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Patto dell’Alto Nera, raccolte 1200 firme:
«Castelsantangelo, Visso e Ussita unite
sotto il cappello del Parco»

SISMA - E' stato presentato ieri sera durante una partecipata assemblea il progetto messo insieme da associazioni e comitati. Roberto Flammini di Visso Futura: «Dobbiamo considerare le nostre potenzialità mai espresse»
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di Federica Nardi

La popolazione di Visso, Ussita e Castelsantangelo lancia la controproposta al Patto per lo sviluppo della Regione delineato dopo il sisma del 2016. «Un patto – ricordano i proponenti -, che non cita mai il nostro territorio». Al contrario di quello presentato ieri sera nella palestra della scuola di Visso e che non a caso prende il nome di Patto per l’Alto Nera.

Roberto Flammini

A spiegare i pilastri del progetto è stato Roberto Flammini dell’associazione Visso Futura. Sono già oltre 1.200 le firme raccolte sia online che nei negozi della zona a sostegno della progettazione che ora, con la legge finanziaria alle porte, si trova a fare i conti con una corsa contro il tempo per non “perdere il treno” dei fondi. «Sono due i pilastri del nostro Patto – spiega Flammini -. L’unione dei nostri tre Comuni dato che siamo in tutto 1.500 abitanti e il fatto che ricadono quasi interamente in territorio di Parco nazionale. Dobbiamo smettere di avercela con il Parco e considerare le nostre potenzialità mai espresse». Flammini ricorda inoltre che «le nostre comunità non sono mai andate d’accordo ma c’è bisogno di una progettazione comune, che consideri l’unione in modo che ci siano tutte le garanzie». Il timore più diffuso infatti, anche se da tempo molti in zona ritengono l’unione quasi naturale se non proprio conveniente date le circostanze demografiche e strategiche, è la perdita di autonomia derivante dalla fusione (Visso è il comune più popoloso dei tre).

Alla base del Patto per l’Alto Nera un lungo lavoro di studio e approfondimento non solo sul versante delle norme che regolano la fusione tra Comuni ma anche rispetto alle leggi – inapplicate – sulla montagna. «La legge sulla montagna già prevede l’attivazione di servizi sociali e culturali – spiega Flammini -. E inoltre esiste anche la legge sulla Zona economica speciale ma che per noi non è abbastanza perché non abbiamo la massa critica e socio economica per partecipare ai bandi. Quello che chiederemo è una Zona franca a tutela ambientale, che parta come progetto pilota da noi ma che possa essere replicabile nelle zone vicine e nei Parchi vicini come quello del Gran Sasso e Monti della Laga. Comprendendo così anche altri paesi terremotati e gravemente danneggiati».

Da destra Rossella Orazi, Vittorio Andalò, Barbara Olmai e Roberto Flammini

Con Flammini anche Rossella Orazi del Comitato per la salvaguardia socio-economica di Ussita e dintorni e Vittorio Andalò dell’associazione Viviamo Castelsantangelo sul Nera, dato che il Patto prende il via proprio da un dialogo tra comitati e associazioni della valle. Andalò ha accennato una delle progettazioni che confluiscono nel Patto, cioè il Distretto forestale dell’Alto Nera, dove è sempre più pressante il problema – spiega Andalò -, di una mancata manutenzione che sta facendo invecchiare gli alberi senza ricambio di piante. Orazi invece porta “in dote” il comprensorio di impianti sportivi di Ussita, vera eccellenza del Centro Italia bloccata dal sisma e da lungaggini burocratiche e amministrative. «Dobbiamo rendere gli impianti sportivi competitivi rispetto alle regole delle federazioni – spiega Orazi -. Il presidente del Coni si è già messo a disposizione per un incontro».

Mauro Falcucci e Marco Rinaldi

Il Patto, pensato per un periodo medio-lungo, prevede altre iniziative complementari. La prima: una lettera che le tre associazioni hanno inviato per chiedere un canale preferenziale per le pratiche di ricostruzione della zona all’Ufficio speciale per la ricostruzione. La seconda, che per il momento riguarda Visso, è una lettera per chiedere un Consiglio comunale con ordine del giorno relativo al referendum consultivo sull’unione dei Comuni.
Presenti all’incontro Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo che oggi è a Roma per le audizioni in Commissione ambiente sul decreto terremoto. E anche Marco Rinaldi, ex sindaco di Ussita. A moderare gli interventi la giornalista Barbara Olmai.

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