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Giro al via, Pellizzari sogna il podio:
«Vingegaard favorito numero 1
ma nessuno è imbattibile»

CICLISMO - La Corsa Rosa scatta domani dalla Bulgaria e il talento camerte non si nasconde dopo l'ottimo inizio di stagione e il sesto posto del 2025: «Voglio arrivare il più in alto possibile in classifica generale»

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Giulio Pellizzari

di Marco Pagliariccio

Non c’è solo un paese, Camerino, ad attendere Giulio Pellizzari al Giro d’Italia che scatta domani dalla Bulgaria. Tutta l’Italia delle due ruote ripone nel talento della Red Bull Bora Hansgrohe grandi speranze in vista della Corsa Rosa.

Rinverdire i fasti di Michele Scarponi, unico marchigiano in grado di vincere il Giro nel 2011, forse è pretendere un po’ troppo dal 23enne camerte, che seppur molto brillante in questo inizio di stagione (terzo posto a Volta Catalunya e Tirreno Adriatico, vittoria al Tour of the Alps), resta un gradino sotto al favorito numero 1 della vigilia, il danese Jonas Vingegaard, che dopo aver vinto due volte il Tour de France e una volta la Vuelta va a caccia dell’ultimo grande giro che gli manca per completare la “Tripla corona”.

Realisticamente, dopo il sesto posto del 2025 sia al Giro che alla Vuelta, per Pellizzari l’obiettivo può essere quello di un posto sul podio. Non sarà facile, perché è vero che la Corsa Rosa non vedrà al via molti dei big delle corse a tappe (da Pogacar ad Evenepoel, passando per Seixas, Del Toro e Almeida per citarne alcuni), ma ai nastri di partenza ci saranno comunque ciclisti di spessore e con esperienza alle spalle da cui guardarsi: a partire dal suo compagno di squadra Jay Hindley, vincitore del Giro nel 2022, passando per la coppia Ineos composta da Egan Bernal e Thymen Arensman e arrivando fino all’austriaco della Decathlon Felix Gall e all’alfiere della Uae Adam Yates. Senza contare gli azzurri Giulio Ciccone, Antonio Tiberi e Damiano Carusoe il gregario di lusso di Vingegaard Sepp Kuss.

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La squadra della Red Bull Bora Hansgrohe al Giro

Il percorso delle tre settimane in rosa, in linea con l’orientamento degli ultimi anni, prevede un paio di “tapponi” tra Alpi e Dolomiti, ma soprattutto tante tappe ricche di insidie e una sola cronometro: un percorso perfetto per le caratteristiche di Pellizzari. «Di imbattibile credo che non ci sia nessuno, anche se sicuramente Vingegaard sarà il favorito numero uno – ha commentato ieri Pellizzari durante la presentazione del Giro ieri in Bulgaria – l’anno scorso ho imparato sulla mia pelle che non sempre il favorito vince, pensavamo di farcela facilmente con Roglic e invece non è andata proprio così. Per cui speriamo che quest’anno il vincitore non sia lui. Io ho un obiettivo in testa, ma vediamo tappa per tappa: voglio arrivare il più in alto possibile in classifica generale».


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