Omicidio Sarchiè, la figlia Jennifer:
“Indagini vicine alla conclusione”

IL GIALLO DI VALLE DEI GRILLI - I familiari del commerciante di pesce ucciso hanno incontrato gli investigatori questa mattina in procura, a Macerata. "Agli assassini diciamo che non dimentichiamo, la rabbia continua ad aumentare"
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Da sinistra Jennifer Sarchiè e Ave Palestini, che questa mattina erano al tribunale di Macerata dove hanno incontrato il procuratore Giovanni Giorgio

Da sinistra Jennifer Sarchiè e Ave Palestini, che questa mattina erano al tribunale di Macerata dove hanno incontrato il procuratore Giovanni Giorgio

di Gianluca Ginella

“Le indagini per la morte di mio padre sono vicine alla conclusione, agli assassini dico che noi non dimentichiamo”. Jennifer Sarchiè, suo fratello Juri, e la mamma, Ave Palestini, questa mattina erano al palazzo di giustizia di Macerata e hanno incontrato gli inquirenti che stanno indagando sulla morte di Pietro Sarchiè, ucciso a colpi di pistola e poi sepolto in località Valle dei grilli a San Severino. Una visita per fare il punto sulle indagini e che si è conclusa positivamente per la famiglia del commerciante di pesce ucciso. “Siamo ottimisti – ha detto Jennifer dopo l’incontro con gli inquirenti –, le indagini sono state quasi ultimate. Volevamo ringraziare gli investigatori. In particolare Maurizio Iannone (della Pg della procura), il procuratore Giovanni Giorgio, i carabinieri. Ci sono stati vicini e hanno sempre dimostrato che hanno lavorato nel corso di questi mesi per trovare chi ha ucciso nostro padre”.

Pietro Sarchiè

Pietro Sarchiè

Un dolore che non si placa per la famiglia, come ha sottolineato la moglie di Sarchiè, Ave Palestini: “Gli assassini di mio marito si dovrebbero mettere un giorno nei nostri abiti, ci hanno distrutto la vita”. “Anche se sono passati 4 mesi non ci siamo dimenticati – ha aggiunto Jennifer –. La rabbia va sempre ad aumentare. Continueremo a combattere e combatteremo anche al processo. Dopo la morte di nostro padre la nostra è diventata una vita di avvocati, di lacrime e dolore, non abbiamo più niente”. Cinque le persone indagate nell’ambito delle investigazioni sulla morte del commerciante di pesce scomparso il 18 giugno scorso e ritrovato il 5 luglio, seppellito in località Valle dei grilli. A Salvatore e Giuseppe Farina viene contestato il reato di omicidio, mentre viene contestato il favoreggiamento ai coniugi Domenico Torrisi e Maria Anzaldi e a Santo Seminara (per lui l’ipotesi è anche quella di distruzione di cadavere).

 

 

 

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