«Prendono a cinghiate il figlio
se non è in grado di recitare il Corano»
La mamma rinviata a giudizio
MACERATA - Oggi l'udienza preliminare. Imputati marito e moglie per maltrattamenti. Per l'uomo il processo è sospeso perchè irreperibile. Entrambi sono accusati di aver tappato la bocca al figlio col nastro adesivo. La difesa: «La signora non c’entra assolutamente nulla con questa vicenda. Ci sono tutte le testimonianze a suo favore. E' sempre stata una brava madre»

di Alessandro Luzi
Prendono a cinghiate uno dei figli se non era in grado di recitare il Corano, una volta gli avrebbero tappato la bocca col nastro adesivo per poi metterlo sotto il letto. Queste in sintesi le accuse per i genitori, africani e residenti a Macerata all’epoca dei fatti. I due sono imputati al tribunale del capoluogo per maltrattamenti verso due dei loro figli che all’epoca dei fatti contestati avevano uno 6 e l’altro 12 anni.
Oggi per entrambi si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Francesca Preziosi che ha rinviato a giudizio la donna.

L’avvocato Raffaele Delle Fave
Per l’uomo il processo è sospeso perché è irreperibile. La donna, difesa dall’avvocato Raffaele Delle Fave, nega con forza le accuse: «La mia assistita non c’entra assolutamente nulla con questa vicenda».
I fatti contestati sarebbero avvenuti prima del gennaio 2023. Per l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, i due genitori avrebbero preso regolarmente a cinghiate il 12enne se non era in grado di recitare il Corano. Una volta, prosegue l’accusa, lo avrebbero messo sotto il letto dopo che gli avevano tappato la bocca con il nastro adesivo. Sempre secondo l’accusa la donna avrebbe picchiato entrambi i figli.

L’avvocato Mirela Mulaj
A sua volta, prosegue l’accusa, l’uomo avrebbe preso a botte sia la moglie che il 12enne. Il ragazzino lo avrebbe picchiato con il filo del ventilatore per poi legarlo sotto al letto.
Oggi la donna è stata rinviata a giudizio. «La signora non c’entra assolutamente nulla con questa vicenda – ha commentato il legale Delle Fave -. Ci sono tutte le testimonianze a suo favore. E’ sempre stata una brava madre. La procura stessa aveva chiesto l’archiviazione. Questo rinvio a giudizio è inspiegabile». Il marito, tutelato dall’avvocato Mirela Mulaj, ad oggi è irreperibile quindi il processo per lui è sospeso. Il tutore del figlio maggiore, assistito dall’avvocato Edoardo Massari, si è costituito parte civile.