Cosmari e salute:
al via l’indagine epidemiologica

Firmato il protocollo di intesa per lo screening che costerà 50 mila euro e durerà 18 mesi. Coinvolti con la Provincia, l'Asur e l'Arpam i Comuni di Tolentino, Macerata, Corridonia, Pollenza e Urbisaglia
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protocollo cosmari

La firma questa mattina in Provincia

 

di Gabriele Censi

Firmato oggi in Provincia il protocollo d’intesa per verificare eventuali danni alla salute per i cittadini che abitano vicino al Cosmari. L’indagine epidemiologica è stata commissionata dallo stesso Consorzio obbligatorio per lo smaltimento dei rifiuti all’Asur e all’Arpam di Macerata, in pieno accordo con la Provincia di Macerata, che coordina il progetto, e i Comuni di Tolentino, Macerata, Corridonia, Pollenza e Urbisaglia coinvolti nello screening.  Una esigenza sempre più sentita tra la popolazione e le istituzioni che segue altre iniziative nel territorio, come ad Appignano dove alcuni episodi di leucemia infantile hanno fatto scattare da oltre un anno l’allarme nel comunità (leggi l’articolo). Monitoraggi sono stati programmati anche nei pressi del cementificio Sacci su richiesta delle comunità di Castelraimondo, San Severino e Gagliole (leggi l’articolo). 

manifestazione-cosmariParte oggi dunque ufficialmente lo studio scientifico sul Cosmari.  Alla firma del protocollo, accanto al presidente della Provincia Antonio Pettinari, c’erano Daniele Sparvoli, presidente del consorzio, Enrico Bordoni direttore dell’Area Vasta 3 dell’Asur Marche, Francesco Migliozzi e Mauro Pierini, rispettivamente direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica e dirigente chimico dell’Area Vasta 3, Gianni Corvatta, direttore dell’Arpam di Macerata, e i sindaci dei Comuni interessati che si divideranno con il Cosmari la spesa di 50 mila euro.

Il camino del Cosmari

Il camino del Cosmari

L’indagine per 18 mesi impegnerà tecnici, ricercatori e Istituzioni nella ricerca di risposte rigorose sull’incidenza, in questi anni, dei possibili effetti dell’impianto sulla salute dei cittadini residenti nei dintorni, considerando sia le conseguenze a breve termine, ad esempio gli esiti delle gravidanze, sia quelli a lungo termine, quindi la mortalità e l’incidenza di malattie oncologiche. A questo proposito la Regione dovrà realizzare l’aggiornamento del registro tumori della provincia, fermo al 2005 (leggi l’articolo. È questa, in buona sostanza, la lacuna da colmare. L’Arpam di Macerata fa presente, infatti, che sul fronte degli studi ambientali si è già molto avanti, grazie ai costanti monitoraggi della qualità dell’aria e dell’ambiente circostante effettuati in questi anni e intensificati dall’attuale Amministrazione provinciale. “La spinta a realizzare questa indagine ulteriore specifica sulla salute – dice il presidente Pettinari – nasce soprattutto dalla consapevolezza che non vi possono essere dubbi sugli effetti sanitari delle attività umane, che generano in tutti noi cittadini preoccupazione e, a volte, allarme, e quindi ci inducono a chiedere maggiori conoscenze e controllo”.

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