Macerata e Pollenza, guerra al Cosmari
“L’inceneritore è un attentato alla salute”

I sindaci Carancini e Monti durissimi contro il Cda e il management del Consorzio: "Lascino il campo a chi può garantire più competenza ed affidabilità. Il camino non brucerà più." Interviene anche la Provincia: "Sospesa la linea di incenerimento".
AGGIORNAMENTO - La replica di Giampaoli: "Dichiarazioni di una gravità inaudita, non accettiamo lezioni da un Comune non in linea con i parametri minimi di raccolta differenziata stabiliti dalla legge"
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Il Cosmari in “notturna”

 

di Marco Ricci

Dopo la notizia di ieri (leggi l’articolo) del superamento nelle emissione di diossina dei limiti di legge da parte del Cosmari, la Provincia di Macerata ha sospeso oggi, con un apposito atto, la linea di incenerimento del consorzio. Il provvedimento è stato emanato dopo la riunione dell’8 agosto a cui hanno partecipato i tecnici della Provincia, dell’Asur e dell’Arpam. “In tale riunione” – si legge in una nota della Provincia – “sono stati esaminati i dati comunicati il giorno prima dall’Arpam, a seguito dei rigorosi controlli eseguiti per effetto di quanto espressamente chiesto dall’Amministrazione provinciale, che aveva voluto un campionamento mensile delle emissioni in luogo dei tre controlli annui precedenti. L’impianto, comunque fermo dal 26 luglio, non potrà dunque essere riacceso senza un espresso atto della Provincia.” Anche il Presidente Pettinari, “alla luce delle problematiche emerse e delle relative criticità”,  ha dichiarato che  “non ci sono attualmente le necessarie garanzie per il funzionamento dell’impianto. In mancanza delle stesse la Provincia non adotterà alcun provvedimento che consenta al Cosmari il riavvio dell’incenerimento dei rifiuti”.

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Mauro Romoli, Luigi Monti e Romano Carancini

L’ATTACCO DEI SINDACI – “Ancora una volta l’inceneritore del Cosmari attenta alla salute dei cittadini. Una totale inaffidabilità tecnica. Il termovalorizzatore va definitivamente spento. Questa è la nostra battaglia.”  Queste invece le parole di oggi del sindaco di Macerata, Romano Carancini. Che non avrà forse immaginato quella “fabbrica degli orrori” su cui aveva ironizzato in passato il Presidente del consorzio, ma che da dovuto prendere atto che il 12 luglio il Cosmari ha superato di sette volte la soglia di legge. Questo nonostante la “scelta onerosa” – come ebbe sempre a dire l’anno passato Sparvoli – di investire 300.000 euro per l’acquisto di nuovi filtri. Un termovalorizzatore che dall’improvvisa riaccensione  di fine aprile 2013 ha subito, per stessa ammissione del consorzio, altri tre stop a causa della “persistente inaffidabilità tecnico/funzionale della linea.” Fino all’ultimo blocco di fine luglio, preceduto appunto pochi giorni prima dal rilascio di diossine e furani. E se ieri avevamo immaginato dalla voce al telefono come il sindaco Carancini stesse per tuonare “fulmini e tempesta”, pur con un tono misurato, oggi non ha smentito la facile previsione. Accanto a lui, in una conferenza stampa indetta nella sala consiliare di Macerata, il sindaco di Pollenza Luigi Monti, l’assessore maceratese all’Ambiente Enzo Valentini e il consigliere pollentino Mauro Romoli. Presenti ad ascoltarne le parole, alcuni giovani rappresentanti dell’Associazione Nuova Salvambiente, tra cui Luca Menghi.


cosmari-macerata-4“Quello che è avvenuto ancora una volta è gravissimo”, è stato l’esordio del sindaco di Macerata, “ma nonostante tutto non possiamo che ringraziare l’Arpam per la qualità dei controlli effettuati.
Un soggetto serio e affidabile. Il Cosmari – ha proseguito – giustifica l’alto tasso di diossine con  i fermi e le ripartenze dell’impianto, spiegazione che non convince se subito dopo la riaccensione le emissioni erano normali.” Un attacco a tutto campo quello dei sindaci di Macerata e Pollenza. Le cui maggiori preoccupazioni sono state rivolte sì alla salute dei cittadini ma i cui strali hanno preso di mira in più di un’occasione la governance del Cosmari. “Per l’ennesima volta”, ha affermato Carancini, “ci avevano garantito che tutto sarebbe andato a posto. Allora ci chiediamo se il Cda e il Direttore Tecnico del consorzio non si pongano il dubbio di dover lasciare il campo. Ho seri dubbi sulla capacità di questa governance di garantire la salute dei cittadini. Qui c’è una completa inaffidabilità tecnica.” Un concetto ripreso anche dal Sindaco Monti il quale ha addossato al Cda del consorzio ogni scelta effettuata a seguito del precedente rilascio di diossine. “Noi non volevamo una decisione presa dal solo Cda. Ma una commissione tecnica che indicasse le scelte da deliberare. A noi interessa la salute dei cittadini. Il camino non si riaccenderà più. Il livello di pericolosità dell’impianto si è innalzato. Posso tentare di tenere a bada i cittadini sui cattivi odori – ha proseguito il sindaco Monti – ma sulla diossina non si scherza! E non si pensi che sia solo un problema dei comuni limitrofi all’impianto. Perché la diossina si deposita anche sulla matrice alimentare, sui prodotti della nostra terra e la questione riguarda tutto il territorio e la salute della nostra gente”.


cosmari-macerata-3“Chi fino ad ora ha dato garanzie è stato per l’ennesima volta smentito” – è intervenuto Mauro Romoli –
E’ ovvio che costoro non abbiano responsabilità dal punto di vista tecnico, sarebbe strumentale dirlo. Ma su di loro ricade la scelta politica di aver perseguito la via dell’incenerimento.” Scelta duramente contestata dal Sindaco Carancini. Prima di ricordare l’ordine del giorno approvato di recente dal Comune di Macerata in cui si invita l’amministrazione a far spegnere senza se e senza ma l’inceneritore, Carancini ha infatti contestato sia dal punto di vista ambientale che da quello economico la riaccensione dell’impianto. “La discarica di Cingoli”, ha spiegato, “andrà ad abbancare 450.000 tonnellate di rifiuti in sette anni. In tutta la provincia si producono meno di 50.000 tonnellate l’anno di indifferenziata. Questo vuol dire che la nuova discarica è più che sufficiente. Allora ci chiediamo, a cosa serve un impianto di termovalorizzazione per ulteriori 20.000 tonnellate annue? Solo qualche mese fa”, ha proseguito il Sindaco, “il Cda del Cosmari ha speso 300.000 euro per  l’impianto, oltre forse a quelli per le consulenze tecniche. Queste scelte le pagano i cittadini con la Tares. E non venite a parlarci di stipendi apicali. Qui siamo di fronte a una tecnologia vecchia, a una macchina inadeguata vecchia di trent’anni. Una macchina che necessità di continui interventi che non sono altro che sperpero di denaro pubblico.”

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Enzo Valentini e Luca Menghi

L’attacco al Cda del Cosmari e al direttore Giampaoli è poi proseguito nelle parole dell’assessore Valentini che ha accusato il consorzio di “non rispettare i patti. Forse possiamo pagare qualcosa in termini di velocità”, ha spiegato l’assessore, “ma il Comune di Macerata ha aumentato di molto la raccolta differenziata, nonostante lo stop di un anno dovuto alla trattativa Smea-Cosmari, e a luglio siamo al 56 per cento. Loro nel frattempo si erano impegnati ad aprire la discarica. Dal 2010 noi abbiamo fatto la nostra parte e l’inceneritore ora non è più necessario.”

Al tavolo tecnico del Cosmari Carancini parteciperà solo per dovere istituzionale: “Non ci interessano le risultanze di tavoli tecnici vista l’assoluta inaffidabilità dimostrata l’impianto deve essere chiuso.” E qui l’invito ai sindaci della provincia a farsi carico delle scelte guardando alla salute dei cittadini. E a chi ha domandato perché non fosse presente alla conferenza stampa anche il sindaco di Tolentino o se questi fosse stato invitato, Carancini ha spiegato di aver provato a contattarlo senza avere però segnali di risposta. “Penso che voglia la sua autonomia”, è intervenuto Luigi Monti, “essendo il Cosmari insediato a Tolentino. E forse una conferenza stampa con noi che veniamo considerati Smea è inopportuna. Ognuno è libero di fare con l’urgenza dovuta quel che vuole.”


cosmari-macerata-5E poi all’improvviso compaiono i “convitati di pietra”.
Coloro che secondo Carancini “rispetto al Cosmari si comportano come dei faccendieri che condizionano il lavoro di tutti. Adesso allora bisogna coinvolgere i parlamentari e tutti gli uomini delle istituzioni per dare una mano.” A molti ovviamente è rimasto il dubbio su chi siano i “faccendieri”, pur se indovinare il pensiero del sindaco potrebbe non essere difficile. Prima di concludere il suo intervento, Carancini ha dichiarato che la trattativa con l’Assemblea dei Sindaci in merito alla vicenda Smea-Cosmari silenziosamente procede. Come ci aveva dichiarato qualche mese fa il direttore Giampaoli, Consmari ha inviato una lettera al comune con i termini di acquisto. E ieri Carancini ha apposto la sua firma alla risposta del Comune di Macerata. Poche parole al proposito. Solo che Smea non può essere ignorata se si vuole l’in-house.
cosmari-macerata-2L’associazione Salvambiente condivide tutto quello che abbiamo qui ascoltato”, ha spiegato Luca Menghi al termine della discussione, “Come sapevamo già da tempo dell’obsolescenza dell’impianto e dei continui bisogni di manutenzione.” E dopo un ringraziamento all’Assessore Valentini che ha subito informato l’associazione di quanto accaduto, Menghi ha tirato un po’ per le orecchie la politica e quegli esponenti che “o per motivi di immagine o appunto per motivi politici” continuano a negare l’evidenza delle cose.” L’associazione Salvambientesi è detta pronta a seguire l’invio degli atti alla magistratura compiuto dall’Arpam.Per quanto riguarda la salute pubblica, saranno i controlli epidemiologici che partiranno a breve a fornire anche un’analisi stratigrafica delle concentrazioni di sostanze tossiche che negli anni, e quindi anche il 12 luglio, possono essersi accumulate sul terreno. Resta il dubbio di chi, al di là di una conferenza stampa, dovrebbe avvertire i cittadini degli sforamenti, permettendo  la libertà di scegliere se mangiarsi o meno l’insalata dell’orto coltivata magari a duecento metri di distanza dal Cosmari.

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 Giuseppe Giampaoli, direttore del Cosmari con il presidente Daniele Sparvoli, rispettivamente direttore e presidente del Cosmari

Giuseppe Giampaoli, direttore del Cosmari con il presidente Daniele Sparvoli, rispettivamente direttore e presidente del Cosmari

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20,30 – Di seguito la nota stampa di precisazione arrivata dal direttore del Cosmari Giuseppe Giampaoli:

Le dichiarazioni di oggi del sindaco di Macerata Carancini sono di una gravità inaudita, soprattutto perché si permette, senza avere alcuna piena conoscenza dei fatti, di dare “patenti” di inaffidabilita’ al cda e al sottoscritto, mettendone in dubbio la professionalità. Sappia il sindaco che questo non è consentito a nessuno, neppure a lui, perché nessuno si è mai permesso, tanto meno il sottoscritto, di valutare le sue doti professionali.
Sui recenti fatti, la condanna o l’assoluzione, non la darà di sicuro il sindaco Carancini ma i fatti saranno valutati in ben altre sedi e sui quali avremo, siamo certi, forse con sorpresa di molti, argomenti da portare per dimostrare la perfetta buona fede del nostro operato e il massimo dell’attenzione posta nella tutela della salute dei cittadini.
Infatti, avevamo già deciso, ben prima dei risultati delle analisi, di fermare l’impianto per una valutazione approfondita, stante gli eccessivi periodi di fermo avuti recentemente.
La scelta di superare la linea di termovalorizzazione, che di fatto tratta appena un 15% dei rifiuti della nostra provincia, era stata già presa, visto anche il verificarsi del più delle condizioni, come la realizzazione della discarica di Cingoli, ora in fase avanzata.
Certo è che lezioni non le prendiamo e non le accettiamo da chi, come Valentini, è assessore all’ambiente di un comune non in linea con i parametri minimi della raccolta differenziata fissati dalla legge.
Non sono a difendere certamente il ruolo del sottoscritto né  tantomeno di un cda che, pur ridotto nei componenti e senza indennità da anni, si è assunto il difficile compito di traghettare il consorzio in questo momento cruciale (mi viene da pensare che lo stesso cda stia pagando la propria resistenza a certe acquisizioni forzose) ma i risultati di un consorzio pubblico che ha portato la nostra provincia e i comuni maceratesi ai vertici nazionali della raccolta differenziata, nonostante Macerata, e che tratta 140 mila tonnellate annue di rifiuti, a disporre di un modernissimo impianto per la selezione dei materiali provenienti dalla differenziata che sarà attivato a breve, a gestire l’unico impianto di compostaggio quando quasi tutti gli altri comuni marchigiani portano l’organico fuori regione, ma soprattutto a difendere la professionalità e l’impegno di quanti, tecnici, impiegati e operai, ogni giorno, anche in questo periodo di vacanze, operano e lavorano con serietà: 250 persone a cui vanno aggiunte 100 unità dell’indotto.
Queste si, sono pronto a difenderle unitamente al cda e sono sicuro, insieme ai sindaci dei comuni maceratesi, soci del Cosmari”.




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