Omicidio Sarchiè: quattro arresti
“A sparare fu Farina senior”

IL DELITTO DI VALLE DEI GRILLI - Blitz a Catania, Gagliole e Castelraimondo dei carabinieri un'ora prima dell'alba nelle case degli indagati. In manette padre e figlio, che andranno in carcere a Camerino. Per gli inquirenti a premere il grilletto è stato Giuseppe Farina. Ai domiciliari Domenico Torrisi e Santo Seminara
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Da sinistra Giuseppe Farina con il figlio Salvatore e il loro legale Mauro Riccioni

Da sinistra Giuseppe Farina con il figlio Salvatore e il loro legale Mauro Riccioni

SETTE MESI DI INDAGINE: TUTTA LA STORIA DEL DELITTO SARCHIE’ FINO ALL’ARRESTO DEI FARINA

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di Gianluca Ginella

Delitto di Pietro Sarchié: blitz poco prima dell’alba, arrestati i due presunti assassini, Giuseppe Farina e il figlio Salvatore, in manette anche altre due persone accusate di favoreggiamento. L’operazione dei carabinieri è andata a segno intorno alle 5 di questa mattina quando i militari hanno notificato le ordinanze di custodia cautelare a casa di quattro indagati. I blitz a Catania (dove sono stati catturati Giuseppe e Salvatore Farina, cui viene contestato il reato di omicidio premeditato), Castelraimondo e Gagliole. Due le ordinanze di custodia in carcere (per i Farina) e due ai domiciliari che hanno riguardarto Domenico Torrisi e Santo Seminara (a tutti vengono contestati i reati di favoreggiamento. ricettazione e riciclaggio).

Pietro Sarchiè

Pietro Sarchiè

I blitz sono stati messi a segno dai carabinieri del Reparto operativo di Macerata, dai militari della Compagnia di Camerino e da vari reparti territoriali. Il commerciante di pesce originario di San Benedetto era stato ucciso lo scorso giugno e il suo corpo seppellito in località Valle dei grilli di San Severino. Secondo la ricostruzione dei carabinieri a sparare, sei colpi di proiettile calibro 38, era stato Farina senior, mentre il figlio gli aveva dato supporto. Il movente per gli inquirenti è un rancore nutrito dai due Farina verso Sarchiè per la concorrenza nell’ambito della vendita del pesce. L’indagine complessa, ha richiesto mesi di lavoro (il corpo senza vita di Sarchiè fu ritrovato il 5 luglio dello scorso anno). Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, anche i reati di rapina (perché dal furgone di Sarchiè sarebbero stati portati via e rivenduti prodotti ittici), ricettazione e riciclaggio perchè secondo gli investigatori il furgone della vittima è stato smontato e le varie parti sarebbero state vendute come pezzi di ricambio. Una quinta persona, Maria Anzaldi, moglie di Torrisi, è indagata per favoreggiamento, ma la sua è una posizione marginale e non sono state adottate misure cautelari di nessun genere.

(Servizio aggiornato alle 13,45)

 

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