Capponi: “Rinnoveremo Treia
ispirandoci a Papa Francesco”

ELEZIONI COMUNALI - Presentati questa mattina i candidati e il programma della lista dell'ex presidente della Provincia che guarda all'Europa e ai suoi fondi. Sui progetti: "Primo obiettivo risistemare le mura". Sulla squadra: "Facce pulite e tanti giovani ai quali offro la mia esperienza"
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Franco Capponi durante la presentazione di Treia 2020

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Un momento della presentazione

di Alessandra Pierini

Franco Capponi è molto a suo agio nei panni di candidato sindaco della lista “Treia 2020”. O almeno così è apparso questa mattina durante la presentazione della lista nella sala dell’hotel Grimaldi di Treia che l’ha vista nascere nel corso di 8 incontri pubblici. Sarà che mancano più di 20 giorni alle elezioni o che a Treia Capponi è tra la sua gente (tra il pubblico anche l’ex sindaco Luigi Santalucia),  fatto sta che non accusa la tensione come in altre competizioni elettorali che l’hanno visto protagonista, ad esempio quella per la provincia di Macerata che lo vide affrontare il concittadino Antonio Pettinari.
TREIA, L’EUROPA E IL PAPA – Per Treia, Capponi guarda a due istituzioni internazionali, l’Unione Europea e la Chiesa. «La lista si chiama Treia 2020 – spiega  – perchè i comuni non hanno più grandi disponibilità economiche ma ci sono ancora le risorse che offre l’Europa, ancora tutte da sfruttare». Ha iniziato così per concludere un’ora e mezza dopo: «Se c’è una rivoluzione in atto a cui possiamo aderire come impegno è sicuramente la rivoluzione di papa Francesco. E’ stato il solo capace di portare un cambiamento forte e inesorabile a decenni e decenni di immobilismo. Per rinnovare, noi dobbiamo innanzitutto guardare a noi stessi. Io ho accettato questa esperienza perchè mi sono sentito un uomo nuovo grazie all’apertura dei candidati. La mia candidatura non è la riproposizione di qualcosa di vecchio». E’ a questo punto che il microfono ha iniziato a gracchiare per non riprendersi più. «E’ che questa è la prova generale della presentazione del programma – ha precisato Capponi – e siamo andati un o’ lunghi. E’ stato troppo per il microfono».

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Capponi durante la presentazione del programma

IL PROGRAMMA DI TREIA 2020 – Un programma, quello presentato da Capponi che naturalmente si basa sulle indicazioni stabilite dall’Europa avendo come punti cardine la Formazione, Lavoro e Politiche giovanili, Green economy, Cultura, Ricerca e sviluppo, Made in Italy, Energia, Inclusione sociale, Sussidiarietà e Solidarietà.
Nel dettaglio il primo pensiero di Capponi va alle mura crollate (leggi l’articolo): «Se riusciremo a rientrare nel Patto di Stabilità le sistemeremo subito, se no posizioneremo un pannello provvisorio e vedremo anche di coinvolgere i privati». C’è poi il discorso del rilancio del centro storico e delle attività rurali e agricole: «Proporremo la riqualificazione delle costruzioni che si trovano in centro. Un progetto che ci sta molto a cuore è quello dell’Archiweb che consiste nella creazione di un portale per la vendita e la ristrutturazione dei nostri 400 fabbricati rurali e non solo sul mercato internazionale. Non venderemo immobili ma anche il paesaggio e il contesto».
Si parla poi di progetti per la longevità attiva, della creazione di agri-asilo e agri-nido in linea con le proposte della Regione, della valorizzazione dell’area di San Lorenzo con un bike park, di interventi a costo zero sulle rotatorie che dovrebbero diventare simboli della città e del restauro di pievi, edicole, fontane chiedendo agli imprenditori di farsene tutori.

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Alcuni dei candidati della lista Treia 2020

Franco Capponi non trascura il discorso delle tasse: «L’obiettivo – precisa – è quello di alzare l’Imu al massimo per chi ha immobili che non usa e ridurle al minimo per chi ha dipendenti». Poi il candidato passa in rassegna una serie di luoghi e strutture di proprietà comunale e non da risistemare e valorizzare, tra questi l’ex Ipsia, l’ex convento delle Visitandine, il giardino di San Michele, l’ex hotel Meriggi, Villa Spada e la fornace Bartoloni. Grandi progetti anche per la Disfida del Bracciale: «Vogliamo creare un’associazione che ci permetta di portare il gioco della palla al bracciale anche fuori da Treia».
“LA CRISI DI TREIA, EPISODIO DI MALAPOLITICA” –  Non manca il riferimento alla crisi di Treia: «C’è stato un piccolo trauma a livello amministrativo – dice Capponi – una crisi breve, strumentale e irresponsabile che graverà su Treia, con una forte penalizzazione. E’ stato uno dei peggiori episodi di malapolitica».

 I CANDIDATI CONSIGLIERI – Per la prima volta oggi sono stati presentati ufficialmente i 12 candidati in lista con Franco Capponi. «Sono tutte facce pulite – ha detto il candidato sindaco – piccola nota deontologica. I candidati si sono dimessi dagli incarichi che avevano, io compreso. Ad aprile ho lasciato la presidenza dell’Ente Disfida del Bracciale».
capponi_treia_comunali_2014-2-650x487Gli aspiranti consiglieri sono Fernando Palmieri, dipendente di un’azienda di servizi («Capponi è ancora un valore aggiunto per Treia»), Paolo Prenna, dipendente della Lube, Renato Tartarelli, dipendente in cassa integrazione, Luana Moretti, avvocato («Sono stata assessore per 5 anni e non ho mai avuto una tessera di partito, credo che Capponi sia l’unica persona giusta e capace di guidare Treia»), Alessia Savi, psicologa, Jonathan Sileoni, architetto («Anche noi abbiamo un futuro nel cuore , ma soprattutto nelle teste»), David Buschittari, avvocato («Non ci piacciono le scelte di tipo velleitario e personalistico. I nostri avversari propongono una lista che ha come candidato Andrea Mozzoni, consigliere mio vicino di banco che per 5 anni non ha presentato interrogazioni, emendamenti, mozioni, né altro. Ora passa ad essere da scudo dei suoi capi a leader dell’armata Brancaleone»), Chiara Appignanesi, dipendente di Poste Italiane, Edy Castellani, laureata Accademia di Belle Arti («Sono per una politica del fare»), Mauro Pranzetti, dipendente tecnico comunale, Adriano Spoletini, dirigente della cooperativa La Talea («Questo è il gruppo della maturità con 42 anni di media. Non pretendiamo di risolvere tutto ma ci impegneremo»).

 



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