Cosmari, sull’Aia decide Renzi
Al via la produzione di ecoballe,
nel 2015 parte il digestore

RIFIUTI E AMBIENTE - Dopo il no della Fondazione Bandini, la Provincia ha mandato l'incartamento a Roma. Intanto il presidente Sparvoli fa il punto: "Portiamo avanti una nuova visione industriale del Consorzio. Fosso Mabiglia consentirà una riduzione dei costi". Ma nell'ultimo Cda ha incassato l'attacco di Giulio Silenzi
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Il Cosmari

Il Cosmari

di Marco Ricci

La procedura di concessione dell’autorizzazione di Impatto ambientale per il Cosmari è finita sul tavolo del Consiglio dei ministri dopo che, a fine maggio, durante l’ultima conferenza dei servizi, la Fondazione Giustiniani Bandini aveva espresso il proprio parere negativo. Parere vincolante poiché la Fondazione è anche ente gestore della riserva su cui si trovano gli impianti del consorzio. La Provincia avrebbe spedito venerdì, così come prevede la legge dopo un parere negativo vincolante, la pratica al Consiglio dei ministri, non tanto per il merito dei rilievi quanto per una questione procedurale e di competenza, visto appunto che l’opposizione era venuta dall’ente che tutela la riserva naturale. Se il presidente della Fondazione Giuseppe Sposetti aveva usato parole molto dure nei confronti del Cosmari, definendone una “contraddizione in termini” la presenza in un’area protetta, ben diversa è stata la valutazione del presidente Cosmari Daniele Sparvoli davanti ai rilievi e le indicazioni mosse, tra cui, oltre all’abbattimento del camino, l’utilizzo dell’area occupata dalla vecchia linea di incenerimento per l’eventuale realizzazione di nuovi impianti.

Per Sparvoli, secondo cui il consorzio aveva fatto proprie tutte le osservazioni emerse in conferenza dei servizi, sarebbero poco fondate le motivazioni con cui la Fondazione si è opposta alla concessione dell’Aia, allungando soltanto i tempi per il termine della procedura.

“Il diniego di un ente con parere vincolante – ha dichiarato il presidente del Cosmari – deve essere ben motivato, cosa che a nostro parere non è accaduta. Le conclusioni della Fondazione Giustiniani Bandini sono prive di elementi tecnici oggettivi e di precisi rilievi. Inoltre la Fondazione avrebbe dovuto indicare delle soluzioni, qualunque esse fossero, fino alla delocalizzazione degli impianti e queste indicazioni erano presenti solo in piccola parte. Per quanto ci riguarda, siamo certi che il Consiglio dei ministri concederà al Cosmari il via libera, non solo per il rispetto dei requisiti ambientali dei nostri impianti ma anche per i notevolissimi problemi che in caso contrario si verrebbero a creare, con il rischio di trovarsi di fronte a una vera e propria emergenza rifiuti”.

 

Discarica Cingoli

Discarica Cingoli

L’assemblea del Consorzio, che si è svolta solo qualche giorno fa, ha approvato intanto il bilancio consuntivo 2013, chiuso in sostanziale pareggio, dopo l’ottenimento però di un contributo una tantum di 1,2 milioni di euro da parte dei comuni soci. Questo maggiore aggravio di spesa, secondo quanto riportato nel documento di variazione del bilancio  2013, è stato sostanzialmente dovuto all’abbancamento fuori provincia dei rifiuti, oltre ai minori proventi dovuti alla mancata produzione di energia a causa dello spegnimento della linea di termovalorizzazione.

Continua nel frattempo il perseguimento del nuovo piano industriale. Dopo la realizzazione di una centrale fotovoltaica di 700kw in funzione da fine maggio e dopo l’apertura di sabato della discarica di Fosso Mabiglia, il Cosmari ha incassato anche l’entrata in funzione del nuovo sistema per la produzione di ecoballe. I rifiuti, che da sabato scorso vengono conferiti a Cingoli,  sono ad oggi già lavorati dal nuovo impianto che permette non solo un maggior isolamento ma anche un contenimento dei volumi abbancati in discarica. Il Cosmari punta adesso alla realizzazione di un impianto di digestione anaerobica in grado di produrre energia dalle circa 40mila tonnellate di rifiuti organici prodotti annualmente nel maceratese.

 

Daniele Sparvoli, presidente del Cosmari

Daniele Sparvoli, presidente del Cosmari

“L’anno del digestore sarà il 2015 – ha detto Sparvoli – e consentirà di valorizzare i rifiuti organici che, fino a questo momento, venivano utilizzati per produrre compost il cui valore è molto basso. In questi ultimi giorni stiamo raccogliendo il lavoro di due anni e la conclusione di tanti interventi aperti. E’ un dato di fatto che da due giorni nessun rifiuto prodotto dal Maceratese finisca più fuori provincia. Quella che stiamo portando avanti è una nuova visione industriale del Consorzio, più moderna ed efficiente, e siamo molto soddisfatti nonostante le critiche ingenerose di cui spesso siamo stati fatto oggetto. Si riconoscano almeno i tanti risultati raggiunti”. Sui costi e sull’efficienza, la vera sfida lanciata per i prossimi anni anche dal sindaco Carancini che ha chiesto in passato di raggiungere un’efficienza pari a quella dei privati, Sparvoli ha ricordato come già ora le tariffe pagate dai maceratesi sono già tra le più basse nel panorama regionale e nazionale. “La discarica di Cingoli – ha proseguito – consentirà minori costi di abbancamento stimabili in un 30, 40% rispetto al passato. Adesso però dovremo comportarci come i buoni padri di famiglia e in una prima fase andremo ad estinguere i debiti contratti con le banche per le maggiori spese sostenute dal 2010 al 2012 quando i rifiuti andavano fuori provincia, spese che il Consorzio non ha voluto scaricare sui cittadini. In una seconda fase immaginiamo di riuscire a ridurre almeno in parte le tariffe”. Anche per i proventi del fututo digestore anaerobico, Sparvoli ha precisato come i primi sette anni di produzione di energia andranno a copire le spese per la realizzazione dell’intevernto, mentre per gli anni successivi i maggiori ricavi potranno essere utilizzati per abbassare i costi del servizio.

Il vice sindaco di Civitanova, Giulio Silenzi

Il vice sindaco di Civitanova, Giulio Silenzi

Sempre a proposito di costi, durante l’ultima l’assemblea sono arrivati nuovi forti attacchi a Sparvoli da parte del vice sindaco di Civitanova, Giulio Silenzi, attacchi che in alcuni frangenti sono apparsi quasi di natura personale. Il dissidio sembra essere nato al momento delle nomine dell’ultimo Cda, quando il Cosmari  avrebbe ritenuto illegittima la presenza nel consiglio di amministrazione di assessori dei comuni soci. Ad oggi il Comune di Civitanova non ha più il suo rappresentante in Cda che dovrebbe essere sostituito a breve. Silenzi, in ogni caso, aveva criticato Sparvoli per i ritardi nell’apertura della discarica e per il conseguente aggravio ricaduto sui comuni. Da parte sua Sparvoli aveva rispedito indietro le accuse, ricordando non solo come furono le questioni di politica provinciale ad ostacolare per anni l’individuazione del nuovi sito, ma anche ricordando la precisa scelta di non iniziare l’opera prima di conoscere l’esito dei ricorsi ai tribunali amministrativi, questo per non correre il rischio di vedere andare in fumo interventi per milioni di euro “Nel frattempo – ha spiegato – il consorzio si era preparato a muoversi appena vinto l’ultimo ricorso e così è stato. In dieci mesi, nonostante i lunghi periodi di pioggia, la discarica è stata realizzata”.

Il presidente del Cosmari, sempre durante le precedenti schermaglie con Silenzi, aveva pungolato il vice sindaco civitanovese sul suo vitalizio regionale di oltre 4mila euro lordi che questi riceve ogni mese. Così Silenzi, “tramite una richiesta scritta ha chiesto al Consorzio tutte le giustificazioni delle mie spese. Faccia pure – ha dichiarato Sparvoli – troverà solo i rimborsi benzina dovuti alla scelta di utilizzare la mia auto privata piuttosto che l’auto aziendale con autista di cui avrei avuto diritto. Silenzi non troverà né pranzi né cene, ma solo i costi sostenuti per gli spostamenti legati alla mia attività per il consorzio”.  Come si legge  sul sito del Cosmari, gli unici rimborsi ottenuti da Sparvoli, che negli anni passati non ha avuto indennità di carica così come gli altri amministratori, sono stati quelli legati all’utilizzo della sua auto e pari nel 2013 a 11.186 euro, “rimborsi calcolati – è scritto –  secondo tariffe Aci e riconosciuti per missioni effettuate con auto propria e conseguente rinuncia ad auto aziendale ed autista.”

 



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