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Biogas, la rivolta dei sindaci

LA TOPPA SUGLI IMPIANTI ILLEGITTIMI - Durissime critiche alla proposta della Regione da parte della segretaria provinciale del Pd e dei primi cittadini di Corridonia, Morrovalle, Montecosaro, Monte San Giusto, Loro Piceno e Potenza Picena
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biogas 000di Marco Ricci

“Proposta vergognosa”, “sftuttamento del territorio a vantaggio di pochi”, “colpo di mano”, “toppa peggiore del buco”, sono queste le aggettivazioni da parte dei sindaci della provincia di Macerata alla proposta della Giunta regionale di concedere la possibilità di una valutazione di impatto ambientale (Via) postuma per le centrali a biogas (leggi l’articolo). Aggettivazioni che non lasciano adito a molti dubbi su quale siano le posizioni dei  sindaci maceratesi – che spesso si sono opposti alle autorizzazioni rilasciate con ricorsi al tribunale amministrativo. Ai primi cittadini non solo non va giù la toppa messa dalla Regione Marche che, dopo la bocciatura della Corte Costituzionale della legge regionale 3 del 2012, si è trovata con impianti a biogas costrutiti ma di fatto illegittimi. Ma che censurano inoltre l’intero percorso che dal 2012 ha portato al rilascio delle autorizzazioni a costruire e ad operare senza che vi fosse un minimo di pianificazione, con la Regione che ha oltretutto continuato ad autorizzare nuovi impianti pur essendo già pendente alla Corte Costituzionale il ricorso contro la legge presentato dal Governo.

Tersa Lambertucci, segretario provinciale del Pd

Teresa Lambertucci, segretario provinciale del Pd

Anche la segretaria del Pd provinciale non sembra voler lasciar passare sotto traccia questa vicenda. “Si è guardato più agli interessi di pochi che a quelli del territorio e della comunità”, ha esordito Teresa Lambertucci a proposito del testo sanatoria approvato dalla giunta regionale, “e dico che questa è una scelta che va contro l’interesse dei cittadini. Queste scelte vanno concordate con i territori e con i sindaci che si sono trovati a dover portare avanti i ricorsi. La regione adesso precipita dall’alto una legge dopo che si è creata già una situazione difficile, senza concertare nulla. Per quanto mi riguarda – ha proseguito – porterò venerdì in direzione l’argomento, perché a mio parere da parte della Regione c’era bisogno di una riflessione più attenta invece di sanare con una Via postuma il problema delle autorizzazioni. La proposta della giunta viene fatta per motivi legali, ma il nuovo testo non è certo esente da censure. Oltre ad essere ricorribile anch’esso alla corte costituzionale, va a scaricare sulla provincie le responsabilità delle autorizzazioni concesse perfino in zone definite successivamente non idonee. Questo è un altro forte punto di critica. Perchè la proposta va in deroga persino alla legge che individua quali siano le zone idonee e quelle non idonee alla presenza di tali impianti”. Infine, dopo dopo aver parlato del rischio che possa riaprirsi la partita anche per quelle autorizzazioni uniche integrate bocciate dal Tar e dal Consiglio di Stato su ricorso dei comuni e dei comitati, Teresa Lambertucci ha parlato del “disappunto di alcuni sindaci e amministratori, da Montecosaro a Corridonia, da Loro Piceno e Petriolo”.

 Mario Lattanzi, sindaco di Monte San Giusto

Mario Lattanzi, sindaco di Monte San Giusto

Ma cosa dicono i sindaci a proposito di questa che un po’ tutti definiscono una toppa? “Sono fortemente contrario sia alla famigerata legge numero 3 del 2012 che al tentativo di recuperare la situazione da parte della Regione che mette nei guai tutti, dai sindaci ai comitati di cittadini”, ha spiegato il sindaco di Monte San Giusto, Mario Lattanzi, “Noi come comune confinante, abbiamo preso parte a tutte le riunioni dei comitati di Corridonia contro l’impianto di Sarrocciano. E adesso, lo ripeto, la Regione ha di nuovo messo tutti nei guai”.

 

Il sindaco di Corridonia, Nelia Calvigioni

Il sindaco di Corridonia, Nelia Calvigioni

Durissima anche la prima cittadina di Corridonia, Nelia Calvigioni. “Uso solo un aggettivo, è vergognoso. Io facendo parte della conferenza delle autonomie locali ho ricevuto venerdì la proposta di Spacca. Avevamo già sentito della delibera di giunta e sto vedendo ora con gli avvocati come muoverci. Oltretutto qui parliamo di più centrali ma spesso di un’unica società che 0pera dietro. La Regione, prima di fare questa legge sanatoria che procura più danni di quanti ne abbia già fatti, potrebbe rivedere il percorso e l’iter che hanno condotto a questa situazione, invece di riproporre una legge regionale contro cui i comuni hanno lottato per difendere i cittadini e il paesaggio. Io non ho mai avuto un incontro con la Regione Marche, incontro che sarebbe stato importante. Ora noi sindaci siamo tutti d’accordo nel difendere il territorio, cosa che avrebbe dovuto fare per prima cosa la regione Marche. Io mi sto muovendo per mandare osservazione all’Anci, chiedendo di prendere posizione. Inoltre preparerò un intervento rivolto a tutti i consiglieri regionali perché valutino bene la realtà dei tanti comuni che hanno difeso il territorio. Questa Via postuma è qualcosa di ancora più offensivo di quanto già accaduto”.

Il sindaco di Potenza Picena Sergio Paolucci

Il sindaco di Potenza Picena Sergio Paolucci

Anche il sindaco di Loro Piceno, Daniele Piatti, è intenzionato a inviare una lettera ai consiglieri regionali con l’invito a votare no a un “provvedimento tappabuchi, un palliativo”. Il  primo cittadino di Potenza Picena invece, Sergio Paolucci, pur con il realismo di chi afferma che “non si possa dire sempre no”,  invita la Regione a salvaguardare il principio che “queste centrali vanno costruite dove non si creano danni a terzi”, dando anch’egli in sostanza un giudizio negativo sulla proposta della Giunta Spacca e invitando così la Regione Marche non solo a formulare una “legge  sensata” ma ad uscire questo “labirinto” in cui si sarebbe infilata. Proprio nei giorni scorsi è arrivato lo stop del Tar alla centrale biogas di Potenza Picena (leggi l’articolo).

Stefano Montemarani

Stefano Montemarani, sindaco di Morrovalle

 

Stefano Montemarani, sindaco di Morrovalle, usa parole durissime. “E’ un colpo di mano di chi vuole scaricare tutto sui sindaci e sui territori, con una toppa che è peggiore del buco”, ha esordito prima di commentare come il rilascio della autorizzazioni anche in presenza del ricorso da parte del governo alla Corte Costituzionale sia stato “qualcosa fuori della grazia di Dio. Ora”, ha proseguito, “invito la Giunta a ritirare la proposta o il consiglio regionale a bocciarla“, prima di sottolineare come il “primo e più rilevante vizio della proposta sia quella di introdurre una Via su qualcosa di già costruito”. Il secondo punto di critica molto da parte di Montemarani è la deroga al Piano Paesaggistico Regionale e all’individuazione delle zone idonee e non idonee ad ospitare le centrali presente nella proposta della giunta. “Non si può costruire ovunque, senza tenere conto delle zone di rischio, magari vicino ai fiumi o agli abitati, e questo nell’interesse di tutte le comunità marchigiane.”

Il sindaco di Montecosaro Stefano Cardinali

Il sindaco di Montecosaro Stefano Cardinali

 

Nettissimo anche il giudizio negativo del sindaco di Montecosaro, Stefano Cardinali. Il quale, in aggiunta a tutte le critiche espresse dagli altri suoi colleghi, tiene a sottolineare il modo con cui andrebbe valorizzato un territorio. “Gli impianti a biogas in determinate condizioni vanno a deprimere il territorio che viene sfruttato in modo negativo, senza guadagno per la comunità ma a vantaggio di pochi.   Nella contrada Asola”, ha spiegato il sindaco, “ci sono giunte due proposte. La prima di realizzare un impianto a biomasse che mettesse a mais 250 ettari di terreno. Un’altra per la realizzazione di un’azienda agrituristica da parte di un imprenditore di Brescia. Oggi, piuttosto che essere coltivati a mais, da quei terreni viene prodotto olio, vino, ortaggi, prodotti tipici. Ecco”, ha concluso, “questo è un esempio della differenza tra valorizzare un territorio e sfruttarlo ad interesse di pochi”.

Insomma un bel pasticcio per la Giunta Regionale che – già alle prese con gli effetti della legge del 3 del 2012  e con la sua parziale bocciatura da parte della Corte Costituzionale – si vede adesso bersaglio dei sindaci che contestano dal punto di vista politico, amministrativo ma anche legale la proposta di legge che si vorrebbe approvare. Una proposta su cui lo stesso Spacca, oltre alle assessore Malaspina e Giannini, hanno messo la faccia in conferenza stampa. Un pasticcio non solo amministrativo ma che adesso sta assumendo una vera e propria valenza politica.

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Il commento dell’avvocato Giuseppe Bommarito: Spacca difende se stesso e i suoi assessori (leggi l’articolo).

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