Delitto Sarchiè, si cerca l’arma
Un anno fa l’omicidio
INDAGINI IN CORSO - La procura cerca l'ultimo tassello in vista dell'udienza preliminare fissata l'8 luglio. In forte ritardo il consulente che deve occuparsi dei reperti biologici. Dodici mesi fa la segnalazione della scomparsa del commerciante sambenedettese
di Gianluca Ginella
Delitto di Pietro Sarchiè, mentre oggi cade un anno esatto da quando è stato ucciso, la procura ha disposto ulteriori accertamenti per cercare la pistola usata per compiere l’omicidio. Un’arma che avrebbe usato, per sua stessa ammissione, Giuseppe Farina, 42 anni di origine catanese, indagato per omicidio insieme al figlio Salvatore, 20, (che però a detta del padre non avrebbe partecipato al delitto del commerciante di pesce sambenedettese). La procura di Macerata ha deciso di cercare l’arma in base alle indicazione date da Farina che ha detto che la pistola, dopo il delitto, l’ha tagliata.

L’appello di Jennifer e della mamma a “Chi l’ha visto?” nei giorni in cui si cercava il commerciante
Si tratta dell’ultimo fuoco delle indagini (coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e dai sostituti Stefania Ciccioli e Claudio Rastrelli), per il resto concluse ormai da tempo grazie ad accertamenti curatissimi svolti dai carabinieri del Reparto operativo di Macerata. In realtà mancano ancora gli accertamenti biologici del consulente nominato dal gip, Francesco De Stefano, già sollecitato a marzo a concludere la perizia (dato che già allora era in forte ritardo con la consegna) e che, passati tre mesi, non l’ha ancora depositata. E intanto la data dell’udienza preliminare si avvicina, manca meno di un mese (è fissata per l’8 luglio). Giorno in cui, oltre ai Farina, sarà presente anche Domenico Torrisi, indagato per favoreggiamento, riciclaggio e ricettazione (e che ha già chiesto di poter patteggiare a un anno e 11 mesi). Per il quarto indagato, Santo Seminara (cui vengono contestati i reati di favoreggiamento, riciclaggio e ricettazione), il processo si svolgerà in Corte d’assise.
La vicenda di Pietro Sarchiè (leggi la cronistoria) era iniziata appunto un anno fa. Quando i familiari ne segnalarono la scomparsa e iniziarono così le ricerche di carabinieri e vigili del fuoco. All’inizio la scomparsa di Pietro Sarchiè sembrava il caso di qualcuno che poteva aver avuto un incidente ed era uscito di strada o quello di chi si era allontanato volontariamente (cosa che i familiari avevano sempre escluso), anche per via di una donna che, in buona fede, aveva segnalato di averlo visto a Roma. Ma col passare dei giorni la procura aveva compreso che poteva trattarsi di ben altro e le indagini erano state assegnate al Reparto operativo dei carabinieri (che si occupano dei reati più gravi che vengono compiuti nella provincia). Il 5 luglio un carabiniere che si occupava delle ricerche (ormai indirizzate a ritrovare il cadavere del commerciante di pesce) aveva sentito un odore cattivo venire da una chiesetta abbandonata a Valle dei grilli di San Severino.

La conferenza stampa in seguito agli arresti: da sinistra il capitano Vincenzo Orlando, il colonnello Stefano Di Iulio, il procuratore Giovanni Giorgio, il colonnello Leonardo Bertini. Sotto la mappa del delitto e Salvatore e Giuseppe Farina indagati per omicidio
Il corpo di Pietro Sarchiè (ma fu identificato in seguito) venne trovato semicarbonizzato e malamente seppellito in una buca ricoperta da residui edili. Residui che sono stati uno degli errori commessi da chi lo ha ucciso perché i militari ne hanno seguito le tracce e in brevissimo sono arrivati a Giuseppe Farina. Pietro Sarchiè, è stato ricostruito dalle indagini, era stato ucciso di fronte ad una chiesetta che si trova a Sellano, una frazione di Pioraco. Lì Farina e il figlio, secondo gli inquirenti, avevano teso un agguato fermando il furgone con cui faceva il giro delle consegne del pesce. Poi Farina senior aveva preso una pistola e aveva esploso sei colpi calibro 38 contro Sarchiè. Dal giorno in cui è stato scoperto il delitto i figli del commerciante di pesce sambenedettese, Jennier e Yuri, e la moglie Ave Palestini combattono per avere giustizia.
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