Diego, la sindrome di Down
e un nuovo inizio col tirocinio in Comune:
«È gasatissimo, siamo fieri di lui»
SARNANO - Il 21enne, diplomato con 90 su 100 all'Agraria di Macerata, si occuperà della manutenzione e cura del verde. Mamma Patrizia: «Speriamo che questa opportunità ne possa creare altre. La preoccupazione di come sarà dopo di noi c'è sempre»

Da sinistra Diego Galoni, la mamma Patrizia Isidori, il papà Stefano e la sorella Chiara
Diego Galoni vive a Sarnano insieme alla sua famiglia, ha 21 anni e si è diplomato con 90 su 100 all’istituto agrario di Macerata. Affetto da sindrome di Down, sindrome di West, ipotiroidismo e celiachia, per Diego a settembre inizierà un nuovo capitolo di vita. Grazie al Progetto di Vita sarà impiegato nel Comune di Sarnano per un anno e si occuperà della pulizia, manutenzione e cura del verde, una delle sue grandi passioni.
Ma Diego, di passioni, ne ha tante altre come ci racconta la mamma, Patrizia Isidori. «Vorrebbe incontrare una ragazza e poi è un grande amane della musica e della danza. Circa un anno fa si è iscritto alla scuola Affinity Dance di Comunanza ed è seguito dal maestro Emanuele Massacci. Ama suonare la tastiera e ha fatto varie esibizioni in provincia, sicuramente non ci fermeremo qui».
«Come si sente Diego in vista dell’inizio di questa nuova opportunità in Comune? È gasatissimo perché gli piace ciò che andrà a fare – racconta mamma Patrizia – lui ama stare all’aria aperta. Viviamo in campagna, fuori dal centro storico di Sarnano e il nonno Mario gli ha trasmesso questa passione. Ieri aveva voglia dei pomodori ed è andato all’orto a raccoglierli per portarli direttamente in tavola».
Anche mamma Patrizia e papà Stefano sono entusiasti del nuovo percorso di Diego seppur con quale incognita. «È un ragazzo forte e responsabile e abbiamo piena fiducia in lui. In Comune a Sarnano, dove sarà affiancato da un tutor, lavorerà tre giorni a settimana, per 18 ore complessive, fino ad agosto 2027. Ora dobbiamo pensare a come impiegare gli altri giorni in cui Diego non lavorerà. Speriamo che questa opportunità di un anno in Comune possa crearne altre perché formare una persona e poi mandarla via, senza dare continuità e il giusto valore a un percorso, sarebbe davvero un peccato. Poi lui ama gli spazi verdi, la cura dei luoghi, il suo centro storico. Sappiamo che ci farà fare bella figura e sia lui che sua sorella Chiara sono il nostro orgoglio».
La gioia e l’entusiasmo di Patrizia e Stefano si mescolano, delle volte, anche alla preoccupazione. «Per Diego abbiamo richiesto 12 ore domiciliari e ne abbiamo ottenute solo 4. Lui lo scorso anno andava a scuola ma da quest’anno? Se i Comuni fossero maggiormente supportato dallo Stato, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione alle politiche sociali, sarebbe diverso e le famiglie si sentirebbero più tranquille. La preoccupazione di come sarà dopo di noi c’è sempre».

Il sindaco Fabio Fantegrossi
A fare un grande in bocca al lupo a Diego in vista di questa nuova esperienza c’è anche il sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi. «Diego sarà impegnato in Comune con un Tis, tirocinio di inclusione sociale – ha detto -. La nostra amministrazione punta molto sulle politiche volte all’inclusione sociale e anche in passato avevamo promosso iniziative di questo tipo. Nel caso di Diego ci siamo impegnati moltissimo perché aveva già avuto una bellissima esperienza in Comune, con l’alternanza scuola/lavoro, e siamo davvero felici che possa tornare».
Sulla storia di Diego è intervenuto anche Romano Pesavento, presidente del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani. «Il passaggio dalla scuola alla vita adulta costituisce uno dei momenti più delicati per le persone con disabilità – ha detto -. La concreta efficacia del Progetto di Vita dipenderà dalla capacità amministrativa e finanziaria dei territori. La semplificazione delle procedure, la disponibilità di personale qualificato, l’integrazione tra servizi e l’adeguatezza delle risorse costituiscono condizioni essenziali affinché il Progetto di Vita non rimanga confinato alla dimensione programmatoria».
«Altrettanto rilevante è la dimensione occupazionale. Il tirocinio appare coerente con il percorso agrario seguito da Diego e rappresenta un’opportunità concreta di acquisizione e consolidamento delle competenze – ha aggiunto Pesavento – occorre però che esperienze di questo tipo siano inserite, quando possibile, in una prospettiva evolutiva, evitando che il tirocinio diventi una soluzione permanente o sostitutiva dell’occupazione. Per Diego il prossimo settembre rappresenterà l’inizio di una nuova esperienza. Per le istituzioni dovrebbe rappresentare qualcosa di più: la verifica concreta della capacità di accompagnare una persona dalla formazione all’occupazione, dall’assistenza all’autonomia e da una misura temporanea a una prospettiva stabile».
(redazione CM)