Sarchiè ucciso da un colpo di pistola
Il corpo semi carbonizzato
riconosciuto dalla fede al dito

IL GIALLO DI VALLE DEI GRILLI - Il commerciante di pesce colpito alla testa: è stata un'esecuzione. Confermata la presenza di fori di proiettile e anche il fatto che il cadavere è stato bruciato. Mercoledì l'autopsia chiarirà con certezza le cause della morte. Il procuratore Giorgio: "Omicidio caratterizzato da inusitata violenza". AGGIORNAMENTO DELLE 19,30 - Le indagini si starebbero indirizzando verso alcuni sospetti
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(Il ritrovamento del cadavere, in alto la galleria fotografica di Guido Picchio)

 

Pietro Sarchiè

Pietro Sarchiè. Del suo caso si era occupata mercoledì sera anche la trasmissione “Chi l’ha visto?”

 

di Gianluca Ginella

E’ di Pietro Sarchiè il corpo ritrovato sepolto e semi carbonizzato nelle campagne di San Severino (leggi l’articolo), il riconoscimento è avvenuto grazie alla fede nuziale trovata al dito dell’uomo. Qualcuno ha sparato al commerciante di pesce di San Benedetto un colpo di pistola alla testa (ha un foro sulla nuca), un fatto che potrebbe far pensare ad una esecuzione. Solo l’autopsia, fissata mercoledì, potrà chiarire se la morte sia avvenuta in seguito a quel colpo di pistola o se sia dovuta ad altre cause. Intanto ci sarebbero già i primi sospettati.

Il primo tassello del giallo di Valle dei grilli, luogo in cui ieri pomeriggio è stato rinvenuto il corpo semi carbonizzato di un uomo, è stato messo. Per gli inquirenti non ci sono dubbi sul fatto che il cadavere sepolto da qualcuno vicino ad una chiesetta diroccata sia del commerciante di pesce sambenedettese Pietro Sarchiè, 62 anni.

Proseguono anche oggi le indagini sul luogo del ritrovamento del cadavere

Proseguono anche oggi le indagini sul luogo del ritrovamento del cadavere

Due gli elementi che hanno scacciato i dubbi: gli abiti che indossava l’uomo ritrovato, e la fede nuziale che è stata trovata al suo dito. Le indagini hanno poi portato ad accertare che qualcuno ha sparato a Sarchiè un colpo di pistola alla testa. Al momento sarebbe stato trovato un unico foro di proiettile sul corpo, sparato alla nuca, ma gli inquirenti non escludono che l’assassino, o gli assassini, possano aver esploso altri colpi addosso all’uomo, che era scomparso dal 18 giugno scorso e che sarebbe stato ucciso, in base ai primi accertamenti, subito dopo la sua sparizione. Il luogo dove è stato trovato Sarchiè si trova a poca distanza da un autovelox che, usciti da San Severino, si trova pochi chilometri più su andando verso Castelraimondo, lungo la provinciale. L’autovelox aveva rilevato il furgone di Sarchiè che era transitato ad una velocità superiore al limite, e lo aveva fotografato multandolo. E così le strade di località Valle dei grilli sono state battute, su ordine del procuratore Giovanni Giorgio, che coordina le indagini (da ieri co-assegnate al pm Claudio Rastrelli). Un delitto particolarmente efferato compiuto in maniera barbara, secondo gli investigatori. Le indagini sono condotte dai carabinieri del Reparto operativo di Macerata, comandato dal colonnello Leonardo Bertini.

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Il luogo dove è stato seppelito Pietro Sarchiè

Secondo gli accertamenti chi ha ucciso Sarchiè ha prima cercato di bruciare il corpo, sempre alla chiesetta di Valle dei grilli, poi, non riuscendoci, ha deciso di seppellirlo. Oggi pomeriggio si sono concluse le operazioni alla chiesetta diroccata. I carabinieri questa mattina erano al lavoro con i vigili del fuoco di Macerata che con una ruspa hanno scavato dove è stato sepolto Sarchiè (sotto un metro di terra, e coperto da materassi e calcinacci). Nulla sarebbe stato trovato. Sono in corso le ricerche dell’arma del delitto, si tratterebbe di una pistola di piccolo calibro, e del furgone di Sarchiè. Il veicolo è stato visto alle 8,20 del 18 giugno alle porte del paese di Seppio, poco distante da Sellano (dove Sarchiè aveva servito dei clienti, portando loro il pesce) e alle 8,30 è stato notato nella zona di Castelraimondo. Questo in base alle testimonianze. Dopo se ne sono perse le tracce. E Sarchiè non è mai giunto a Sefro dove una cliente lo stava attendendo.

In merito al delitto, il procuratore Giorgio lo ha definito “particolarmente efferato, barbarico e violento”, aggiungendo che “Ora i carabinieri hanno bisogno di concentrazione e calma, per lavorare. Auspico che chiunque possa fornire notizie sulla vicenda contatti i carabinieri per riferire quanto a sua conoscenza, in considerazione dell’inusitata violenza che ha caratterizzato l’omicidio”.

Intanto le indagini si starebbero indirizzando verso alcuni sospetti. Allo stesso tempo sono in corso gli accertamenti per comprendere il motivo del delitto: nulla al momento viene escluso, dal movente passionale a quello economico. Mercoledì è fissata l’autopsia, che è affidata al medico legale Adriano Tagliabracci. L’esame potrà far luce con certezza sulla causa della morte di Sarchiè.

(Ultimo aggiornamento alle 19, 30)

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