Omicidio Sarchiè,
indagato anche il figlio di Farina

LE INDAGINI - Salvo, 19 anni, aiuta il padre nella sua attività. Anche a lui viene contestato il concorso in omicidio. Raggiunto in Sicilia dalla notifica della Procura, sarà interrogato in giornata. Il sangue trovato nel capannone di Seminara non è del pescivendolo barbaramente ucciso
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Salvatore Farina è il figlio di Giuseppe Farina

Salvatore Farina è il figlio di Giuseppe Farina

 

C’è un quinto indagato per l’omicidio di Pietro Sarchiè. Si tratta di Salvatore Farina, detto Salvo, 19 anni, figlio di Giuseppe Farina, anche lui pescivendolo, aiutava il padre nella sua attività di ambulante. Ad entrambi viene contestato il concorso in omicidio con altri autori da identificare. 

Il ragazzo, nelle scorse settimane, era tornato a Catania con la madre. Proprio in Sicilia gli è stato notificato l’atto della Procura che lo ha convocato per domani per essere sottoposto ad un formale interrogatori. Anche Salvatore Farina, come il padre, sarà assistito dall’avvocato Mauro Riccioni.

Giuseppe Farina, accusato dell'omicidio di Pietro Sarcgiè

Giuseppe Farina, accusato dell’omicidio di Pietro Sarchiè

 

Anche Giuseppe Farina, nel frattempo, è tornato a vivere in Sicilia e aveva raggiunto sua moglie, Rosy Amato, e i suoi due figli che da alcune settimane avevano già fatto ritorno nel loro paesino di origine, in provincia di Catania. A confermare l’allontanamento del 40enne dalla sua casa di Pioraco il suo legale Mauro Riccioni: «Il mio assistito è stato praticamente costretto ad andarsene da qui. Lo scorso fine settimane è tornato in Sicilia per cercare lavoro. Il suo furgoncino da ambulante è ancora sotto sequestro, era rimasto con 280 euro, 180 li ha spesi in questi dieci giorni per mangiare. Non potendo più lavorare ha preferito tornarsene in Sicilia in attesa di ulteriori sviluppi dell’indagine».

Il capannone sequestrato  a Castelraimondo

Il capannone sequestrato a Castelraimondo

Intanto si è accertato che non è di Pietro Sarchiè il sangue ritrovato nel capannone di Santo Seminara, uno dei quattro indagati nell’inchiesta per l’omicidio del commerciante di pesce. E’ il risultato delle analisi sulle tre macchie di sangue trovate nel bagno del capannone, il primo di una serie di accertamenti tecnici disposti dalla procura della Repubblica.

Seminara, catanese di 41 anni, residente a Castelraimondo, è indagato per favoreggiamento e distruzione di cadavere. Si è sempre dichiarato innocente ed è stato l’unico a non avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti ai magistrati. Sin dall’inizio aveva detto che quel sangue apparteneva a un suo operaio (leggi l’articolo).

Ora la Procura attende il risultato di altri accertamenti scientifici disposti su altri reperti sequestrati. Oltre a Seminara , al pescivendolo siciliano Giuseppe Farina, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, a suo figlio Salvatore, sono indagati i coniugi Domenico Torrisi e Maria Ansaldi sospettati di favoreggiamento.

(redazione CM)

 

 

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