Faccia a faccia con un padre (Video)
«Mio figlio ha speso oltre 500mila euro
tra gioco d’azzardo e cocaina»
DROGA A CIVITANOVA - Confronto con Giuseppe Bommarito per raccontare dieci anni di sofferenze. «Ho scoperto tutto grazie a un detective. Prima aveva un lavoro, adesso vive di espedienti». L’avvocato: «Non dovete più aiutarlo, solo se decide di andare in comunità»

Giuseppe Bommarito nel confronto con il padre
(Video di Federico De Marco)
«In dieci anni fra gioco d’azzardo e droga mio figlio ha speso oltre 500mila euro, aveva una professione, ora non ha né arte né parte, ha rubato i gioielli della madre, vive di espedienti, ha perso 30 chili, vive di notte, gli occhi scavati, alle spese fino ad oggi ci ho pensato io, ma non ne posso più».
È lo sfogo di un padre che ha visto la carriera e la vita del figlio sgretolarsi dall’accoppiata di due dipendenze, spesso correlate, il gioco d’azzardo e la cocaina. Un figlio che è un uomo ormai, ma che agli occhi del padre rappresenta una ferita aperta: «la mia colpa è quella di non essere stato vigile, mio padre diceva che “il troppo e l’ozio sono i padri di tutti i vizi».

Giuseppe Bommarito, presidente dell’associazione “Con Nicola oltre il deserto dell’indifferenza”
L’uomo racconta il suo calvario a Giuseppe Bommarito, presidente dell’associazione “Con Nicola oltre il deserto dell’indifferenza” che si occupa di dipendenze. E’ stato lo stesso papà a voler raccontare la sua storia e lo ha fatto in un video faccia a faccia con Bommarito che gli ha spiegato i passaggi obbligati per risalire dalla china entro la quale la droga trascina, col suo corollario di debiti, problemi di salute, criminalità.

Questa storia inizia una decina di anni fa: una buona famiglia, un ragazzo con una professione avviata che però scopre il gioco d’azzardo: «ad un certo punto gli ho messo un investigatore privato – racconta il padre -. Mio figlio usciva a mezzanotte, rientrava alle 5 del mattino, veniva al lavoro con gli occhi scavati, spesso annullava appuntamenti. Scoprimmo che frequentava il centro scommesse e gioco di Civitanova e Porto Sant’Elpidio. Aveva sempre il conto corrente a zero, eppure guadagnava bene. È arrivato a spendere anche 1.800 euro a sera. Poi l’abbiamo anche scoperto in bagno con la droga».
Nel giro di qualche anno il consumo di droga è aumentato: «in questi ultimi mesi, lo ha ammesso anche lui, ha fatto proprio un uso pazzo e continuato. Ha perso anche 80mila euro in un anno, non ha pagato tasse, bolli dell’auto, nulla. Sono intervenuto io per molte cose. Poi ho detto basta. Oggi vive a Civitanova, ma di espedienti, ha rubato anche i gioielli a sua madre».

Da qui i consigli di Bommarito su come affrontare un percorso che necessariamente richiederà anni e la ferrea e ferma volontà della persona dipendente di ripulirsi e uscirne: «deve andare in comunità. Ha una possibilità di salvezza solo se entra nella logica di volerne davvero uscire, andare in una comunità seria, ma non per un mese o due, ma per anni, facendo anche un percorso prima che dimostri le intenzioni serie e una disintossicazione, oltre che assumersi tutte le responsabilità della sua scelta. Quasi in tutte le situazioni di tossicodipendenza ci sono famiglie che hanno assecondato i figli per troppo tempo. Ma tutta la famiglia deve mettersi in discussione, smettendo anche di collaborare nelle piccole cose, per non contribuire alla sua rovina».
(di Redazione Cm)
*A tutela delle persone coinvolte sono stati omessi i nomi, le riprese sono fatte di spalle e la voce è camuffata.