Sforzacosta festeggia
l’addio all’inceneritore

Centinaia di cittadini alla festa organizzata dalla Nuova Salvambiente dopo vent'anni di lotte. I ringraziamenti del sindaco Carancini e gli impegni per il futuro: "Battaglia per l'eco-indennizzo e stop ai cattivi odori." Il presidente Gismondi: "Questa giornata ce la meritiamo." Al fianco dei maceratesi i comitati di Castelraimondo e di Corridonia.
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Salvambiente_11di Marco Ricci

Quando sul palco sale Antonio Gismondi, il presidente della nuova Salvambiente, il sole si è già abbassato sulla parco immerso a ridosso del traffico di Sforzacosta. Già dal primo pomeriggio però i cittadini della frazione, a cui si sono aggiunti i rappresentanti del Comitato Salva Salute di Castelraimondo, quelli dei Comitati di Corridonia che conducono la loro battaglia contro gli impianti a biogas e l’Assessore Ubaldo Urbani, si godono la musica, le castagne e l’aria scanzonata di un pomeriggio in cui ciò che conta è la gioia per lo spegnimento definitivo dell’impianto di incenerimento del Cosmari. Una soddisfazione che traspare, dopo anni di battaglie e di lotte che affondano la loro radici alla fine deglianni ’80, quando le vie della frazione si riempirono di pupazzi bianchi vestiti di una maschera antigas. Un’atmosfera di festa che traspare subito nelle parole di Antonio Gismondi, quando inizia il suo breve intervento leggendo una comunicazione del presidente del consorzio Sparvoli. La lettera alla regione in cui si chiede di stralciare dall’Autorizzazione di Impatto Ambientale la linea di termovalorizzazione. La battaglia è vinta. Non senza polemiche, con molte frustrazioni vissute e tanta fatica. Dopo anni in cui le richieste del comitato e dei cittadini di Sforzacosta sono state pressoché ignorate da tutti. Dai politici, dai responsabili del Cosmari, a volte anche dai mezzi di comunicazione. “Ce la meritiamo questa festa”, ha gioito Gismondi prima di lasciare il palco al sindaco Carancini, “e noi questa lettera del Cosmari la incorniceremo.”

Fiori prodotti con materiali riciclati

Fiori prodotti con materiali riciclati

Per un pomeriggio le polemiche si vogliono tenere lontane, anche quelle in merito al progetto di un impianto per produrre gas dai rifiuti organici che il Cosmari intende realizzare in sostituzione della linea di incenerimento. Un impianto di nuovo limitrofo a una comunità che, tra incenerimento e cattivi odori, al Cosmari e a tutta la provincia ha già dato abbastanza. Preoccupazioni che si leggono però, oltre alla soddisfazione, nelle parole del sindaco di Macerata Romano Carancini. Punti fermi, come quello dei cattivi odori che in precedenza ci aveva già sottolineato il vicepresidente dell’associazione. Come l’altro relativo all’eco-indennizzo e su cui si sta impegnando un’altra militante del comitato, Eleonora Borroni la quale, insieme a Luca Menghi, ha simbolicamente raccolto la staffetta di chi, una generazione prima della loro, cominciò la lotta contro la linea di incenerimento.

Il sindaco di Macerata Romano Carancini con Eleonora Borroni della Nuova Salvambiente

Il sindaco di Macerata Romano Carancini con Eleonora Borroni della Nuova Salvambiente

“Non dobbiamo abbassare la guardia e proseguire la battaglia contro i cattivi odori”, ha così spiegato il sindaco Carancini, “perché non è possibile che i cittadini di Sforzacosta siano costretti, estate e inverno, a vivere con le finestre chiuse.” Oltre a mostrare tutta la sua soddisfazione per la chiusura dell’inceneritore, “un punto che avevamo inserito nel nostro programma e per cui tutti ci consideravano pazzi”, Carancini ha appunto ribadito nel suo breve intervento il problema dell’eco-indennizzo. Somme erogate per mitigare l’impatto del consorzio sulla cittadinanza e che, a parere del sindaco, “dovranno essere riviste essendo troppo sbilanciate verso altri comuni, mentre sono i cittadini di Sforzacosta i primi a pagare per la presenza dell’impianto.” Dopo un ringraziamento all’assessore Enzo Valentini, “che si è spesso tantissimo e che ha l’unico difetto di mettersi sempre in disparte”, Carancini ha concluso con un ringraziamento ai cittadini di Sforzacosta. E ai militanti vecchi e nuovi della Salvambiente “al cui impegno si deve questa vittoria.”

Salvambiente_3E’ stato davvero un pomeriggio di festa quello ha rallegrato Sforzacosta.Tra l’odore della castagne e le meravigliose e colorate creazioni artistiche prodotte con materiale riciclato. Plastiche e lattine trasformate in fiori e colori che lasciano sbalorditi a vederle, pensando oltretutto che tali creazioni sono di plastica e non di cristallo. Eppure, mentre la musica invita qualcuno a ballare, il presidente Luigi Travaglini dell’associazione Salva Salute di Castelraimondo chiede attenzione per la battaglia che sta conducendo quella comunità maceratese. Contro l’autorizzazione della Regione Marche alla realizzazione di un cementificio due volte e mezzo più grande dell’attuale e che potrebbe comprendere al suo interno l’unico inceneritore della regione. Un impianto autorizzato alla combustione dei combustibili solidi secondari. Qualcosa che, al di là delle definizioni, è poco di diverso dall’indifferenziata. “Ringraziamo la Salvambiente per l’appoggio e l’aiuto che ci hanno dato”, ci ha detto Travaglini, “Siamo qui per festeggiare la loro vittoria. Ma anche per far conoscere i nostri problemi.”

Alcuni dei militanti della Nuova Salvambiente

Alcuni dei militanti della Nuova Salvambiente

Mentre i bambini continuano a giocare, sui cittadini di Sforzacosta incombe la possibile realizzazione del nuovo impianto per la realizzazione di gas. Qualcosa indubbiamente di più moderno di un termovalorizzatore progettato decenni orsono, ma la cui realizzazione avrebbe forse richiesto una discontinuità nella gestione del Cosmari. Una gestione che, secondo le parole di buona parte di coloro che hanno partecipato oggi a questa giornata di festa, non è mai riuscita a instaurare alcun rapporto con gli abitanti di Sforzacosta. Ma oggi nella frazione è un pomeriggio di festa. Alle analisi sui licheni per la verifica della presenza di inquinanti proposte da Ovidio Urbani ci si penserà domani. Le castagne si cuociono ancora sulla fiamma e la musica di Celentano invita a buttare telefono, televisore – e perché no anche le preoccupazioni – una volta tanto dalla finestra.

 

 

 

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