I progetti pronti e già finanziati
nella zona rossa di Camerino

VISITA della Delegazione di Macerata dell’Aic nella zona rossa. Ha fatto da guida il sindaco Sandro Sborgia che si è detto ottimista per l’avvio dei lavori al palazzo arcivescovile e alla cattedrale. Infine c’è stato l’incontro degli accademici con la famiglia Maccari per la degustazione dei “Grattoni” e della “Tagliatella di grano Hammurabi”
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La visita a Camerino

 

di Ugo Bellesi

Dopo aver ottenuto i necessari permessi per entrare nella zona rossa, la Delegazione di Macerata dell’Accademia Italiana della Cucina ha potuto visitare il centro storico di Camerino ancora con le ferite aperte per le conseguenze del terribile terremoto del 2016. In via del tutto eccezionale è stato lo stesso sindaco, Sandro Sborgia, a fare da perfetta guida nelle principali vie della città. L’incontro è avvenuto dinanzi al palazzo Ducale, ovviamente sbarrato, con la cattedrale di Santa Maria Annunziata messa al sicuro da tavole, travi e tiranti. Quindi la nutrita comitiva di accademici, dopo il controllo dei documenti da parte dei Carabinieri in servizio nella piazza, ha imboccato corso Vittorio Emanuele, fino a raggiungere l’ex palazzo di Giustizia per poi scendere verso S.Maria in Via, e quindi far ritorno verso il centro transitando nei pressi dell’inagibile hotel “I Duchi” e delle scuole.

Una visita che ha consentito a tutti di rendersi conto di una situazione che da lontano non si riesce a comprendere e valutare nelle sue reali dimensioni. In pratica Camerino è ancora una città deserta. Alcune vie sono state riaperte e non fanno più parte della zona rossa ma è ancora tanto il lavoro da fare. Sono stati notati i molti cancelli installati a protezione dei negozi, ma anche di supporto ai portoni di abitazioni private per evitare episodi di sciacallaggio che pure vengono segnalati. «Siamo in ritardo – ci dice il sindaco Sborgia – ma il quadro della situazione ce l’abbiamo molto chiaro e oggi conosciamo bene anche il lavoro da fare. Riaprendo alcune strade si può consentire a qualcuno di rientrare nelle case rimaste indenni da danni. Ma si può anche sperare nella riapertura di qualche esercizio pubblico. Ma è un lavoro che va fatto con raziocinio. Non si possono anticipare i tempi. Per alcuni edifici pubblici, come il palazzo ducale, il palazzo vescovile ecc. ci sono già i progetti esecutivi pronti e in qualche caso anche i finanziamenti. Per altre situazioni le cose sono più complesse (come per il teatro Marchetti) e diversi edifici del centro storico, ora messi in sicurezza, dovranno essere demoliti e poi ricostruiti, spesso usando anche gli stessi materiali. In altre zone, per quanto riguarda le abitazioni private con gravi danni, se si demolisce è perché bisogna aprire “vie di fuga” molto ampie. Ma quelle case saranno ricostruite nuove altrove. E’ importantissima la collaborazione che abbiamo con l’Università. Essa costituisce un caposaldo verso la ricostruzione».

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Ugo Bellesi al tavolo con il sindaco Sborgia e signora insieme con il titolare della Pasta di Camerino Gaetano Maccari, la signora e un figlio

I commenti degli accademici sono stati di tanta amarezza e tutti hanno espresso al sindaco la propria solidarietà soprattutto per i tanti camerinesi costretti a vivere lontani dalla loro città, spesso in condizioni disagiate, avendo perso tutto o quasi nella distruzione della propria abitazione. La ricostruzione sarà lenta ma è importantissimo che riparta alla grande nel più breve tempo possibile. E il sindaco ha già individuato l’area in cui saranno ospitati gli operai che le imprese edili porteranno a Camerino per dare il via ai grandi lavori della ricostruzione. Si partirà dal palazzo arcivescovile e dalla cattedrale di Santa Maria Annunziata. Poi toccherà al palazzo Ducale. La visita a Camerino da parte degli accademici è proseguita incontrando una delle realtà imprenditoriali più “effervescenti” dell’area camerte: la Pasta di Camerino rappresentata dalla famiglia Maccari. L’incontro è avvenuto nel ristorante Villa Fornari e sede non poteva essere migliore dal momento che i titolari della Pasta di Camerino hanno voluto offrire agli accademici l’opportunità di gustare e valutare due loro prodotti di eccellenza: i “Grattoni” che sono già in commercio e le “Tagliatelle di grano Hammurabi” di prossima immissione sul mercato. I Grattoni hanno la forma di un chicco e sono fatti di pasta all’uovo. Sono ideali per le zuppe, le vellutate, i minestroni e cotti nel brodo. Le tagliatelle all’uovo, confezionate con farina di grano Hammurabi macinato a pietra, hanno in dote le proteine portate dall’uovo e dal grano, ma soprattutto fibre, magnesio, ferro, potassio e fosforo del grano Hammurabi.

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Il titolare della Pasta di Camerino Gaetano Maccari con la signora Mara Mogliani

A presentare al meglio questi prodotti ci hanno pensato Alessio Bottacchiari del ristorante Villa Cortese e lo chef Giulio Re. Infatti i Grattoni all’uovo sono stati serviti con una perfetta vellutata di ceci dei Sibillini, mentre le Tagliatelle di grano Hammurabi avevano un sugo a base di funghi porcini e zucca gialla. Il giudizio degli accademici è stato oltremodo positivo per entrambi i prodotti, con qualche “sfumatura” in più per i Grattoni. Le schede consegnate ai commensali consentivano come punteggio minimo il 5 e come punteggio massimo 9. Infatti il 10 non si concede a nessun piatto come non si deve valutare meno di 5. Ebbene le due colonne riservate ai Grattoni e alle Tagliatelle Hammurabi sono risultate piene di 8 e 9. Il che significa approvazione piena, con i massimi punteggi, per entrambi i prodotti tanto da sfiorare l’eccellenza. Ovviamente è stato positivo il giudizio anche per altri piatti come le “Maniche al ragù di coniglio” e le “Tagliatelle fritte” (una antica ricetta originaria di Monterubbiano: si tratta di tagliatelle arrotolate a forma di polpette – ripiene di lenticchie lessate – che poi vengono fritte).

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