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Decreto sisma, le proposte della Regione:
«Primo punto stabilizzare i precari
e creare un tavolo permanente»

TERREMOTO - Presente a Roma nel corso degli incontri in commissioe Ambiente il capogruppo Dem Francesco Micucci. L'Anci: «Abbiamo consegnato un documento che è il risultato della cifra dei ritardi che vanno avanti da tre anni»
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Francesco Micucci

 

Decreto sisma, serie di richieste da parte della Regione per completare le nuove regole sulla ricostruzione. Oggi presente a Roma il capogruppo Dem Francesco Micucci, delegato dal presidente della III Commissione (Governo del Territorio, ambiente e paesaggio). Si è trattato di un ciclo di audizioni alla Commissione VIII della Camera dei Deputati, in occasione del completamento del decreto legge “Disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici”. «Una audizione molto positiva – ha detto Micucci –, la richiesta di emendamenti da parte della nostra Regione ha prodotto una impressione favorevole nella Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici. Il primo aspetto che abbiamo sottolineato è stato che di fronte ad eventi straordinari come il sisma occorrono misure straordinarie». Una delle richieste è la stabilizzazione dei precari che sono addetti alla ricostruzione: «Necessitiamo di proroghe più lunghe per riuscire a stabilizzare il personale addetto alla ricostruzione. La stabilizzazione è urgente per evitare ulteriori ritardi ed intoppi». Altra richiesta quella di istituire un tavolo permanente: «Abbiamo richiesto una maggiore collaborazione tra enti locali, Comuni e Regione e l’istituzione del Tavolo permanente va proprio in questa direzione». Altro aspetto riguarda i professionisti «una ulteriore garanzia di snellimento dei procedimenti sarà rappresentata dall’autocertificazione con la quale i professionisti potranno in questo modo rendere i procedimenti più veloci». Altro punto la ripresa economica che «passa attraverso il coinvolgimento delle aziende locali – continua Micucci -. Le imprese sono interessate alla ricostruzione e coinvolgerle può essere davvero un volano per la nostra economia. Non possiamo pensare che ad essere coinvolte siano soltanto le grandi imprese ma anzi saranno proprio le piccole aziende del nostro territorio che dovranno essere in prima linea». Ultimo aspetto «il cambio di destinazione d’uso delle aree che ospitavano edifici scolastici. Abbiamo proposto l’abrogazione dell’articolo 2 comma 2 sulla riedificazione degli edifici scolastici. Le aree che ospitavano le scuole colpite dal sisma devono avere commutate le proprie destinazioni d’uso. Il vincolo che esiste attualmente e che lo vieta deve essere abrogato in modo che venga data la possibilità di edificare in quelle aree altri servizi per la cittadinanza».

Maurizio Mangialardi, presidente dell’Anci

All’audizione in Commissione anche Anci Marche. «Apprezziamo un decreto in cui, finalmente, si parla solamente del sisma del Centro Italia. Ma vogliamo essere chiari: questa è l’ultima occasione per fare in modo che parta davvero la ricostruzione, che altrimenti rimarrà solo elemento di polemica tra le forze politiche» dice Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche e coordinatore nazionale dei presidenti delle Anci regionali, nel corso dell’audizione di alla commissione Ambiente della Camera, che ha ascoltato una delegazione di sindaci del cratere. «Poniamo alcuni temi principali nel documento che consegniamo, che è il risultato e la cifra del ritardo di un percorso che va avanti da ormai tre anni. Per prima cosa – ha detto Mangialardi – occorre intervenire sul personale, prorogando oltre i 36 mesi i contratti in essere. Altra proroga serve alla fase emergenziale che chiediamo sia estesa fino al 2024. Mangialardi ha poi chiesto «che vengano assegnati i segretari comunali anche ai piccoli Comuni del cratere» insieme a «norme più semplici su ricostruzione pubblica e privata, magari ripetendo lo schema efficace seguito col Ponte Morandi di Genova».  Tra le proposte dei sindaci quella delle zone economiche speciali, e Aleandro Petrucci, primo cittadino di Arquata del Tronto, ha chiesto: «Ci siamo riuniti come sindaci varie volte coordinati all’interno dell’Anci – ha ricordato – e questo che presentiamo è un documento limitato alle richieste indispensabili. Non ci interessano i colori politici – ha rimarcato Petrucci – ma solo vedere accettate le nostre istanze».

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