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Sms solidali per i terremotati
«Alle Marche 21 milioni su 35,
entro marzo in porto quasi tutti i progetti»

SISMA - Andrea Crocioni, dirigente dell'Ufficio ricostruzione della Regione fa il punto sulla destinazione dei fondi: «Al di là delle polemiche, l'operazione è in linea». Resta il problema della precarietà del personale: «Li formiamo e poi vanno in posti più stabili». IL VIDEO
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Andrea Crocioni, dirigente dell'ufficio ricostruzione delle Marche

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di Gabriele Censi

Che fine hanno fatto i soldi donati dagli italiani con gli sms per i terremotati? Sull’argomento tante polemiche si sono succedute ed oggi, a margine della tavola rotonda che si è tenuta a Camerino per il rendiconto sui progetti del Comitato Sisma Centro Italia, costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, dirigente dell’Ufficio ricostruzione della Regione Marche Andrea Crocioni è intervenuto per chiarire.

Andrea Crocioni

«Per la regione sono stati destinati 21 milioni circa dei 35 totali – ha  detto il dirigente regionale –  sulla destinazione vigila un comitato dei garanti, noi partecipiamo alle riunioni periodiche per verificare lo  stato di avanzamento e gestiamo i soldi di questa parte della ricostruzione. Abbiamo 106 progetti,  87 sono stati approvati e molti sono in itinere, 14 sono stati ultimati. L’operazione sms è perfettamente in linea al di là delle polemiche sui social, sono stati erogati circa 4 milioni, entro marzo saranno completati i minori, ne rimangono una decina dei più grandi».

Tra gli esempi nella nostra provincia, Crocioni cita Visso con il cofinanziamento di un distretto commerciale al posto del demolito Park Hotel e la nuova scuola a Sant’Angelo in Pontano per circa due milioni che potrebbe però avere delle difficoltà: «La nuova normativa appena uscita con il decreto 123 non vorrei che ci provocasse qualche problema perché questa scuola che deve essere delocalizzata trova una difficoltà nel decreto citato,  speriamo che sia superata nella legge di conversione».

Il Park Hotel di Visso diventerà un parco commerciale

Crocioni, che ha fatto le veci del direttore Cesare Spuri, ha ribadito anche le difficoltà dell’ufficio alle prese soprattutto con la precarietà del personale: «Il personale è stato assunto con contratti a tempo determinato e adesso rinnovati fino al 31 dicembre 2020. Questi giovani molto brillanti cercano una situazione più stabile e dopo essere stati formati con fatica ed impegno poi trovano un’altra collocazione. Serve uno sforzo per stabilizzarli vista l’eccezionalità della situazione per assicurare una continuità».

 

 

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