Un magazzino da 5 miliardi di euro in provincia
L'ANALISI di Francesco Cittadini - Non stiamo parlando del nuovo mega hub logistico di Amazon né di un caveau segreto sui Monti Sibillini. Il magazzino in questione è decisamente meno affascinante, ma assai più ingombrante: è quello dei crediti fiscali accumulati e affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Un inventario fatto di cartelle, ruoli e avvisi che, a quanto pare, non passa mai di moda

Francesco Cittadini
di Francesco Cittadini*
A livello nazionale, il magazzino dei ruoli affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) ha superato i 1.300 miliardi di euro (con una percentuale di crediti effettivamente riscuotibili/lavorabili stimata dalla Corte dei Conti sotto il 10%). Le Marche incidono per circa il 2-2,5% del monte carichi nazionale, con un volume residuo affidato alla riscossione stimabile in oltre 25 miliardi di euro distribuiti tra contribuenti persone fisiche e imprese. La Provincia di Macerata pesa per circa il 20-22% del totale regionale (in linea con la quota di popolazione e di imprese attive), con un carico accumulato di oltre 5 miliardi di euro di crediti affidati.
Come si evita che la temuta «busta verde» si trasformi in un incubo per imprese e contribuenti? Più che confidare in un colpo di spugna miracoloso o nascondere la testa sotto la sabbia, l’antidoto più concreto è uno solo: la rateizzazione. E le regole riscritte dal Dlgs n. 110/2024 (con i relativi decreti attuativi) hanno messo sul piatto novità decisamente interessanti per agevolare il rientro graduale dai debiti erariali.

Per i debiti di importo fino a 120mila euro relativi a istanze presentate nel 2025 e nel 2026, il contribuente può ottenere una dilazione fino a un massimo di 84 rate mensili (in precedenza 72) con una semplice dichiarazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria, senza l’obbligo di allegare documentazione probatoria. L’importo minimo di ciascuna rata rimane fissato a 50 euro.
Qualora si documenti formalmente lo stato di difficoltà, oppure per somme complessivamente superiori alla soglia di 120mila euro, il piano può estendersi fino a un massimo di 120 mensilità. In questi casi, la valutazione della situazione economica avviene sulla base di parametri oggettivi: l’Isee per persone fisiche e ditte individuali in contabilità semplificata, altri indicatori per le società.
L’invio dell’istanza di dilazione produce immediati effetti a favore del debitore. L’Agenzia non può iscrivere nuove misure cautelari (come fermi amministrativi o ipoteche) né promuovere nuove azioni esecutive (pignoramenti). Con il versamento della prima rata viene sospeso l’eventuale fermo amministrativo già iscritto (la cancellazione definitiva avverrà a saldo ultimato), si estinguono i pignoramenti in corso non ancora giunti alla fase di assegnazione o incanto e il contribuente può ottenere il Durc regolare, ove sussistano gli altri requisiti di legge. Sul piano penale-tributario, la rateazione consente inoltre di accedere alle attenuanti previste dall’art. 13-bis del Dlgs 74/2000, con la riduzione delle pene fino alla metà e l’esclusione delle sanzioni accessorie.
L’istanza può essere inoltrata telematicamente tramite la piattaforma “Rateizza adesso” nell’area riservata del portale dell’Agenzia, via Pec o agli sportelli. La decadenza dal beneficio si verifica in caso di mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive (per domande dal 16 luglio 2022). In tale ipotesi il debito residuo diviene immediatamente esigibile e non può essere nuovamente dilazionato.
La domanda di rateizzazione produce effetti rilevanti anche sotto il profilo giuridico. Secondo il consolidato orientamento della Corte di cassazione, l’istanza di dilazione costituisce un riconoscimento del debito e determina quindi l’interruzione della prescrizione. Ne consegue che il contribuente non può successivamente eccepire la prescrizione maturata prima della presentazione dell’istanza, salvo il decorso di un nuovo termine prescrizionale. Al tempo stesso, la richiesta di rateizzazione non equivale a un’accettazione definitiva della pretesa tributaria. Restano infatti impregiudicate, quando ne ricorrono i presupposti, le contestazioni sul merito della pretesa fiscale nelle sedi competenti.
*Francesco Cittadini – Dottore Commercialista – Tartuferi & Associati