Delitto di Pietro Sarchiè,
“Niente sconti agli assassini”
Lettera in mano al ministro Orlando
OMICIDIO - La notizia arriva nel giorno in cui è stato inaugurato il monumento dedicato al commerciante di pesce, nel luogo in cui è stato ucciso li 18 giugno dello scorso anno. Presenti i familiari. A scrivere al guardasigilli il presidente dell'associazione antiracket Sos Italia Libera, Paolo Bocedi
di Monia Orazi
Un monumento in marmo, con la foto di Pietro Sarchiè da oggi ricorderà a tutti, per sempre, il luogo in cui il commerciante di pesce è stato tragicamente strappato all’affetto della sua famiglia. Intanto la lettera per chiedere che non ci siano sconti per i presunti assassini, scritta dall’associazione antiracket, è al vaglio del ministro della Giustizia.
Questo pomeriggio tante persone si sono trovate alla chiesetta di Sellano (frazione di Pioraco), dove il 18 giugno di un anno fa si tenne l’agguato in cui fu ucciso Pietro Sarchiè. Alla presenza della moglie Ave Palestini, dei figli Jennifer e Yuri, è stata il sindaco di Pioraco, Luisella Tamagnini a svelare la lapide in marmo sistemata di fronte alla chiesetta. Sono intervenuti anche i granatieri di Fermo e Camerino, il sindaco di Sefro Giancarlo Temperilli, gli assessori Antonella Nalli di Camerino e Gino Cecoli di Fiuminata.
“Ringrazio tutti, Pietro ci teneva tanto a questi paesi”, ha detto commossa Ave Palestini. “Sarebbero mancati pochi mesi per la pensione di mio padre, era contento, diceva finalmente vado in vacanza. Quello che ci hanno fatto è troppo grande, devono pagare, non è giusto che abbiano la possibilità di accedere al rito abbreviato, continuerò a battermi per questo, per le tante persone che attendono giustizia”, ha detto Jennifer, figlia combattiva e tenace, che dalla morte del padre non ha smesso un solo giorno di lottare per vedere dietro le sbarre chi ha tolto all’affetto della famiglia il padre Pietro. Sul fronte di questa lotta, che culminerà il prossimo 22 giugno in una grande manifestazione a Roma, al ministero di Giustizia qualcosa si muove.
Paolo Bocedi, presidente dell’associazione antiracket Sos Italia Libera, ha inviato una lettera al ministro della Giustizia Andrea Orlando chiedendo il suo intervento “affinché gli esecutori materiali dell’orrendo crimine – peraltro uno dei quali reo confesso – non godano dei riti alternativi e o degli sconti di pena” e “che i predetti vengano condannati al carcere a vita”. Inoltre nella lettera viene chiesto il trasferimento di Salvatore Farina, dal carcere di Camerino ad uno di massima sicurezza. “Ieri sera ho saputo dalla segreteria particolare del ministro che la mia richiesta è stata inoltrata dal guardasigilli Orlando agli uffici competenti – spiega Bocedi –. Sono contento perché queste persone devono scontare la pena per intero e senza sconti, in un caso di omicidio così efferato”.
Il presidente di Sos Italia Libera, che nel processo a carico degli imputati del delitto Sarchiè si costituirà parte civile, esprime la sua solidarietà verso la famiglia Sarchiè: “Pietro è stato strappato alla sua famiglia, ad una vita tranquilla, non so questi con che coraggio guarderanno in faccia i suoi familiari, loro sì avranno l’ergastolo per tutta la vita perché nessuno riporterà il loro caro, in casi come questo, le pene vanno scontate per intero, ci vuole l’ergastolo, vista la premeditazione, la crudeltà, al processo chiederemo l’ergastolo”. Anche Vittorio Sgarbi, insieme a Bocedi, si è espresso a favore di una pena certa e definitiva. Oggi pomeriggio parenti, clienti ed amici di Pietro Sarchiè hanno affollato la chiesetta di Sellano, presunto luogo dell’agguato al commerciante di pesce. Don Antonello Napolioni ha celebrato un momento di preghiera. Il sindaco di Sefro ha poi letto un messaggio a nome di tutti gli amministratori presenti, ricordando l’amico di tutti, ribadendo il no alla violenza di zone tranquille, in cui ci si conosce tutti. Domani una messa in suffragio di Sarchiè si terrà a Fiuminata.
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