E Conte alla fine allarga le braccia:
«Il governo non rischia sull’ex Ilva»

A CAMERINO il premier ha avuto un attimo di scoramento all'ennesima domanda sull'affaire Taranto. Ha commentato così la sua visita: «Mai sentito tanto affetto intorno a me. Collaborate per migliorare ancora di più il decreto legge post sisma ora in conversione». Qualche mal di pancia tra i sindaci, Rosa Piermattei polemica sul Divini. L'arcivescovo Massara: «Occorre riportare l'economia tra queste terre»
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Il discorso del premier Conte

 

di Maurizio Verdenelli (video Censi, foto Falcioni)

L’ultimo degli highlights lo offre lo stesso Giuseppe Conte quando quasi redarguisce una giornalista amica (quoque tu?) che al termine del forzato briefing finale gli aveva appena domandato: “Presidente, il governo rischia per il caso ex Ilva?”. E lui che poco prima aveva illustrato quello definito il più grande progetto di risanamento d’Italia, dal dopoguerra ad oggi: il cantiere Taranto («Ho avuto incontri con deputati pugliesi del M5s», fugando scontri con il movimento) mostra un attimo di scoramento a braccia abbassate: «Ma Sharon, ti pare?! Non pensiamolo neppure». Poi via verso Venezia, abbracciando il rettore Pettinari e ringraziando tutti.

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Conte all’uscita dall’auditorium

L’esecutivo giallorosso non affogherà per l’acqua alta a piazza San Marco, ha detto a Camerino il premier facendo indirettamente intendere che ben altri marosi potrebbero incrociare pericolosamente la navigazione del Consiglio dei ministri che sul caso ex Ilva ha deciso uno slittamento di un paio di giorni. «Tuttavia il minimo rinvio non incide per nulla nel nostro percorso», rassicura il premier la rumoreggiante pattuglia di reporter e fotografi in paziente attesa della conclusione del light lunch seguito all’inaugurazione del 684eismo anno accademico di Unicam. Il messaggio in direzione della ricostruzione post sisma, atteso e ribadito nella conferenza volante ‘estorto’ dopo tanta attesa dalla stampa è stato chiaro da parte del premier: «Il decreto legge voluto ed elaborato dal governo, chiede ora in sede di conversione, la partecipazione delle comunità locali» . Per Conte c’è stata molta attesa nel tumultuoso parterre dei sindaci ‘del terremoto’ che dell’arcivescovo Francesco Massara pare abbiano trovato una bandiera comune. Battagliera la sindaca di San Severino Rosa Piermattei, a colloquio con il commissario Piero Farabollini (dall’inalienabile zaino sulle spalle). Dichiara Piermattei: «Tutti i miei sforzi sono rivolti all’istituto Divini. Non si possono bloccare i lavori per il rinvenimento di alcuni piccoli reperti archeologici. Mentre dalla Provincia attendo atti concreti e pure dai poteri centrali. La burocrazia ci blocca ancora». A proposito di scuola, che voto darebbe in pagella al commissario per la ricostruzione? «La valutazione è buona. Da geologo conosce naturalmente i problemi, non è un politico e questo è un fatto positivo perché non ci fa promesse a vuoto. Deve peeò fare i conti anch’egli con le pastoie burocratiche».

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I sindaci

Poi una foto di gruppo che immortala pure la stretta di mano tra Farabollini e Mauro Falcucci, il sindaco “grande Accusatore” di Castelsantangelo sul Nera. «La mano mi è un po’ pesata per la verità», dice poi a flash spenti Falcucci. Dribbling invece tra il commissario e l’arcivescovo Massara per il presunto mancato invito in occasione della visita del papa a giugno. «Occorre riportare l’economia tra queste terre», dichiara il n.1 dell’arcidiocesi che, si mormora, tra breve comprenderà anche Fabriano e Matelica. Ed elenca, mons. Massara, tutti i mali seguiti alle scosse: i suicidi, gli infarti (una escalation confermata dal primario cardiologo di Camerino Umberto Berrettini che dice: l’ospedale continua ad essere presidio oltre che sanitario anche sociale), la corsa ai tranquillanti la cui assunzione e’ salita del 73%.

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Emanuele Tondi, Mauro Falcucci e Luca Maria Giuseppetti

«Sono molto fiducioso per il futuro» dice Flavio Corradini, rettore predecessore di Pettinari che ha dovuto far fronte all’emergenza. E Mario Giannella, già rettore di Unicam poi sindaco di Camerino nel post sisma (“La città in rinascita”): «No, sbagli non si sono fatti allora, nel ’97. Ma questa ricostruzione non la vedrò certo, ormai sono troppo anziano». Baroni, sindaco di Muccia, si fa fotografare con il governatore Ceriscioli che concede: «Mario è stato sempre dalla parte della Regione, ha collaborato attivamente. Mai critico, sempre costruttivo». Da parte sua il rettore Pettinari spiega l’idea forza dell’inaugurazione: il senso di un ateneo utopico che lotta ogni giorno per resistere: «Lo scrupolo è quello di essere sempre pronti ad eseguire ciò che ci viene chiesto guardando avanti verso un orizzonte da allargare per non esserne sopraffatti». Poi tutti ad attendere il premier che tarda un pò. Giuseppe De Rosa, avvocato e direttore del settimanale Orizzonti della Marca, è lievemente ironico verso il suo conterraneo (entrambi sono nati a Volturara Apula, 600 abitanti nel Foggiano): «Ci fu un tempo che furono duchi la salvezza di Camerino… ora speriamo in Conte».

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Mons. Massara e il dottor Umberto Bettettini (foto di Anna Maria Cecchini)

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Ceriscioli con i sindaci Baroni e Piermattei (foto A.M.Cecchini)

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Il commissario Farabollini con alcuni sindaci maceratesi (A.M. Cecchini)

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Stretta di mano tra Farabollini e il sindaco Falcucci (foto di A.M.Cecchini)

Unicam abbraccia il premier Conte sulle note di “Sogna ragazzo sogna” Cerimonia dedicata a Liliana Segre

Il discorso di Conte (Video) «Unicam esempio di resilienza Sul decreto sisma lavoriamo insieme»

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Il rettore Pettinari consegna la targa al premier Conte

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