Quattro continenti, 106 artisti:
Macerata ombelico del mondo
con il Festival del folklore
MACERATA - Presentata la 32esima edizione della kermesse, che quest'anno vedrà esibirsi per sei serate in altrettante location le delegazioni da Bolivia, Croazia, Nuova Zelanda e Uzbekistan. L'assessore Riccardo Sacchi: «In piazza della Libertà 1.600 persone l'anno scorso, ma non escludiamo per il futuro un ritorno allo Sferisterio»

La presentazione del festival di stamattina
di Mauro Giustozzi
Quattro continenti rappresentati per 106 artisti che si esibiranno in sei serate nelle Marche. Torna dal 18 al 23 agosto il Festival internazionale del Folklore con la sua 32esima edizione, che porterà musica, danza e tradizioni popolari nelle piazze più suggestive della regione coinvolgendo migliaia di spettatori.

Saranno i gruppi della Nuova Zelanda, della Bolivia, della Croazia e dell’Uzbekistan gli ospiti del Festival “Incontro di cultura popolare” una rassegna che da oltre tre decenni celebra lo scambio culturale, la tradizione e il dialogo grazie alla passione e all’infaticabile dedizione del gruppo folklorico Li Pistacoppi e che culminerà a Macerata, in piazza della Libertà, il 20 agosto alle 21 con un grande spettacolo che attraverserà la storia di quattro continenti. «L’edizione del Festival del folklore raggiunge i 32 anni di età mentre il gruppo Li Pistacoppi festeggia i 47 anni dalla sua fondazione e questi numeri non si raggiungono se dietro non c’è una grande lavoro e tanta passione. – ha detto nella presentazione l’assessore ai grandi eventi, Riccardo Sacchi – un grazie quindi a tutti voi da parte dell’amministrazione comunale. Anche quest’anno il calendario degli eventi “Estate a Macerata” vede il festival come uno dei cento appuntamenti in calendario, un evento importante a livello sociale, culturale, e di rapporti anche coi paesi esteri. C’è quindi turismo, diplomazia, tradizione e siete davvero voi come gruppo di custodi della tradizione dei nostri territori attraverso musica, balli, costumi e canti popolari. Per il secondo anno consecutivo Macerata vi ospiterà in piazza della Libertà che, a mio avviso, è la location migliore per l’esibizione folkloristica come dimostrato dalle oltre 1600 presenze dello scorso anno. Non esclude questo, in futuro, se lo riterrete opportuno, di poter tornare anche allo Sferisterio come accadeva negli anni passati».

Da sinistra: Luca Mitillo, presidente de Li Pistacoppi, l’assessore Riccardo Sacchi e Fulvia Boccia, vicepresidente dell’associazione
Il festival attraverserà cinque comuni, trasformando ogni piazza in un luogo di incontro e scoperta. Il programma prevede le esibizioni dei gruppi nei giorni di martedì 18 agosto ad Urbisaglia in centro storico, mercoledì 19 agosto a Osimo nella piazza del Comune, giovedì 20 agosto a Macerata in piazza della Libertà, venerdì 21 agosto a Cupra Marittima al parco Martiri delle Foibe, sabato 22 agosto a Morrovalle in piazza Vittorio Emanuele II e infine domenica 23 agosto alle 11,30 santa messa all’Oasi del Buon Pastore nel quartiere di Collevario a Macerata quindi i gruppi si sposteranno a Treia dove si esibiranno in serata in piazza della Repubblica. Ogni serata, ad ingresso gratuito, sarà preceduta dalla sfilata tradizionale dei gruppi ospiti, che in abiti tipici percorreranno le vie principali dei centri storici, offrendo al pubblico un’anteprima del proprio patrimonio artistico.

I gruppi internazionali ospiti porteranno i ritmi andini, costumi dai colori vivaci e un folklore ricco di energia e tradizione dalla Bolivia, l’eleganza delle danze della Via della Seta e l’inconfondibile fascino della cultura centroasiatica dell’Uzbekistan, le coreografie spettacolari e antiche tradizioni popolari tramandate da generazioni dalla Croazia ed infine la forza espressiva della cultura Māori, tra canti, danze e suggestive performance tradizionali della Nuova Zelanda. Presenta Matteo Pasquali, voce ufficiale dell’evento.

«Non solo faremo conoscere la nostra cultura e le nostre tradizioni a questi 106 ospiti ma sarà uno scambio ed apprenderemo da loro quelle che sono i loro usi, costumi e tradizioni – ha ribadito il neo presidente dell’associazione Li Pistacoppi, Luca Mitillo – questo è il senso ed il significato del festival, ancor più in un momento dove il mondo è sconvolto da guerre e situazioni gravi che minacciano l’umanità. Vogliamo andare controcorrente promuovendo quella che è la fratellanza, la solidarietà tra i popoli attraverso la musica, la danza e le tradizioni popolari, trasformando ogni spettacolo in un’occasione di incontro, condivisione e scoperta: viviamo il festival non solo la sera degli spettacoli ma per tutto il periodo in cui avremo queste delegazioni estere in città. Un grazie all’amministrazione comunale che ci dà sostegno ma pure ai componenti del vecchio direttivo che hanno lavorato per organizzare questa edizione del festival. Quest’anno per ragioni organizzative la rassegna dura un giorno di meno ma la qualità dell’offerta proposta è decisamente assai elevata».
Il Festival internazionale del folklore è reso possibile, oltre alla collaborazione e al sostegno dei Comuni che ospiteranno gli spettacoli, anche grazie alla generosità e alla fiducia degli sponsor e di oltre 30 imprese del territorio. «Io ho visto nascere questo gruppo, è un onore esserci ancora e tra poco festeggerò le nozze d’oro col folklore – ha concluso Fulvia Boccia, vicepresidente dell’associazione – l’associazione di promozione sociale Li Pistacoppi, originariamente chiamata Gruppo folkloristico dialettale maceratese, nasce nel 1977 a Macerata su iniziativa di alcuni giovani animati dalla volontà di mantenere vive e di diffondere la cultura e le tradizioni popolari maceratesi e marchigiane. Ci teniamo a portare in giro per il mondo il nome di Macerata ed a rappresentarlo con la nostra vivacità, i colori, i costumi e le tradizioni e radici che non dobbiamo assolutamente dimenticare. Il mio auspicio è quello di poter tornare un domani di nuovo ad esibirci all’Arena Sferisterio monumento simbolo della nostra città».
Tra le città legate alla tradizione “ombelico del mondo” non pare ci sia Macerata. Foligno è l’«ombelico del mondo» per eccellenza nel folklore popolare, centro dell’Umbria e dell’Italia peninsulare. Poi c’è Ascoli Piceno e Camerino: storici punti di riferimento e snodi di centralità geografica nell’Appennino marchigiano. Poi c’è Rieti (Lazio): l’altra grande rivale storica, definita Umbilicus Italiae fin dall’epoca romana.
“Ci teniamo a portare in giro per il mondo il nome di Macerata ed a rappresentarlo con la nostra vivacità, i colori, i costumi e le tradizioni e radici che non dobbiamo assolutamente dimenticare. Il mio auspicio è quello di poter tornare un domani di nuovo ad esibirci all’Arena Sferisterio monumento simbolo della nostra città”
Ecco, oltre a “La Notte dell’ Opera” a Macerata sono scomparsi anche i Pistacoppi dallo Sferisterio “