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Busta paga pesante:
«Promesse non mantenute»

SISMA - Confartigianato sulla ripresa dei versamenti contributivi sospesi a causa del terremoto. «Il cambio di governo e i problemi politici non possono essere una scusa per sottovalutare una questione così importante che sta incidendo sulla vita economica di moltissime imprese»
giovedì 26 Settembre 2019 - Ore 19:15 - caricamento letture
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Macerie nella zona rossa di San Placido

 

«Busta paga pesante, dal governo promesse ancora non mantenute» dice Confartigianato Macerata in merito alla ripresa dei versamenti contributivi sospesi a causa degli eventi sismici del Centro Italia. L’Inps ha reso noto che il versamento andrà effettuato entro il 15 ottobre 2019, anche in forma rateizzata, senza applicazione di sanzioni e interessi, fino ad un massimo di 120 rate mensili di pari importo. Inoltre, se la domanda di rateazione era già stata presentata entro il primo giugno 2019 e il contribuente non intende modificare il piano di rateazione proposto, non dovrà essere presentata una nuova domanda. «La sospensione delle rate della cosiddetta “busta paga pesante” e dei contributi previdenziali, annunciata per 31 ottobre e confermata a suo tempo anche dal sottosegretario Vito Crimi, non è stata mantenuta, ma non sarebbe stata comunque sufficiente» dice Confartigianato, che da mesi, sta chiedendo «insistentemente il posticipo del pagamento delle prime rate proprio per evitare ulteriori danni economici alle imprese già vessate dal sisma e ai cittadini, molti dei quali, ancora fuori dalle loro case. Secondo l’ex sottosegretario Crimi, doveva essere un provvedimento per semplificare le norme e rendere più rapide ed efficaci le procedure relative alla ricostruzione, ma soprattutto avrebbe dato modo di approfondire l’applicazione della riduzione dell’importo da versare. Argomento che invece sembrerebbe rimasto nel dimenticatoio». Secondo Confartigianato inoltre il cambio di governo e i problemi politici «non possono essere una scusa per sottovalutare e affrontare con totale approssimazione una questione così importante che sta letteralmente incidendo sulla vita economica, e non solo, delle moltissime imprese coinvolte. Nella speranza quindi di ricevere un tempestivo e concreto riscontro in merito, Confartigianato chiede, di nuovo, una definitiva proroga della sospensione dei versamenti. Resta ancora molto da fare per le comunità terremotate e come già ribadito nei mesi scorsi, imprese e lavoratori non possono continuare a pagare le spese di cattive gestioni e ripetute inefficienze normative».

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