Rifiuti, Acquaroli: “Il presidente dell’Ata faccia l’arbitro”

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia-Centrodestra Marche interviene con una serie di interrogativi chiamando in causa il presidente della Provincia Antonio Pettinari
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Il consigliere regionale Francesco Acquaroli

Il consigliere regionale Francesco Acquaroli

 

Prosegue il dibattito sul futuro del Cosmari e della politica dei rifiuti in provincia, Francesco Acquaroli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia-Centrodestra Marche interviene con una serie di interrogativi chiamando in causa il presidente della Provincia e dell’Ata Antonio Pettinari:

«Perché tutto questo”scontro” sui rifiuti? Davvero l’inceneritore e la salute dei cittadini, in pieno ferragosto, sono diventati un argomento imprescindibile, mentre finora non lo erano mai stati in maniera così preponderante, o sono un pretesto per altro? Perché lo scontro sembra attraversare i partiti, le coalizioni e i territori? Davvero la “partita” rifiuti e quella Smea – Cosmari si è giocata sul fatto che qualche figura apicale Smea guadagnerebbe troppo?  E il Consmari? Le cariche apicali del Consmari percepiscono davvero uno stipendio “normale”? E a fronte di queste indennità, ci sono delle consulenze esterne? a quanto ammontano? E a quanto ammonta ogni anno il bilancio complessivo della raccolta e smaltimento rifiuti? A queste domande molti “neofiti”, come me, vorrebbero una risposta. Ma a prescindere da queste “curiosità” credo sia ormai di assolutamente prioritario che si faccia chiarezza sugli eventuali pericoli per la salute dei cittadini e che le parti in causa mostrino senso di responsabilità poiché hanno una funzione pubblica. Sarebbe soprattutto auspicabile che il presidente dell’ATA, nell’interesse di tutti, inizi a fare “l’arbitro” di una questione fondamentale per il futuro dei servizi nella nostra provincia. Si prenda atto del valore del Cosmari e delle deliberazioni dei Sindaci, ma si tutelino la dignità e il patrimonio pubblico di tutte le parti in causa. E perché, poi, non dare un segnale di chiarezza e trasparenza con un bando ad evidenza pubblica per le cariche dirigenziali?  Sarebbe davvero opportuno e renderebbe tutto questo “vociare” molto più “credibile”».

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