I Pooh, 60 anni di storia
in oltre due ore e mezza:
tutto lo Sferisterio in piedi (Foto)
MACERATA - Più di 40 brani, praticamente senza pause, per ripercorrere sei decenni di musica italiana. Da 'Vieni fuori' a 'Chi fermerà la musica', una cavalcata di grandi successi conclusa con una meritata standing ovation. GALLERY

di Marco Ribechi (Foto di Massimo Zanconi)
Sessant’anni di musica e di record ineguagliabili. Così si presentano i Pooh allo Sferisterio di Macerata davanti a un seguito di pubblico straordinario, in fila davanti ai cancelli dell’arena già da parecchio tempo prima dell’apertura.

Concerto per festeggiare un traguardo monumentale, quello dei 60 anni di carriera celebrati con il tour POOH 60 – La nostra storia – Estate che proseguirà al termine della bella stagione nei palazzetto di tutto Italia.

Riccardo Fogli
Sei decenni di attività ininterrotta (1966-2026) per rendere omaggio a una band che ha fatto la storia della musica leggera italiana vendendo più di 100 milioni di dischi, ottenendo innumerevoli premi e imponendosi fin dagli esordi come pioniera assoluta per le rivoluzioni introdotte nei live, nei testi e nell’uso della tecnologia.

La tappa maceratese si inserisce perfettamente in questo anno di grandi festeggiamenti — inaugurato a maggio con i trionfali eventi all’Arena di Verona accompagnati dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana del Maestro Diego Basso. Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli portano in scena uno spettacolo totale, arricchito da grafiche, scenografie e immagini evocative pensate proprio per ripercorrere questa incredibile epopea sulla scia del celebre spirito del tour per i 25 anni di carriera. All’interno del magnifico abbraccio dello Sferisterio, trasformato in una macchina del tempo che unisce generazioni diverse, la scaletta scorre come la colonna sonora collettiva di milioni di persone, confermando che, a sessant’anni dal primo passo, i Pooh continuano a stupire, unire e a scrivere pagine indimenticabili della musica dal vivo.

L’attesissimo concerto, totalmente sold out anche nei settori più laterali, si apre con un rapidissimo medley di sei pezzi presi dal repertorio più datato della band. Tra queste spiccano Vieni Fuori, Quando una lei va via e Nascerò con te. Dopo Lettera da Berlino Est le sonorità si fanno più rock con Io e te per altri giorni, Canterò per te e Si può essere amici per sempre.

«Ciao Macerata, siamo felici di essere ritornati in questo magnifico teatro – dice Roby Facchinetti – la prima volta è stata negli anni ’70, grazie di essere qui così calorosi. Per noi questa non è una serata qualsiasi perché vogliamo festeggiare con voi i nostri 60 anni di musica, emozioni condivise e parole. Se siamo arrivati fin qui lo dobbiamo a voi e non finiremo mai di ringraziarvi. Certo, avremmo voluto che ci fossero anche i nostri due poeti Valerio Negrini e Stefano D’Orazio, ma ogni sera sentiamo la loro presenza sul palco».

Roby Facchinetti
Prosegue l’intervento Red Canzian: «Pensando a cosa dire la parola chiave è solo una: grazie. Grazie ha chi ci ha accompagnato in tutti questi anni, grazie a chi ci ha aspettato a casa perché avere un porto sicuro è sempre molto importante. Ma soprattutto grazie a voi».

Red Canzian
Dopo gli interventi per salutare il pubblico lo spettacolo riprende con uno dei successi più famosi, Il cielo è blu sopra le nuvole, brano che parla delle morti sul lavoro, seguito da Stare con te, La donna del mio amico e La mia donna che termina con uno dei celebri assoli di chitarra di Dodi Battaglia. «Quante canzoni abbiamo dedicato alle donne – spiega Canzian – ma di fianco ai brani d’amore abbiamo sempre amato sperimentare, uscire dallo schema della canzone classica per incontrare le frontiere del prog».

Dodi Battaglia
Si entra così in un blocco di canzoni, un viaggio per gli ascoltatori in cui i Pooh chiedono anche di spegnere i cellulari. Questa parte del concerto inizia con Oceano, L’Aquila e Il falco, e La lunga suite Parsifal in cui brilla soprattutto l’eccellente livello tecnico dei componenti tra cui anche il tastierista Danilo Ballo, da 26 anni a fianco della band e il batterista Phil Mer, figlio di Red Canzian. È in questa porzione di spettacolo che Dodi Battaglia offre spettacolo alla chitarra, ricordando che la stessa casa di produzione Fender dedicò nel 1997 proprio a lui una delle sue chitarre, la Dodicaster, dopo che fu eletto miglior chitarrista europeo e italiano negli anni ’80.

«Ora faremo dei brani in versione acustica – spiega Facchinetti – la modalità che più amo perché si ritorna alle origini della musica, ovvero quando si scrivono le canzoni. Si possono avvertire meglio le melodie, le armonie e soprattutto i testi, perché sono spoglie di tutto».

Parte così Santa Lucia, interpretata solo con voce e chitarra, Tu dov’eri, Io ti aspetterò, In diretta dal vento e Cercando di te. Dedicato a Stefano d’Orazio il brano 50 Primavere, scritto da lui per i suoi genitori. Poi è la volta di Pierre, brano coraggioso del 1976 dedicato ad un transessuale che si chiude con la frase: “Io ti rispetto, resta quel che sei tu che puoi”. Infine Uomini Soli, brano vincitore di Sanremo nel ’90 con un testo sulla solitudine: «Fu una grande soddisfazione – spiega Battaglia – perché non è facile vincere il Festival con un brano impegnato. Quella vittoria dimostrò ai giornalisti e ai discografici che il pubblico sa scegliere e decidere e non si accontenta delle canzoni leggere cuore e amore».

Per Piccola Kety i Pooh chiamano il pubblico sotto al palco, invitando tutti a ballare e a cantare. Si apre così l’ultimo blocco di pezzi che contiene alcuni dei pezzi più amati e immortali: Tanta voglia di lei, Dammi solo un minuto, Non siamo in pericolo, Noi due nel mondo e nell’anima.

Il pubblico rigorosamente in piedi, canta ogni singola parola di questi brani che hanno fatto la storia delle classifiche della musica italiana. C’è ancora posto per Pensiero e Chi fermerà la musica prima dei saluti finali di un lunghissimo concerto di oltre 2 ore e mezza e più di 40 brani, praticamente eseguiti senza pause e chiuso da una meritata standing ovation.

La settimana di Sferisterio Live+ proseguirà nelle serate di mercoledì 2 e giovedì 3 settembre con la doppia data di Coez, venerdì 4 sarà la volta di Serena Brancale, mentre domenica 4 toccherà ad Arisa.



























































Emozioni allo stato puro all’ARENA SFERISTERIO con i POOH.
Chi è quello che si è fatto fotografare vicino a Umberto Cioci?
Umbè, ti sei concesso a solo uno dei Pooh……comme mai?