Chef morto alle Canarie, il ricordo:
«Addolorati per la sua scomparsa.
Grazie a lui abbiamo due ristoranti»
SAN SEVERINO - Andrea Bruzzechesse aveva 59 anni, i familiari andranno in Spagna per ricostruire l'accaduto. Durante la pandemia ha aiutato i fratelli Fontanel ad aprire il loro primo locale a Puerto Rico de Gran Canaria: «E’ stato fondamentale. Era una persona solare e scherzosa, capace di portare energia in cucina anche nei momenti più complicati»

Andrea Bruzzechesse
di Francesca Marsili
«Ha lavorato con noi tra il 2020 e il 2021, è stato fondamentale. Sapevamo che sapeva cucinare bene e abbiamo voluto lui come punto fermo fin dal nostro inizio, e se ora abbiamo due ristoranti è grazie a lui, gli dobbiamo molto». È il ricordo che il ristoratore comasco Fabrizio Fontanel, contitolare del ristorante italiano El Barco, a Puerto Rico de Gran Canaria, ha di Andrea Bruzzechesse, lo chef settempedano morto domenica a 59 anni alle Canarie, dove viveva da alcuni anni. Una morte, probabilmente per un ictus, sulla quale i familiari vogliono vederci chiaro: in partenza per la Spagna, raggiungeranno le Canarie per ricostruire quanto accaduto attorno a quel malore arrivato improvvisamente mentre Andrea era in casa, prima di recarsi nel ristorante Mammamia sull’isola di La Palma, dove lavorava e viveva.
Nella sua professione, il settempedano amava le sfide, e riusciva a vincerle. Come quella nata dall’incontro con i due fratelli Fontanel e altre due socie che come lui, in quella terra baciata dall’Oceano, avevano deciso di scrivere un nuovo capitolo della loro vita avviando un ristorante – pizzeria: El Barco, uno degli ultimi in cui Bruzzechesse ha lavorato.

Andrea in cucina
«Eravamo nel pieno della pandemia – racconta Fabrizio – molti professionisti nel campo della ristorazione erano fermi. Abbiamo iniziato proprio in quel periodo, e in quella sfida ha creduto anche lui – premette -. Con Andrea ci siamo conosciuti tramite amicizie italiane in comune qui alle Canarie. Gli abbiamo chiesto di darci una mano ad avviare il locale e ha accettato. Si è occupato della cucina, di creare il menù e organizzare la sala – sottolinea il ristoratore -. Venivamo da tutt’altro mondo, ci ha trasmesso la passione per la pizza, e senza di lui oggi non saremmo qui».
Nei ricordi di chi ha lavorato con lui emerge anche il lato più umano di Andrea: «Siamo addolorati per la sua morte – prosegue il ristoratore comasco -, era una persona solare e scherzosa, capace di portare energia in cucina anche nei momenti più complicati, gli dobbiamo un grazie, soprattutto ora».
Tantissime le esperienze professionali vissute all’estero dall’uomo originario di San Severino, anche negli Stati Uniti. Poi dopo una parentesi di ritorno in Italia si era stabilito alle Canarie da alcuni anni. La scorsa settimana il malore, in casa. A lanciare l’allarme una collega di lavoro, insospettita dal fatto che lo chef era in ritardo di alcune ore sul posto di lavoro. Riuscita ad entrare in casa, ha trovato il 59enne a terra, in condizioni critiche, cosciente, ma che non riusciva a muoversi. Bruzzechesse è stato immediatamente trasportato all’ospedale di Santa Cruz de Tenerife. Dopo alcuni giorni di ricovero, la terribile notizia della sua morte arrivata ai familiari nella serata di domenica, che ora intendono capire bene cosa sia successo subito dopo il suo malore.