«Parcaroli tenuto in piedi con lo scotch
dai poteri e dalle truppe cammellate
Una finzione politica durata sei anni»
MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Romano Carancini incita Tittarelli e punta il dito sul sindaco uscente: «Sposta il confronto politico su un assurdo diritto di esclusiva del voto cattolico dopo che il suo avversario ha legittimamente coinvolto Romano Mari. Strumentalizza la fede ricalcando il basso livello del suo leader Salvini. Un avanspettacolo vittimistico e un'isteria politica allucinata e diffusa della destra cittadina, dietro alla quale si maschera l'arroganza di un candidato sindaco che minaccia tutti di lasciare»

Romano Carancini al cinema Italia la sera del confronto tra i candidati sindaco organizzata da CM e Next Gen
«I voti di differenza del primo turno? Non esistono più, si riparte da zero, queste sono le regole, nonostante Parcaroli tenti di negarlo. Persona contro persona, programma contro programma, linguaggio contro linguaggio, empatia contro empatia, onestà intellettuale contro onestà intellettuale, storia contro storia. Ecco perché Gianluca Tittarelli deve crederci». Parcaroli, al confronto tra i candidati al cinema Italia organizzato da Cronache, aveva detto che lo avrebbe votato se si fosse candidato. E invece Romano Carancini non ricambia la cortesia e lo attacca pesantemente con un post sui social.

L’accordo tra Romano Mari e Gianluca Tittarelli
«Tittarelli deve crederci e continuare il suo cammino così come ha fatto finora, in modo autentico e popolare, senza alzare la voce, proponendo le sue idee, fedele alla sua identità, continuando ad ascoltare e dialogare, occupandosi dei problemi delle persone spesso generati dallo sciagurato quinquennio del sindaco uscente Parcaroli dal quale si fa fatica, come cittadini, anche ad essere rappresentati istituzionalmente – tuona l’ex sindaco e consigliere regionale Pd – il tema fondamentale della credibilità si intreccia con l’inspiegabile attacco di Parcaroli contro Tittarelli dopo che quest’ultimo ha legittimamente coinvolto nel suo viaggio politico Romano Mari. Un’isteria politica allucinata e diffusa della destra cittadina, dietro alla quale si maschera l’arroganza di un candidato sindaco che minaccia tutti di lasciare (leggi l’articolo). Parcaroli si scaglia contro Tittarelli perché a dargli una mano arriva Romano Mari, una figura storica del centrosinistra, cattolico impegnato in politica da decenni. Mai vista nella storia di Macerata una cosa del genere».

Secondo Carancini, si tratta del culmine di un percorso politico, quello di Parcaroli, fatto di “arroganza e presunzione”. «Aveva dichiarato che avrebbe vinto al primo turno e questo, invece, non è avvenuto – rimarca l’esponente dem – Del resto, gli è capitato spesso in questi anni di smentirsi da solo, come per le “prime pietre” del nuovo ospedale: promesse vuote con cui ha tradito e ingannato i maceratesi i quali, solo per questo, dovrebbero mandarlo a casa. Inaffidabile, inadeguato e non credibile, tenuto in piedi con lo scotch dei presidi di potere della sua maggioranza e sostenuto da truppe cammellate di assoldati. Di fatto una finzione politica durata 6 anni che i tanti maceratesi che gli avevano dato fiducia hanno smascherato».
Fede e politica, un intreccio che ricorre nei secoli e che è tornato prepotentemente di attualità proprio con la questione dell’accordo Tittarelli-Mari. «E’ credibile un candidato sindaco che per attaccare il suo avversario sposta il confronto politico sul diritto di esclusiva del voto cattolico, come se non sapesse che questa espressione valoriale vive in entrambi gli schieramenti? – aggiunge Carancini – è credibile un candidato sindaco che in questa fase elettorale rifiuta, come già accaduto in passato, ogni forma di confronto pubblico mancando di rispetto alla città che vorrebbe risparmiarsi visi cartonati e vorrebbe, invece, ascoltare e capire? Magari ricevendo risposte formulate con parole sue. È credibile un candidato sindaco che strumentalizza la fede a fini elettorali, ricalcando il basso livello del suo leader nazionale di partito Matteo Salvini che da anni rivendica il monopolio dei valori cattolici e, da fariseo, li usa come arma di legittimazione politica, salvo poi praticare valori opposti al rispetto, all’umanità, all’accoglienza, alla pace?».
La partecipazione è la vera chiave, per Carancini. «Tornare ad esercitare il diritto più importante per il bene della città dipende dalla credibilità della persona, dalla chiarezza della proposta, dalla distanza di Gianluca Tittarelli dall’avanspettacolo vittimistico di Sandro Parcaroli, dal profilo di un candidato sindaco che non promette aria e, proprio per questo, non tradirà gli impegni assunti – finisce l’ex sindaco – ritroviamoci con fiducia insieme a Gianluca, lavoriamo al suo fianco per dire alle persone diffidenti e rassegnate, un maceratese su due, che c’è ancora possibilità di cambiamento e di speranza, tornando all’impegno civico, senza bandiere strette di partito, ma solo per la dignità della nostra città. Sulla credibilità e sulla partecipazione oggi Macerata gioca una nuova partita. Ecco perché Gianluca Tittarelli».
Le cosiddette facce di bronzo io sono convinto che questo intervento i Maceratesi al ballottaggio lo sapranno valutare bene…….
Che Flotilla!
Il bacio della morte.
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