Pietro Sarchiè ucciso con una 38 special

IL GIALLO DI VALLE DEI GRILLI - Il perito nominato dalla procura ha scoperto il tipo di arma usato. La prossima settimana al via gli altri accertamenti tecnici
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Il procuratore Giovanni Giorgio con il colonnello Leonardo Bertini che comanda il Reparto operativo dei carabinieri di Macerata

Il procuratore Giovanni Giorgio con il colonnello Leonardo Bertini che comanda il Reparto operativo dei carabinieri di Macerata

di Gianluca Ginella

Pietro Sarchiè è stato ucciso con una pistola calibro 38 special, un’arma in buono stato. Questo quanto scoperto dal perito nominato dalla procura di Macerata per analizzare le ogive trovate nel corso dell’autopsia e che qualcuno ha esploso contro il commerciante di pesce uccidendolo. Ora la procura di Macerata conosce che arma deve essere cercata. Un revolver che, se rinvenuto, potrebbe essere decisivo nella soluzione del giallo della Valle dei grilli, a San Severino. Ma è questo solo uno dei tantissimi accertamenti disposti dalla procura di Macerata per cercare di far luce sul delitto e dare conferma all’ipotesi che a compierlo siano stati, secondo gli investigatori, il catanese Giuseppe Farina e suo figlio Salvatore (entrambi indagati per omicidio). Ad aiutarli a far sparire le parti del furgone di Sarchiè avrebbero poi partecipato le tre persone indagate per favoreggiamento: i coniugi Domenico Torrisi e Maria Anzaldi e l’imprenditore edile Santo Seminara (indagato anche per distruzione di cadavere). Il perito nominato dalla procura avvierà gli accertamenti tecnici su tutti i reperti la prossima settimana. Pietro Sarchiè, originario di Porto San Giorgio ma da moltissimi anni residente a San Benedetto con la moglie e i due figli, era scomparso il 18 giugno scorso mentre faceva il solito giro per vendere il pesce nell’entroterra.

Pietro Sarchiè

Pietro Sarchiè

E’ stato ritrovato senza vita il 5 luglio, qualcuno lo aveva seppellito a Valle dei grilli e aveva bruciato, parzialmente, il suo corpo. Al momento la procura non ha disposto provvedimenti cautelari nei confronti di nessuno degli indagati. Che comunque, fin dall’inizio, si sono sempre tutti proclamati innocenti.

 

 

 

 

 

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