Cosmari, Sparvoli si è dimesso
“Abbattuto dal fuoco amico”
Ciurlanti verso la presidenza

I comuni governati dal Partito Democratico scaricano il presidente uscente e lanciano il nome del maceratese. A pesare sulla riconferma, il desiderio di Macerata di rivendicare la candidatura e le recenti critiche di Giulio Silenzi. L'addio in una lettera carica di amarezza: "Abbattuto da chi gestisce il potere da quarant'anni." Ora il centrodestra esprimerà la propria valutazione. Il nuovo Cda dovrebbe vedere la luce il 27
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Daniele Sparvoli

Daniele Sparvoli si è dimesso questa mattina

di Marco Ricci

Il presidente del Cosmari, Daniele Sparvoli, si è dimesso. La decisione, presa questa mattina, segue di poche ore la decisione assunta a notte fonda dai sindaci del Partito Democratico i quali, dopo una lunga riunione, hanno individuato in Graziano Ciurlanti – ex presidente di Apm e attuale presidente di Macerata Cultura – il candidato per la prossima presidenza del consorzio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, scaricando di fatto Sparvoli per cui, fino a pochi giorni fa, non sembravano esserci apparenti problemi per una riconferma. Negli ultimi tre anni Sparvoli aveva infatti incassato diversi importanti risultati, dall’apertura della discarica di Cingoli, al contenimento dei cattivi odori prodotti dall’impianto di trattamento dei rifiuti organici, all’acquisizione di Smea, all’ottenimento da parte della Provincia di Macerata della gestione in-house, cioè pubblica, del servizio per i prossimi quindici anni, fino al compimento di tutti gli impegni necessari all’imminente trasformazione societaria.  Passaggi spesso accompagnati da frizioni ma che alla fine avevano visto l’assemblea dei sindaci ratificare quasi sempre all’unanimità le proposte portate al voto dal presidente. Risultati importanti, quelli ottenuti da Sparvoli, ma che non sono stati sufficienti a superare i giochi della politica consumati, in buona parte, nello schieramento dei sindaci del Partito Democratico.

Se negli ultimi tre anni la gestione del Cosmari ha dovuto affrontare anche momenti difficili – non si può non ricordare ad esempio la riaccensione dell’inceneritore e il successivo spegnimento definitivo a causa delle emissioni di diossina nel 2013 o i problemi autorizzativi legati agli ultimi due impianti costruiti – resta difficile imputare a Sparvoli – stretto tra l’altrui gestione tecnica degli impianti e le volontà dei sindaci – l’insorgere di tali problematiche. A sfavore di Sparvoli ha però in parte pesato, oltre ai rapporti non sempre facili con alcuni amministratori, l’iniziale indicazione – poi modificata su pressione dei Comuni di Tolentino e di Civitanova –  di non abbassare per il 2015 le tariffe quanto di abbattere l’indebitamento del Consorzio, uno dei punti più critici degli attuali bilanci e su cui, in alcuni casi, si sono levate delle perplessità sulla gestione di questi ultimi anni.

La discarica di Cingoli

La discarica di Cingoli

Forse più che le analisi del lavoro svolto hanno influito sulla scelta dei sindaci del Pd gli equilibri e le logiche territoriali tipiche della politica le quali, molto spesso, poco hanno a che fare con quelle legittime considerazioni sulla competenza o meno di chi riveste ruoli pubblici. Basti, pensare, a questo proposito, alle iniziali resistenze da parte dei sindaci verso l’introduzione nel nuovo statuto del requisito di provata competenza richiesto da qui in poi agli amministratori. Dai sindaci, forse, ci si poteva attendere un’analisi a tutto tondo delle necessità e della gestione di una società che, in Provincia di Macerata, è diventato uno dei soggetti economicamente più rilevanti.

Se da una parte hanno pesato le intenzioni di Macerata nel voler esprimere il presidente del consorzio, dall’altra non sono stati da meno i non facili rapporti tra Sparvoli e il vice sindaco di Civitanova, Giulio Silenzi, insieme alla volontà di cambiamento espressa dal sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo, una volontà legittima in parte recepita anche dal centrodestra ma che mal si concilia con la conferma, nell’estate del 2013, del direttore tecnico del Cosmari, Giuseppe Giampaoli, per ulteriori cinque anni. Una scelta oggi di voltare pagina che stona anche con le diverse proposte che vennero messe sul piatto solo lo scorso anno quando, in riferimento alla trattativa Smea-Cosmari, i punti fermi delle parti sembravano essere i ruoli di Giuseppe Giampaoli e dell’ex direttore di Smea, Stefano Monachesi, non esattamente due nuovi della gestione dei rifiuti.

La riconferma di Sparvoli, il cui nome era appoggiato anche dai sindacati, non avrebbe probabilmente trovato troppi ostacoli tra i sindaci di centrodestra i quali – anche nelle parole a noi rilasciate ieri dal primo cittadino di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi – hanno sempre riconosciuto al presidente dimissionario un ruolo super-partes, nonostante momenti anche di contrasto. Sparvoli, le cui dimissioni sembrano un atto di orgoglio, resterà in ogni caso l’unico presidente ad aver svolto la sua carica a titolo gratuito.

Il camino del Cosmari

Il camino del Cosmari

Più che rabbia, le parole che Daniele Sparvoli ha messo nero su bianco nella sua lettera di dimissioni esprimono infatti amarezza e in parte incredulità. “Alcuni sindaci mi hanno chiesto di accettare di proseguire per un secondo triennio alla luce degli obiettivi raggiunti – ha scritto l’ex presidente – ma la personale soddisfazione è annullata dal fatto che taluni, di peso societario non trascurabile ed afferenti alla mia medesima componente politica, hanno però ritenuto che la mia presidenza dovesse concludersi alla prossima Assemblea.” Dunque le motivazioni che hanno portato alle dimissioni. “Sarebbe troppo imbarazzante presiedere una assise assembleare che corre il rischio di essere densa di ipocrisie nei miei confronti e nel corso della quale dovrei assistere al personale abbattimento generato dal cosiddetto fuoco amico o da chi gestisce il potere locale da un quarantennio.” Difficile, a questo proposito, non leggere un riferimento proprio a Silenzi. Quindi, da parte di Sparvoli, sono venuti i ringraziamenti alle maestranze del Cosmari, ai consiglieri di amministrazione, a coloro che” hanno ricambiato il mio affetto nei loro confronti e che mi hanno sostenuto ed aiutato nel corso di questi anni.” Da noi interpellato, l’ex presidente ha espresso comunque la propria soddisfazione per i risultati raggiunti. “Mi sono trovato a guidare una nave in mezzo alla tempesta, a fatica l’ho condotta in porto con l’aiuto di un valido equipaggio e l’ho saldamente ancorata alla banchina – ha detto – Ho fatto il mio dovere, sono soddisfatto, ora scelgo di scendere ed andarmene da solo senza attendere ordini dall’armatore.”

Venendo all’ormai più che probabile nuovo presidente, il nome di Ciurlanti – proposto dal sindaco di Macerata – è stato posto all’attenzione del centrodestra.Nessuna delle due parti vorrebbe comunque creare tensioni o divisioni tra i comuni soci, mirando invece a un’amministrazione del Cosmari che anche per il futuro sia il più possibile coesa. I due schieramenti avrebbero inoltre concordato di non indicare amministratori comunali nel prossimo Cda e di non proporre nomi in qualche modo provocatori. Oltre a Graziano Ciurlanti il centrosinistra dovrà indicare un altro consigliere di amministrazione, si immagina una donna. Ai sindaci di centrodestra, invece, spettano i rimanenti tre nomi sui cinque membri del nuovo Cda. Tra questi, uno sarà molto probabilmente espressione di Tolentino e l’altro di Cingoli, i Comuni dove si insediano rispettivamente gli impianti di trattamento e la discarica. Il 27 di questo mese, a meno di inconvenienti, si arriverà alla ratifica definitiva dei nuovi incarichi, con un’unica lista che, per risultare vincente, dovrà avere a favore i tre quarti dell’assemblea. A partecipare al voto i sindaci di tutti i comuni soci.

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