Tomba “scoppiata”, il Comune:
«Compiuto ogni atto necessario,
garantite tutte le tutele previste»
PORTO RECANATI - L'amministrazione ricostruisce la vicenda dopo la denuncia di Elena Di Giovanni che contesta di dover pagare lei per quanto accaduto. Dalla tomba del fratello uscivano liquami dopo appena 3 anni dalla sepoltura. «Garantito alla concessionaria tutte le possibilità di partecipazione e verifica. Se ci sono responsabilità potrà rivalersi»

«Compiuto ogni atto necessario e garantito alla concessionaria tutte le possibilità di partecipazione, verifica e tutela previste». Dopo il caso della tomba “scoppiata” al cimitero di Porto Recanati, denunciato pubblicamente da Elena Di Giovanni, l’amministrazione ricostruisce la vicenda sostenendo di aver attivato tutte le procedure previste, fino all’ordinanza urgente firmata dal sindaco.

Andrea Michelini sindaco di Porto Recanati
«Gli uffici comunali si sono attivati fin dalla prima segnalazione per individuare la soluzione più adeguata, nel pieno rispetto della legge e con l’obiettivo prioritario di tutelare la salute pubblica» le parole del sindaco Andrea Michelini che interviene sul caso del loculo danneggiato nel cimitero comunale, finito al centro delle polemiche dopo la denuncia pubblica della sorella del defunto che aveva raccontato come, a tre anni e mezzo dalla sepoltura del fratello, la tomba fosse «praticamente scoppiata», con la fuoriuscita di liquido maleodorante, contestando inoltre la richiesta di sostenere le spese per il ripristino del sito e una nuova sepoltura.
L’amministrazione ricostruisce l’intera vicenda, spiegando di essere stata informata del problema dall’impresa funebre incaricata dalla stessa Di Giovanni, concessionaria del loculo, e di essersi immediatamente attivata per reperire un cassone di zinco idoneo a rivestire il feretro fuori misura, soluzione che, secondo il Comune, l’impresa funebre non era ancora riuscita a trovare.
«Alla signora Di Giovanni che ha poi contattato gli uffici comunali, precisando di non voler essere coinvolta nella vicenda in quanto non erede diretta del fratello, è stato chiarito che il contratto di concessione pone a carico del concessionario le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria – precisa il Comune – Spetta quindi alla concessionaria attivarsi tramite un’impresa di propria fiducia, ferma restando la possibilità di rivalersi successivamente sul soggetto eventualmente responsabile».
L’amministrazione evidenzia però di essersi resa disponibile a organizzare direttamente l’intervento attraverso la propria ditta appaltatrice, per un costo stimato di circa 580 euro, da anticipare inizialmente dalla concessionaria. Contestualmente sarebbe stata offerta la possibilità di assistere alle operazioni, anche tramite un tecnico di fiducia.
«L’apertura e la sanificazione del loculo e del feretro, documentate con apposito verbale, avrebbero consentito di accertare le cause dello sversamento e le eventuali responsabilità. Qualora fosse stata riconosciuta una responsabilità dell’Ente, la somma anticipata sarebbe stata integralmente rimborsata. Il costo della concessione di un loculo dipende dalla fila in cui è collocato e non dalle sue dimensioni. Nel caso in questione sono stati versati al Comune 2mila euro, corrispondenti al costo previsto per un loculo in seconda fila». Viene inoltre precisato che l’ente provvede esclusivamente alla tumulazione, cioè alla chiusura del loculo con la lastra in cemento e la malta, mentre l’apposizione della lapide compete ai familiari. Considerata l’urgenza sanitaria e il mancato accordo con la concessionaria, il Comune ha chiesto un parere all’Ast di Macerata e, senza attendere oltre, il sindaco ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente disponendo l’esecuzione degli interventi necessari. Il parere dell’Azienda sanitaria ha indicato tre possibili soluzioni: l’inumazione, la cremazione oppure una nuova tumulazione del feretro dopo il ripristino della sua impermeabilità.
«Pur comprendendo perfettamente che quanto accaduto abbia provocato nella famiglia del defunto ulteriore dolore e costernazione, costringendola a rivivere momenti particolarmente delicati legati alla perdita di una persona cara – conclude il Comune – l’Amministrazione ritiene di aver compiuto ogni atto necessario e di aver garantito alla concessionaria tutte le possibilità di partecipazione, verifica e tutela previste. Ogni ulteriore valutazione su possibili responsabilità di terzi dovrà essere affrontata nelle sedi competenti, sulla base delle responsabilità che saranno accertate».
Garantite … le possibilità