Rosalba Ubaldi,
tra polemiche e soddisfazioni
“Nessuno ha la bacchetta magica”

L'INTERVISTA - Il sindaco uscente di Porto Recanati a tutto campo. Dal Burchio, all'Hotel House alla Bandiera Blu, fino a risalire alla storia personale di una madre e moglie che si è dedicata alla politica
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Il sindaco uscente Rosalba Ubaldi oggi pomeriggio ha presentato i componenti la lista Grande Futuro per Porto Recanati

di Alessandro Trevisani

Dopo un’ora circa di intervista la voce di Rosalba Ubaldi, sindaco di Porto Recanati, si increspa, si rompe, si spezza. Poi resta muta, per un istante piccolo e insieme notevole, in cui si arrossano gli occhi di questa donna vigorosa, verace e spavalda. La commozione la cattura mentre si parla della sua vita di donna a metà tra casa e politica. “Certe scelte si fanno d’accordo coi familiari – racconta – e mio marito e mio figlio sono la mia forza. Se la sera mi vedono rientrare col volto preoccupato lo sanno benissimo cosa vuol dire: che quel giorno non sono riuscita a trovare una soluzione ai problemi della città. Ma immagini – e qui si emoziona – se un figlio, un marito, possono esser contenti nel leggere gli insulti che la madre, la moglie, subisce su Facebook. Il fatto è che io ho scelto di essere insultata. Loro no”.
Rosalba Ubaldi, primo cittadino uscente, è nata a Potenza Picena 63 anni fa. A sfidarla, alle Comunali del 25 maggio, sono in due, Sabrina Montali e Giammario Poeta. Mille i temi sul tavolo: su tutti la Bandiera Blu che non sta arrivando, dopo un decennio che sventolava in città, ma Ubaldi ha parlato di dati che sono migliorati per tutti i criteri di assegnazione, tranne che per le acque di balneazione, dove la città è penalizzata dal dato del 2009, eccellente, che è uscito dal conteggio.
Poi c’è la polemica sul resort al Burchio, il colle di Montarice che per la Ubaldi potrebbe fare del Porto la “Cernobbio dell’Adriatico”. E ancora sinistra, centro, centrodestra, M5S, anche la destra più pura, che spediscono “battaglioni” a contrastarla, a rilanciare su terreni che disegnano un futuro diverso per la città, con priorità diverse dalle sue. Lei quella parola, “futuro”, l’ha messa nel nome della sua lista presentata oggi: Grande Futuro per Porto Recanati. Un gesto quasi agonistico, spiazzante, da parte di chi governa il paese da 15 anni: prima del quinquennio da sindaco si sono stati due mandati da assessore all’Urbanistica nella giunta Fabbracci (“Non lo voleva fare nessuno, l’hanno chiesto a me”, ci dirà tra una domanda e l’altra). A Rosalba Ubaldi proviamo a chiedere “tutto”, senza tabù. Lo stesso faremo nelle due puntate successive, con Sabrina Montali e Giammario Poeta.

Sindaco, in questi giorni, tra il Burchio e la Bandiera Blu, tiene banco l’argomento Hotel House: lei annuncia un progetto per la creazione di un nuovo complesso nell’area e successiva demolizione del palazzone…
“Sì, ma attenzione però”.

Prego.
“Il Burchio è una mia idea, l’Hotel House è una questione che sta comunque in piedi da tempo. Vorrei sapere dagli altri candidati come li affronterebbero loro i problemi di convivenza di un palazzo enorme, popolato da decine di etnie. E poi la vetustà dell’immobile, i debiti con l’Enel e altri enti. Anche stamani, per dire, ero in prefettura per il problema della corrente. Problemi condominiali oltre il normale, difficilmente risolvibili in loco”.

Parliamo allora del nuovo complesso, che nel programma di GFP sarà un’opportunità non solo per gli attuali proprietari, ma anche per chi cerca casa “in un villaggio dotato di tutti i servizi”. Quindi Porto Recanati si appresta a incamerare nuovi abitanti?
“Il fatto è che cento appartamenti dell’Hotel House sono già in mano alle banche, quindi nel riassetto successivo alla permuta potrebbero cambiare proprietario, finendo anche in mano a famiglie italiane: si avrebbe una nuova conformazione demografica, ammesso che la questione vada in porto, giacché va ancora interamente sondata e percorsa”.

Il  sindaco uscente Rosalba Ubaldi presenta i componenti la lista Grande Futuro per Porto Recanati

Il sindaco uscente Rosalba Ubaldi presenta i componenti la lista Grande Futuro per Porto Recanati

Parlando di servizi, il palazzetto dello sport rientra nell’ambito del progetto, così come le Poste, la banca, il comando dei carabinieri, l’ufficio della Polizia Municipale e altri servizi. Chi li finanzierà?
“Sta tutto incluso nel progetto proposto dalla Lega delle Cooperative. Non ci sono ambiguità. Io devo solo acconsentire che quella che oggi è una soluzione in verticale possa essere trasformata in una forma urbanistica più consona alla civile convivenza e un’autentica integrazione”.

E gli inquilini che destino avranno?
“Anche qui nessun allarmismo: chi è in affitto da una parte potrà esserlo dall’altra. In realtà tutto questo discorso appartiene alla fase precedente l’avvio del progetto, dove tutti i proprietari saranno contattati. Poi qualcuno vorrà permutare e conguagliare, acquisendo un’abitazione nel nuovo complesso. Altri magari venderanno e investiranno la somma in altri modi”.

Ma non è detto che chi sta ora in affitto all’Hotel House possa permettersi un trasferimento nel nuovo servitissimo complesso.
“Ma del resto chi sta in una casa e non riesce più a pagare l’affitto viene sfrattato, e a quel punto cerca un’altra casa. E poi non penserà mica che in un giorno solo usciranno via dall’Hotel House mille persone! Intanto tenga presente che oggi in quegli appartamenti non si pagano meno di 500 euro di affitto. Poi la questione affitti è legata alle spese che avranno i proprietari, che se lo vorranno, dopo aver venduto i vecchi locali, verseranno, a riscatto dei nuovi, rate mensili comunque piccole”.

Ma le rate saranno tenute al di sotto di una percentuale sulle entrate mensili dei riscattanti, come fu proposto anni fa dai rappresentanti della Destra (Anna Rombini su tutti propose un tetto del 20% sullo stipendio, ndr)?
“No. Quella per il riscatto degli appartamenti sarà una rata fissa, e giacché parliamo di piccole rate per conseguenza saranno affitti che si possono pagare”.

Altro capitolo: in vista dell’eventuale demolizione, le risulta ci sia amianto nella struttura dell’Hotel House?
“No, non mi risulta”.

Scorriamo il suo programma: si propone un tunnel aereo che dal parcheggio Nazario Sauro porta in centro, da realizzare in project financing. In questo caso come si finanzierà l’investitore?
“Rilevando per un tot di anni la concessione per il parcheggio. Storia simile a quella del Kursaal, che nel progetto proposto ospiterebbe una galleria commerciale al piano terra e una sala polifunzionale di sopra”.

E il parco avventura in pineta, gli spazi per giocare nei parchi?
“Quelle sono cifre che possiamo affrontare in un bilancio normale”.

E i marciapiedi nelle zone mancanti?
“Anche quelli si faranno in project financing, con un rientro garantito all’investitore dai parcheggi, mentre la manutenzione spetta a noi”.

Commercio abusivo: sono previste nuove ordinanze?
“Ne abbiamo già fatta una per vietare di salire sul pullman coi sacchi di merce, ma farne altre non servirebbe a nulla. Saranno le forze dell’ordine a coordinarsi nel modo migliore per il controllo del territorio, specie in vista dell’estate”.

Dopo l’accordo di programma sul progetto del Burchio, che tra gli impegni presi dalla Coneroblu include il famoso marciapiedi di via Montarice, di recente avete chiesto alla società la sistemazione degli argini sul fiume Potenza: come nasce il nuovo accordo?
“La società ha accettato di sistemare alcuni tratti dove l’argine è deteriorato e va rifatto, in una zona ben più a monte del Burchio, ai confini del nostro territorio. Anche qui, come per il marciapiedi, non ci sarà scomputo di denaro dagli oneri urbani: il Comune li incasserà regolarmente”.

 

Oltre 150 persone hanno gremito la palestra Diaz per la presentazione della lista Grande Futuro per Porto Recanati

Oltre 150 persone hanno gremito la palestra Diaz per la presentazione della lista Grande Futuro per Porto Recanati

Che fine farà il progetto del Burchio se viene eletto un altro sindaco?
“A mio avviso andrà in porto, perché per togliere di mezzo un progetto ci vuole un motivo. Se la Provincia approverà la lottizzazione reputo che non ci siano gli estremi per tornare indietro”.

La proporzione tra case e abitanti è virtuosa a Porto Recanati?
“Assolutamente sì, se consideriamo che siamo una città turistica che vive anche di seconde case, al di là del momento di particolare crisi che stiamo vivendo”.

Nel suo programma lei si propone un “gigantesco salto occupazionale”. Ma un sindaco deve per forza alimentare l’economia, non può limitarsi a fornire i servizi?
“Ma solo chi lavora ha reddito e spende nei negozi. In questo modo gira il denaro, crescono l’economia e il gettito Irpef, il che permette di fornire i servizi”.

E se tra due-tre anni ci ritroviamo con un problema occupazionale, la soluzione che ipotizza qual’è, torniamo a lottizzare e cementificare?
“Tra 2-3 anni dovremo ancora realizzare quello che abbiamo previsto, quindi sarà ancora al lavoro chi è impiegato in queste opere. Il lavoro si crea mettendo le condizioni, il che non significa per forza costruire ancora: vanno fatte le cose che producono occupazione, dal negozio al piccolo balneare all’hotel. Ma quando si parla di lottizzazzioni bisogna fare attenzione”.

In che senso?
“Parliamo del Borgo Marinaro: un piano di recupero di un capannone di mille metri cubi (il vecchio cementificio Scarfiotti, ndr) che è andato in case. Lo stesso alla Zeus, dove sono andati in case i metri cubi della fabbrica Montecatini. Io non ho dato un metro cubo in più in queste due lottizzazioni”.

Ma nei 15 anni dacché è in giunta abbiamo avuto le lottizzazioni Pierantoni, Bartoloni, la Peep 3, le Torri di avvistamento, e adesso arriva il Burchio.
“Io ho costruito molto, ma molto meno di chi è venuto prima di me e Fabbracci. Pensiamo dall’Hotel House, 132 mila metri cubi, mica uno scherzo, all’amministrazione Giampaoli, con le lottizzazioni Mengoni e Fiumarella. E in ogni caso non mi sento di criticare nessuno. Non conta costruire o meno, ma come e che cosa fai per far crescere la città. E con me la città, nel suo reddito medio, è cresciuta. Io voglio mantenere il livello raggiunto e dare lavoro a chi non ne ha”.


La sindaco uscente Rosalba Ubaldi presenta i componenti la lista Grande Futuro per Porto Recanati_2Cambiamo argomento: che ne pensa della Destra che si avvicina alla Montali?

“Lo spiegheranno ai loro elettori. Io faccio la mia strada”.

Fiaschetti, Rovazzani, Agostinacchio: nel suo cammino ha perso parecchi compagni di percorso. Ma è così difficile andare d’accordo con Rosalba Ubaldi?
“Fiaschetti se n’è andato quando nel 2011 il centrosinistra appoggiò Pettinari alle Provinciali. Solo che oggi lui, che viene dal centrodestra, si presenta con Sel in NPP, mentre non vedo come io non avrei potuto appoggiare, a quelle elezioni, il segretario regionale del mio partito, l’Udc: furono gli altri a venire con noi, non viceversa (in provincia Udc governa con Pd, Api, Idv, Socialisti, Verdi e Civica per Macerata, ndr).

E gli altri due?
“Con Rovazzani ammetto che ci sono delle state incomprensioni, mentre Agostinacchio ci ha lasciati per ragioni che non dipendono dal sindaco. Ma non è difficile andare d’accordo con me: io sono una persona che collabora. Poi certo, a me spetta guidare la Giunta, il che comporta un tot di decisionismo, se non altro perché dell’amministrazione è responsabile il sindaco in persona”.

Quanto tempo dedica alla politica?
“Una media di 10 ore al giorno, senza distinguere tra feriali e festivi”.

Come mai ha deciso di fare politica, nella sua vita?
“Non ho deciso di fare politica. Nel 1968 ho scelto di fare l’assistente sociale, perché mi piace dare alle persone gli strumenti per risolvere i loro problemi, creando regole uguali per tutti, senza guardare in faccia a nessuno, amici e no. E lo stesso impegno metto in questa esperienza. La città in questi 15 anni è migliorata, e questo lo possono valutare tutti coloro che non hanno preconcetti”.

Che bambina era Rosalba Ubaldi?
“Minuta, curiosa, mi esaltavo di fronte ai problemi. Anche da grande, senza risparmiarmi, ho accompagnato nel loro cammino i miei genitori (mio papà è morto a 97 anni). E nell’esperienza amministrativa cerco di trovare il tempo per tutto, togliendolo, ahimè, alla mia famiglia”.

Tra poco sarà estate. La scorsa stagione parecchi esercizi si sono lamentati perché i vigili, sul lungomare, fanno chiudere la musica poco dopo la mezzanotte. Cambierà qualcosa quest’anno?
“Potremmo studiare delle soluzioni. Basterebbe tenere un volume adeguato, o predisporre, laddove possibile, delle casse che consentono di propagare il suono solo ai clienti, salvando la quiete dei villeggianti. Ma quando si vedono gestori che rialzano il volume appena i vigili se ne vanno mi viene in mente un’altra cosa…”.

E cioè?
“Che questo paese sta diventando intollerante. Faccio un esempio: è mai possibile mettere su Facebook foto di giardini con l’erba alta, o di siringhe gettate in terra? Me la trova una città in Italia che non ha una via, una piazza con questi problemi? Chi lo fa forse crede di danneggiare me, ma dovrebbe domandarsi: Facebook è un sito internet, questa foto la possono vedere i miei amici in ogni angolo del mondo, magari non sto danneggiando il mio paese? O vogliamo credere che con la Montali sindaco non ci sarà mai più l’erba alta in qualche angolo di Porto Recanati? O che con Fiaschetti in giunta i topi smetteranno di camminare? Chi fa certi gesti dimostra di non amare una città che vive di turismo. Io invece spendo l’ultimo attimo della mia giornata a pensare come fare più bella la mia città. Sarebbe il mio sogno vivere 15 giorni da Mary Poppins, risolvendo tutto con la bacchetta magica. Un attrezzo che però non ha in mano nessuno”.

Tornando al discorso-musica, in piazza Brancondi si festeggia un altro clima, allegro e positivo, fino a notte fonda. Privilegio o diversità connessa al luogo?
“Senta, io giro la città in auto quasi ogni sera, d’estate e d’inverno. E gioisco quando vedo centinaia di giovani in piazza alle 2 del mattino. E se intanto vedo auto parcheggiate dove non si deve mi giro dall’altra parte: del resto chi potrei chiamare a quell’ora? Forse altri vorrebbero vedere un paese triste. Io voglio vedere un paese felice e pieno di speranza”.

Concludendo: perché votare Grande Futuro per Porto Recanati?
“Perché penso di avere sempre soddisfatto le aspettative di sviluppo della città, sia come quantità che come qualità, anche in un momento difficile come quello che viviamo”.

 

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