Delitto Sarchiè, accertamenti a casa Farina
“Il sopralluogo ha avuto esito negativo”

GIALLO DI VALLE DEI GRILLI - I carabinieri hanno ispezionato materiale edile che poteva essere compatibile con quello rinvenuto sul luogo dove è stato sepolto il commerciante di pesce assassinato. Il legale dei due indagati per omicidio: "Non c'è nessun supporto probatorio ed indiziario di responsabilità a carico dei miei clienti"
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Il sopralluogo in casa di

Il sopralluogo in casa di Giuseppe Farina

di Monia Orazi

Ha avuto esito negativo il sopralluogo compiuto questa mattina a Seppio di Pioraco, a casa di Giuseppe Farina, per valutare la corrispondenza con il materiale edile trovato nel luogo dove fu seppellito Pietro Sarchiè, nella Valle dei grilli a San Severino. Questa mattina gli inquirenti del Nucleo investigativo del Reparto operativo dei carabinieri di Macerata, che si occupano delle indagini sull’omicidio del commerciante di pesce sambenedettese, trovato cadavere il 5 luglio nelle campagne di San Severino, hanno compiuto una ricognizione per esaminare il materiale presente all’interno dell’abitazione ed all’esterno sotto una tettoia in giardino, alla presenza di Giuseppe Farina indagato insieme al figlio Salvatore per omicidio e dell’avvocato difensore Mauro Riccioni. “L’ispezione ha dato esito negativo – conferma l’avvocato Riccioni – si cercavano laterizi, mattoni, cementi, colle e stucchi, da confrontare con i calcinacci, frammenti di mattone e materiale edilizio, rinvenuto nell’area dove è stato trovato il corpo di Sarchiè”. Una quindicina di minuti, tanto è durata la ricognizione degli investigatori, che poi sono tornati nella caserma dei carabinieri di Pioraco per preparare i verbali degli accertamenti.

L'avvocato Riccioni

L’avvocato Mauro Riccioni

“Le indagini della procura procedono secondo un cronoprogramma, per cui prima si analizzano i reperti più interessanti, poi tutti gli altri. Stimo che servano almeno 150 giorni, a partire dal 19 agosto, giorno in cui è stato conferito l’incarico al perito, per terminare di repertare su ciò che è stato trovato, eventuali tracce biologiche e di sangue. Ora nelle indagini non c’è nulla di nuovo, solo insinuazioni sui Farina da parte di certa stampa e di certa tv con cui la difesa non si rapporterà più. Non c’è nessun supporto probatorio ed indiziario di responsabilità, a carico dei miei clienti. Siamo nella fase iniziale delle indagini, l’arma del delitto non è stata trovata, manca il movente, la procura parla di due o tre persone ancora da identificare. Avremo un quadro più chiaro, probabilmente a metà febbraio, quando sarà fissata l’udienza per discutere tra accusa e difesa delle risultanze investigative dell’incidente probatorio”, spiega l’avvocato Mauro Riccioni. “E’ stato trovato del sangue, non si sa se umano o animale, solo sui sedili del furgone di Sarchiè, rinvenuti nella macchia di Valle dei grilli – continua Riccioni – non sui mezzi di proprietà o in uso alla famiglia Farina, così come non sono stati trovati effetti personali della vittima nell’abitazione o nei locali in uso ai Farina. Non sarebbe servito uccidere un concorrente per toglierlo dalla piazza, perché ne arriverebbero altri, ancora più agguerriti. In Sicilia sono stati sequestrati soltanto alcuni pc, il motorino è rimasto fermo cinque anni, poi portato nel garage affittato da Farina a gennaio dove lo hanno trovato gli investigatori a luglio, quando hanno compiuto la perquisizione, poi riportato da Farina a Seppio, nello stesso garage dove è stato prima, un luogo che resta sempre aperto”. Al momento la famiglia Farina vive a Catania, ogni tanto è Giuseppe Farina che torna nelle Marche, quando richiesto per gli accertamenti giudiziari e le indagini. “Il mio cliente vive in situazione di indigenza, ma ha fiducia nella giustizia. Potremo valutare il ricorso ad indagini difensive, maggiormente quando il quadro investigativo sarà più chiaro”, conclude Riccioni.


 

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