Alla faccia della crisi:
“Ogni maceratese butta via
600 euro l’anno di cibo buono”

Il Cosmari ha organizzato un convegno con esperti di fama internazionale per il prossimo 10 maggio: obiettivo insegnare a consumare meglio le risorse. Il presidente Sparvoli: "Frutta, verdura e pane gli alimenti più sprecati". E sul'inceneritore: "Qualcuno vuole fare solo allarmismo, grave che sia rappresentante delle istituzioni". Acquisiti gli atti dell'ultimo Consiglio comunale per eventuali azioni legali. Differenziata: l'Hotel House batte Macerata
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Da sinistra Giuseppe Giampaoli e Daniele Sparvoli, rispettivamente direttore e presidente del Cosmari

Da sinistra Giuseppe Giampaoli e Daniele Sparvoli, rispettivamente direttore e presidente del Cosmari

 

di Filippo Ciccarelli

E’ possibile che nell’Italia della recessione, degli esodati e della disoccupazione si sprechi il cibo? Sì, e a dirlo è il Cosmari, consorzio che si occupa dello smaltimento dei rifiuti di tutta la provincia. Un osservatorio privilegiato, dove confluisce l’immondizia dei 57 comuni maceratesi: i rifiuti sono diminuiti rispetto agli anni pre crisi, a dimostrazione dell’aumentata coscienza collettiva riguardo al riutilizzo dei beni, ma anche dei consumi che si sono abbassati a causa della contrazione economica. Ma tra i cassoni e le celle del Cosmari finiscono tanti alimenti ancora commestibili: “Mi sono stupito nel confrontare la nostra situazione con quella di Svizzera e Germania, dove ho visitato alcuni impianti come il nostro insieme al Direttore Giampaoli – spiega Daniele Sparvoli, presidente del Cosmari – e in quei posti il pane non si butta e della buccia rimane solo la frutta. C’è chiaramente uno spreco di cibo, come in tutti i paesi occidentali o che comunque sperimentano il benessere, ma non ai nostri livelli: qui troviamo frutta e verdura ancora in buono stato, intere file di pane, uno spreco che abbiamo stimato essere pari a 600 euro l’anno per persona. Questo vuol dire che una famiglia media, di tre persone, butta nell’immondizia 1.800 euro di alimenti commestibili”. Oltre a questi c’è un alimento “invisibile”, come il latte, che viene sprecato in quantità industriali. Non c’è una stima precisa, perché il residuo che sarebbe ancora buono va a finire direttamente nelle fogne, ma “secondo gli studi il latte che viene buttato via rappresenta la principale fonte di spreco alimentare”  dichiara Sparvoli. Complessivamente il 25-30% del cibo che viene buttato nella pattumiera è ancora commestibile: uno spreco difficile da tollerare.

IL CONVEGNO – Proprio per sensibilizzare cittadini e amministratori, il Cosmari ha organizzato un incontro, previsto per il prossimo 10 maggio alle ore 10, per invitare i Comuni ad aderire alla rete di Enti territoriali a spreco zero. Come questo sia possibile lo spiegherà Andrea Segrè, professore di Politica Agraria Internazionale e Comparata all’Università di Bologna, nonché presidente dello spin-off accademico Last Minute Market e del Centro Agroalimentare di Bologna. Insieme a lui interverranno il vicepresidente di Legambiente Italia, Stefano Ciafani, il responsabile Slow Food Italia del programma per la lotta agli sprechi alimentari Francesco Mele e Mattia Fontanella, responsabile sviluppo e innovazioni attività sociali della Cop Adriatica. I lavori saranno introdotti da Sparvoli e dal Presidente della Provincia Antonio Pettinari.

2013-05-03 11.15.01L’INCENERITORE – Inevitabile che si parlasse anche dell’incenerimento dei rifiuti, dopo la riaccensione del camino che ha fatto infuriare cittadini e comitati (leggi l’articolo), ma che ha creato anche un bailamme nella sala consiliare del Comune di Macerata (leggi l’articolo). “Abbiamo chiesto gli atti di quel Consiglio comunale – rivela Sparvoli – non possiamo più tollerare che si faccia allarmismo e terrorismo sul Cosmari. L’inceneritore è sicuro, lo dicono le analisi, lo dice l’Arpam, lo dice l’Asur: l’Arpam ha scavato 20 centimetri in profondità per vedere se si fosse depositata diossina nel terreno, non è stato trovato nulla. Dopo lo sforamento di febbraio siamo stati i primi a fermarci, proprio perché abbiamo dei sistemi di controllo efficienti, ed abbiamo investito su tecnologie ancora più raffinate per rendere sicuro il termovalorizzatore”.
Il Cosmari ha infatti montato delle nuove maniche filtranti ed ha implementato i controlli di sicurezza: prima il rilevamento della diossina veniva effettuato una volta ogni quattro mesi, mentre  ora le verifiche saranno effettuate con cadenza mensile. Ma Sparvoli risponde con fermezza anche a Garufi – pur senza citarlo direttamente – che nel corso dell’ultimo Consiglio comunale aveva sparato a zero sul Cosmari: “Qui non esistono tumori e non esiste diossina. Esistono invece amministratori che sono agitatori. Ho letto su Cronache Maceratesi che un consigliere ha parlato di illegalità e di atti opachi e misteriosi in riferimento alla nostra realtà: noi siamo un’eccellenza a livello italiano e questi personaggi dovranno rendere conto ai cittadini di quello che dicono. Non si possono lanciare attacchi generici parlando di cose oscure, abbiamo chiesto gli atti di quel Consiglio comunale per valutare come intervenire e tutelarci legalmente, tra l’altro l’inceneritore consente un risparmio di 150 mila euro al mese”. Il Presidente del Cosmari rifila una stoccata anche all’Assessore all’ambiente al Comune di Macerata Enzo Valentini: “Come fa a dire che non comunichiamo, che non informiamo? La mattina della riaccensione ho chiamato anche Gismondi dell’Associazione Nuova Salvambiente, qui loro sono di casa e sanno quanto siamo trasparenti”.

Lo stabilimento del Cosmari

Lo stabilimento del Cosmari

SE L’HOTEL HOUSE BATTE MACERATA – Il problema dell’inceneritore verrà affrontato già domani, quando una delegazione dei comitati – che hanno annunciata una manifestazione di protesta – sarà ricevuta alle ore 10 proprio al Cosmari. Sparvoli conferma l’intenzione di spegnere il camino una volta che sarà aperta la discarica provinciale di Cingoli e che il livello di raccolta differenziata arriverà all’80%; il traguardo non sembra lontano, visti i dati, forniti proprio dalla direzione del Consorzio (la provincia è al 71% di raccolta). Macerata però è decisamente sotto la media; il capoluogo, secondo i dati forniti dalla Smea, nel 2012 è arrivato solo al 48.9% di raccolta differenziata. Macerata è ben dietro anche all’Hotel House, il famigerato condominio di Porto Recanati abitato da circa 2 mila persone e spesso noto per fatti di cronaca nera, dove il sistema di raccolta dei rifiuti gestito dal Cosmari ha permesso di arrivare al 65% della differenziata.

COSMARI SECONDO IN EUROPA – Sarà inaugurata a giorni, forse già entro la fine di maggio, una nuova macchina selezionatrice per la plastica, che consentirà al Cosmari di aumentare di molto il valore del materiale riciclato. Il macchinario a lettura ottica, che ha un doppio nastro per il trasporto dei rifiuti,seleziona la plastica per colore e tipologia: il Cosmari è il secondo stabilimento in Europa ad usare questa tecnologia.

 



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