originario, si indicano nel cronoprogramma 63 giorni compreso il montaggio dei container, invece sono stati necessari undici mesi. E’ stata approvata una variante di 230mila euro, in cui il direttore dei lavori parla di scarsa portanza (tenuta, n.d.r) dei terreni, che a causa delle forti precipitazioni, ha causato un rallentamento nei lavori, dicendo che si rende necessaria la stabilizzazione a calce, pari a 650mila euro di spesa, su un appalto da un milione e 200mila euro. Nella variante si parla di due rientranze per due querce secolari, presenti sul terreno, che di certo non dovevano essere ignote prima dell’inizio dei lavori. Anche per le fogne, non idonee a contenere ulteriori scarichi per circa 250 nuove presenze, si è inserita una pompa per il rilancio dei reflui, che li trasporta verso la zona Sae le Cortine, più elevata in altezza». Conclude l’architetto Catalano: «A fronte delle presenze di studenti inferiori al previsto, è necessario continuare a pagare 187mila euro al mese di noleggio, o si può iniziare a risparmiare soldi pubblici, iniziando a smantellare quei container che non servono?».



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