Il concerto degli Equipe 84
chiude le Feste del Santissimo Crocifisso
CASTELRAIMONDO - Ieri pomeriggio la messa e la processione accompagnata dal Corpo bandistico. In serata tutto esaurito in piazza Dante per l'esibizione della band modenese. Il sindaco Leonelli: «Una comunità capace di ritrovarsi e vivere insieme le proprie tradizioni»

Gli “Equipe 84- La Storia”
Si sono concluse domenica le Feste triennali del Santissimo Crocifisso a Castelraimondo. Ieri pomeriggio la santa messa e la processione accompagnata dal Corpo bandistico, hanno raccolto attorno al crocifisso numerosi fedeli. In serata i festeggiamenti sono proseguiti in piazza Dante con il tutto esaurito per il concerto di “Equipe 84 – La Storia” che ha riproposto al pubblico i grandi brani che hanno segnato la storia della musica italiana. Lo spettacolo pirotecnico ha chiuso le celebrazioni.

Il sindaco Patrizio Leonelli e il consigliere regionale Renzo Marinelli
La Confraternita, protagonista insieme alla comunità ecclesiale dell’organizzazione delle celebrazioni religiose, ha espresso una particolare soddisfazione per la partecipazione registrata durante tutte le giornate delle Feste Triennali e per il forte sentimento di devozione e appartenenza dimostrato dalla cittadinanza.

«La conclusione delle Feste triennali ci restituisce l’immagine più bella di Castelraimondo: una comunità capace di ritrovarsi, partecipare e vivere insieme le proprie tradizioni – ha detto il sindaco Patrizio Leonelli -. Vedere così tante persone prendere parte prima ai momenti religiosi e poi riempire piazza Dante e Corso Italia è motivo di grande soddisfazione. Queste feste custodiscono una storia e un sentimento che appartengono profondamente alla nostra città. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita degli appuntamenti».

«Ieri sera, guardando Castelraimondo così piena di persone, ho pensato che ci sono momenti nei quali una comunità riesce davvero a riconoscersi – ha aggiunto il consigliere regionale Renzo Marinelli -. Le Feste triennali del Santissimo Crocifisso non sono semplicemente una manifestazione: sono ricordi, famiglie, fede, incontri, persone che tornano e persone che scelgono di esserci. Il silenzio e l’intensità degli appuntamenti religiosi uniti a una piazza Dante pienissima e infine migliaia di occhi rivolti al cielo per i fuochi d’artificio. Sono immagini che rimangono dentro. Per chi, come me, è profondamente legato a questa terra, vedere la nostra comunità viva, partecipata e capace di accogliere così tante persone è un’emozione difficile da raccontare. È questo il valore più grande delle nostre tradizioni: ricordarci da dove veniamo e farci sentire, ancora una volta orgogliosi di essere e vivere questo nostro territorio».

