I guai della sinistra sono un assist al Movimento 5 Stelle

PORTO RECANATI VERSO LE ELEZIONI - Il Pd perde i pezzi: si sono dimessi Eleonora Tiseni, Diego Tonon e Maria Teresa Cabiati, insoddisfatti del metodo per scegliere Sabrina Montali come candidata sindaco. Il centrodestra verso una coalizione allargata con Paoletti, Rombini e Regnicolo. Sorridono i grillini che ieri hanno ospitato il giornalista del Fatto Stefano Santachiara per presentare il libro "I panni sporchi"
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Giammario Poeta, M5S

Giammario Poeta, M5S

di Alessandro Trevisani

Dalla tangente Enel intascata da Primo Greganti per il Pci, alle numerose amicizie di Ugo Sposetti, senatore del Pd e tesoriere dei Ds fino al 2007, condannato nel 1991 per un affare di piscine mai completate, quando amministrava la provincia di Viterbo. Dai banchieri che ruotano intorno a Massimo D’Alema alle “svendite” del patrimonio pubblico promosse dal fondatore dell’Ulivo Romano Prodi, fino allo scandalo Montepaschi. Sono alcune delle questioni toccate da Stefano Santachiara, giornalista de Il Fatto Quotidiano, che all’Auditorium delle Scuole Medie di Porto Recanati ha presentato, su invito del locale Movimento 5 Stelle, il libro I panni sporchi della sinistra, scritto con Ferruccio Pinotti del Corriere della Sera. Rispondendo alle domande di Massimo Montali e Umberto Santucci Santachiara si è diffuso sulle vicende di malaffare raccontate nel libro, che

Da sinistra: Umberto Santucci, Stefano Santachiara e Massimo Montali

Da sinistra: Umberto Santucci, Stefano Santachiara e Massimo Montali

hanno contribuito ad allontanare lui, come molti altri, da quell’area politica, e che ai suoi occhi rappresentano una “involuzione antropologica”. C’è stato quindi modo di parlare del “gattopardesco” Matteo Renzi, che dall’inchiesta dei due giornalisti risulta vicinissimo a Michael Ledeen, ultraconservatore al lavoro per i servizi segreti americani fin dai tempi del caso Moro. E ovviamente di Giorgio Napolitano, idolo polemico dei grillini e di Marco Travaglio, che, come ricorda Santachiara, fu definito dal ras repubblicano Henry Kissinger “il mio comunista preferito”.

 In mezzo alla cinquantina di presenti si scorgevano parecchi volti noti del M5S portorecanatese, primo partito in città alle Politiche del 2013, col 32,8%. Ed è partendo da quei 2040 voti che la costituenda lista “grillina” tenterà – salvo difficoltà o ripensamenti dell’ultim’ora – la conquista di Palazzo Volpini alle Comunali del prossimo 25 maggio. L’architetto Giammario Poeta ha annunciato così un incontro con la cittadinanza e con un archeologo, previsto per domenica 23 all’hotel Mondial: “Vogliamo

Antonella Cicconi

Antonella Cicconi

condividere le nostre scelte coi portorecanatesi, e li invitiamo a intervenire sul tema della Città, per capire con loro quale modello di convivenza vogliamo per il nostro futuro”. Secondo i bene informati dall’incontro emergeranno importanti novità a proposito della lottizzazione del Burchio, col progetto del resort 5 stelle che piace alla giunta Ubaldi. M5S sottolinea che il suo sforzo elettorale “è orientato a presentare persone scelte in base alle loro competenze, piuttosto che a radunare pacchetti di voti intorno a una figura spendibile come sindaco sul ‘mercato’ politico”. C’è quindi curiosità per i candidati, oltre che per un programma che si annuncia antitetico alla gestione di Rosalba Ubaldi.
E proprio il M5S, che in città ha solide radici a sinistra (ma non solo), potrebbe approfittare del travaglio del Pd, che al direttivo di venerdì sera ha perso altri tre “pezzi”: si sono dimessi Eleonora Tiseni, Diego Tonon e Maria Teresa Cabiati, insoddisfatti del metodo “verticistico” adottato dalla segreteria per scegliere Sabrina Montali, la candidata sindaco annunciata in via ufficiale dalla coalizione formata da Pd, Sel, Paese Vero e Alternativa Civica. La segretaria del Pd locale Antonella Cicconi parla di “motivi personali” per le dimissioni dei 3 membri di un direttivo dove però già in due (Giovanni Brandoni e Pierluigi Maggini) si erano dimessi in precedenza, per un totale di 5 su 16 membri: probabile, ma non scontato, che alcuni o tutti seguano Lorenzo Riccetti (Uniti per Porto Recanati) nella sua

Alessandro Rovazzani

Alessandro Rovazzani

nuova, quasi certa avventura politica, mentre restano da capire le prossime mosse di Porto Recanati a cuore. La neonata coalizione è disposta “a valutare eventuali rientri da parte di Porto Recanati a Cuore e UPP”, e proprio su queste basi Alessandro Rovazzani è sconcertato per l’affondo di Sabrina Montali, che ha risposto ad alcune valutazioni del Pac, raccolte dal nostro giornale. “Non ho mai aderito ad alcun partito”, puntualizza l’avvocatessa riguardo alla sua precedente candidatura (in provincia con una civica che appoggiava il candidato Pdl).
Ma forse l’avvocato fraintende un passaggio in cui Pac alludeva al rapporto di scarsa fiducia col Pd, che fino all’ultimo ha celato il nome della candidata al gruppo di Rovazzani, peraltro informato, su questo punto, da altre forze politiche. “Noi non abbiamo nulla contro la Montali”, spiega Rovazzani, “ma non abbiamo condiviso il modus operandi della segreteria del Pd. E le primissime dichiarazioni della candidata ci fanno capire che abbiamo scelto la strada giusta. Magari stavolta ce ne restiamo per conto nostro, perché non avvertiamo alcun bisogno di doverci per forza alleare con qualcuno”. Nulla di meno scontato, a questo punto, di un corteggiamento da parte dell’UpP e chissà, anche da destra, per il Pac. Dal centrodestra non giungono novità, ma qualcosa bolle in pentola: in città si vocifera di una larga coalizione promossa da Roberto Attaccalite (Forza Italia), che potrebbe coinvolgere figure schiettamente di destra come Tonino Paoletti e

Giacomo Regnicolo

Giacomo Regnicolo

Anna Rombini, ma includerebbe anche Giacomo Regnicolo, per contrapporsi, a destra, alla coalizione già cementata intorno alla figura del sindaco uscente. In teoria il 25 maggio potremmo assistere a una gara a 5, con due liste a destra, due a sinistra e M5S a far da guastatore tra le linee. In un quadro così, stante la regola “il primo vince tutto”, potrebbe nascere una giunta col 20-25% dei voti. Possibile che nessuno abbia la tentazione di creare alleanze più vaste? In ogni caso lo capiremo presto.



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