Omicidio Sarchiè,
martedì gli interrogatori
Si cercano altri possibili complici

IL GIALLO DI VALLE DEI GRILLI - Una settimana fa la scoperta del corpo senza vita del commerciante di San Benedetto. Le indagini proseguono anche per individuare il luogo del delitto
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Le indagini sul luogo del ritrovamento del cadavere

Le indagini sul luogo del ritrovamento del cadavere

 

 

Pietro Sarchiè

Pietro Sarchiè

di Gianluca Ginella

Delitto di Pietro Sarchiè, a distanza di una settimana dalla scoperta del corpo senza vita del commerciante le indagini degli investigatori proseguono per individuare altre persone che potrebbero essere coinvolte nell’omicidio. Il delitto secondo gli investigatori potrebbe essere stato compiuto da qualcuno insieme alla persona  che è indagata per omicidio, il 40enne Giuseppe Farina, catanese che vive a Seppio di Pioraco, venditore ambulante di pesce. Farina, secondo la procura avrebbe partecipato alla commissione del delitto, forse insieme a qualcuno, che però al momento non sarebbe stato individuato. Le indagini proseguono anche per individuare il luogo dove il delitto è stato commesso. Intanto altre 3 persone sono indagate: a una di loro, Santo Seminara, 41 anni, imprenditore edile catanese residente a Castelraimondo, la procura contesta il reato di distruzione di cadavere e favoreggiamento. Mentre le altre due, Domenico Torrisi e la moglie Maria Ansaldi, sono indagati per favoreggiamento: nella loro casa è stato trovato, dentro una stufa, un registratore di cassa che secondo gli investigatori era di Sarchiè.

Sabato scorso gli investigatori sul posto dopo il ritrovamento del cadavere

Sabato scorso gli investigatori sul posto dopo il ritrovamento del cadavere

Tutti i 4 indagati saranno interrogati martedì prossimo, giorno in cui potrebbe esserci una svolta delle indagini sul delitto. Indagini che sono cominciate esattamente una settimana fa, quando il corpo di Sarchiè venne trovato sotterrato sotto un metro di terra in località Valle dei grilli a San Severino. Il corpo venne scoperto da un carabiniere che sentì un forte odore e scoprì, vicino ad una chiesa diroccata, della terra smossa. Il corpo di Sarchiè era semi carbonizzato e aveva un foro alla testa. Da quel momento partirono le indagini per omicidio che nel corso della settimana hanno portato già a numerosi sviluppi.

DOMENICA, TROVATA LA FEDE AL DITO DI SARCHIE’ – Un elemento decisivo, insieme ai vestiti è stato il ritrovamento della fede del 62enne. Che ha portato gli investigatori a identificare nel cadavere ritrovato il commerciante di pesce scomparso dal 18 giugno scorso.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

LUNEDI’, LE IPOTESI DEL LEGALE DELLA FAMIGLIA – L’avvocato Mauro Gionni, che assiste Jennifer e Juri Sarchiè, i figli del commerciante ucciso parla di un uomo tranquillo, senza alcun vizio e ipotizza o una estorsione o uno scambio di persona.

MARTEDI’, IL PROCURATORE GIOVANNI GIORGIO: “ABBIAMO UNA STORIA” – Con quelle parole il magistrato fa capire che le indagini hanno imboccato la strada giusta e che in mano i carabinieri del Reparto operativo di Macerata e della Compagnia di Camerino (che conducono le indagini) hanno già diversi elementi. Nel corso della giornata gli investigatori scoprono parti del furgone di Sarchiè nel deposito di una azienda edile di Castelraimondo (che porterà al coinvolgimento di Santo Seminara nell’indagine).

 

Il fotogramma dell'autovelox che ha immortalato il furgone di Sarchiè

Il fotogramma dell’autovelox che ha immortalato il furgone di Sarchiè

 

Giuseppe Farina, indagato per il delitto di Pietro Sarchiè

Giuseppe Farina, indagato per il delitto di Pietro Sarchiè

MERCOLEDI’, IL GIORNO DELL’AUTOPSIA E I 4 INDAGATI – La mattina all’ospedale di Torrette, ad Ancona il medico legale Raffaele Giorgetti esegue l’autopsia su Sarchiè. Sul corpo vengono trovati almeno sei, forse sette, colpi di pistola. Uno alla nuca, gli altri alle spalle e alla colonna vertebrale. All’autopsia partecipa anche il medico legale Adriano Tagliabracci, consulente della famiglia Sarchiè. Nel frattempo vengono fuori anche i 4 indagati: Farina, Seminara e i coniugi Torrisi. La procura, comunque, non dispone nessun fermo e le indagini proseguono. I difensori di Farina, gli avvocati Mauro Riccioni e Marco Massei respingono le accuse verso il loro cliente.

GIOVEDI’, LE PAROLE DEGLI INDAGATI – Farina, uscendo dalla caserma dei carabinieri di Castelraimondo, nega di essere coinvolto nel delitto, dice di essere un uomo che da vent’anni lavora onestamente. Anche Seminara nega di sapere del delitto “Farina mi aveva chiesto di poter usare il deposito che ho a Castelraimondo, dicendo che aggiustare il suo furgone, pensavo di fargli un favore. Mi è caduto il mondo addosso quando ho saputo di essere indagato”. Pure Torrisi, da dietro il cancello del cortile della sua casa nega responsabilità: “Sono estraneo ai fatti”.

VENERDI’, FORSE C’E’ PIU’ DI UN KILLER – Il procuratore Giovanni Giorgio parla di un omicidio pianificato, cui hanno preso parte più persone. Dice inoltre che prima fase delle indagini è chiusa, e che la seconda si concentra sull’analisi degli elementi di prova sin qui raccolti. Ma uno dei momenti clou di questa fase saranno gli interrogatori degli indagati. Nel corso dei quali potrebbero emergere particolari decisivi per le indagini.

Il furgone di Giuseppe Farina sequestrato dalla procura

Il furgone di Giuseppe Farina sequestrato dalla procura

Il capannone sequestrato

Il capannone sequestrato a Castelraimondo

 

 



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