facebook twitter rss

Futuro di Camerino,
tra progetto Casermette e Green economy

INCONTRO per parlare dello sviluppo del comune dopo il terremoto, organizzato dall'Associazione Mazziniana Italiana. Il giornalista Mario Sensini: «Il sisma bonus non ha funzionato, utilizzato solo da 8 persone su 300mila interventi». Il rettore Pettinari: «Dobbiamo creare lavoro in modo diverso»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

14 Condivisioni

Irene Manzi e Mario Sensini

 

di Monia Orazi

Una riflessione su quale potrebbe essere il futuro di Camerino e di riflesso dell’intero territorio montano su cui fa perno, è stata al centro del dibattito organizzato dall’Associazione Mazziniana Italiana, nell’aula 3 di giurisprudenza Unicam. L’incontro è stato aperto da Pasquale Miniero e Michele Finelli dell’associazione. «Il sisma bonus non ha funzionato – ha detto Mario Sensini, giornalista del Corriere della Sera originario di Fiastra – è stato utilizzato solo da 8 persone su 300 mila interventi, dato che certifica il fallimento totale delle politiche italiane di prevenzione sismica. Nel 2017 gli italiani hanno speso 17 miliardi per rifarsi bagno e parquet, 4 miliardi e duecentomila euro per la riqualificazione energetica degli edifici, un miliardo e 300 milioni per i mobili di casa. Va considerato se stiamo spendendo bene i soldi della ricostruzione. Alcuni dicono di no, arrivano prima i magistrati che la politica, lo Stato spende cento milioni di euro in prevenzione, ma cinque miliardi l’anno per riparare i danni da calamità naturali. Manca una legge quadro sulle emergenze, Catania, il centro Italia e Genova sono stati trattati in modo diverso». Sensini ha poi analizzato la situazione locale: «L’autocertificazione della conformità urbanistica attuale sui progetti può funzionare, ma vanno date deroghe chiare. Ho riscontrato un atteggiamento poco lungimirante nei nostri sindaci, l’incapacità di immaginare il futuro, nei piccoli paesi è in atto il tentativo di riavvolgere il nastro, quasi nessuno ha varato il piano comunale di Protezione civile, è come ricostruire senza tenere conto che c’è stato il terremoto. Non si può pensare di ricostruire lo stesso mondo di tre anni fa».

E’ toccato poi a Irene Manzi, ex deputato e segretario particolare del viceministro dell’interno Matteo Mauri, a tracciare il quadro attuale del dopo terremoto: «Si deve riprendere il progetto delle Casermette, come polo diagnostico già annunciato dal premier Gentiloni nel novembre 2017, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico Unicam e rilanciato dal rettore Unicam Claudio Pettinari, durante la sua recente audizione alla camera, in occasione dell’esame del decreto sisma. Occorre fare un salto di qualità e concretizzarlo». L’analisi di Irene Manzi è partita da una frase di uno studente fuori sede, detta nei momenti terribili dopo il sisma, in cui esprime il suo legame a quella che per gli anni universitari è la sua città, per cui gioisce nei momenti felici, e piange quando ci sono le disgrazie. «Non è inseguendo modelli di sviluppo antecedenti al 2016 – ha aggiunto Manzi – che usciremo dal guado. E’ positiva l’istituzione della consulta per lo sviluppo Unicam, che comprende anche realtà di fuori provincia, su cui fare leva per un lavoro progettuale di territorio, con le competenze dell’università, per perseguire nuovi sentieri di sviluppo, creando occasioni di lavoro ed opportunità, unico modo per contrastare lo spopolamento». Il rettore Claudio Pettinari ha aggiunto: «Senza interventi importanti, come lo studentato da 450 posti letto, o i container in cui qualcuno dice che ci siano solo 26 studenti ma non è vero, non saprei dove far dormire gli studenti. Le iscrizioni sono in aumento, allo studente che arriva da noi, non possiamo raccontare la vecchia storia d’amore con l’antica città, ma offrire alte competenze, profili elevati di qualità e ricerca, altrimenti per quale motivo dovrebbe venire. Dobbiamo creare lavoro in modo diverso, penso alla green economy, ai beni culturali». Ha richiamato la necessità di passare all’azione il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, con investimenti che permettono di rendere concreti i progetti: «Dopo tre anni è ora di passare all’azione, altrimenti continuiamo a proporre belle idee, che senza risorse sono aria fritta. Servono investimenti per mandare avanti questo territorio, se nel nostro ospedale ci sono reparti di eccellenza che attraggono pazienti, le risorse ci devono essere. Tanta gente viene da me, hanno bisogno di parlare, non si sentono ascoltati. Questo è il primo servizio alla comunità. Il Comune ha il dovere di creare le condizioni affinchè il periodo che lo studente universitario trascorre a Camerino, sia il migliore possibile, creare le condizioni affinchè le imprese possano operare, il compito più difficile di un sindaco è tenere unita la comunità». Giovanni Lattanzi, seconda casa a Castelsantangelo, ha proposto di fare una “no tax” area, contro lo spopolamento e per attrarre investimenti ed opportunità di sviluppo: «Chi è tornato per me è un eroe, non si può considerare allo stesso modo un comune che ha il 98 per cento di danni ed un altro che ha l’1 per cento».

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X