Renzi rispedisce al mittente
l’autorizzazione ambientale sul Cosmari

La presidenza del Consiglio dei Ministri non ha ritenuto vincolante il parere della Fondazione Giustiniani Bandini e ha rinviato alla Provincia la procedura. Il presidente del Consorzio Daniele Sparvoli: «Fatta chiarezza, però abbiamo perso sei mesi»
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A sinistra il presidente del Cosmari Daniele Sparvoli, a sinistra il presidente del Consiglio Matteo Renzi

di Marco Ricci

La presidenza del Consiglio dei ministri ha rinviato alla competenza della Provincia di Macerata la procedura per la concessione dell’Autorizzazione di impatto ambientale (Aia) riguardante il Cosmari, il consorzio provinciale che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Lo stop e il conseguente invio a Roma del procedimento ha avuto origine nella primavera scorsa dopo il parere negativo, espresso in Conferenza dei servizi, da parte della Fondazione Giustiniani Bandini, autorità preposta alla gestione della riserva naturale all’interno della quale si trovano gli insediamenti del consorzio. Secondo quanto si desume dalla risposta della presidenza del Consiglio, però, il parere della Fondazione – non proveniente da un’autorità pubblica preposta alla tutela ambientale – non avrebbe giustificato il rinvio del fascicolo a Roma. Allo stesso tempo – senza dunque entrare nel merito dei rilievi espressi – la presidenza del Consiglio dichiara di non poter annullare, “in via di autotutela” e come richiesto dalla Fondazione, la procedura di Aia, rinviando la competenza dell’atto di nuovo alla Provincia di Macerata. La lettera, indirizzata oltre che alla Provincia e alla Fondazione anche al Ministero dell’Ambiente, alla Soprintendenza regionale e alla Prefettura di Macerata, ricorda come l’ente guidato dal presidente Giuseppe Sposetti possa eventualmente imporre all’eventuale trasgressore il ripristino della situazione ex ante. Questo, ovviamente, solo qualora risultassero manufatti edificati in violazione di norme di legge.

La procedura di Aia, dunque, torna di nuovo in carico alla Provincia di Macerata così come ha sempre sostenuto il Cosmari, al di là del merito dei rilievi espressi della Fondazione e che in ogni caso andranno valutati. «La presidenza del Consiglio dei ministri ha offerto un utile chiarimento sia alla Provincia che alla Fondazione – ha dichiarato Daniele Sparvoli, presidente del Consorzio – Alla prima ha fatto presente che può riprendere il percorso autorizzativo per il rinnovo dell’Aia al Cosmari, alla Fondazione Giustiniani Bandini ha opportunamente spiegato che la stessa non ha titolo ad ergersi come amministrazione pubblica preposta alla tutela ambientale. Quindi ogni cosa è tornata al suo posto, l’unica differenza è che abbiamo perso 6 mesi di tempo. Ringrazio l’Ufficio di Presidenza e la dottoressa Gargano per aver tenuto nella giusta considerazione le nostre istanze».
Prima della conclusione della procedura di Aia, ci sono altri ostacoli che andranno affrontati, in particolare la mancata convocazione in Conferenza dei Servizi della Soprintendenza delle Marche. Oltre ad esprimere questo rilievo alla presidenza del Consiglio, la Fondazione Giustiniani Bandini aveva informato di questo la stessa Soprintendenza in relazione alla recente costruzione dell’impianto fotovoltaico e di quello per la costruzione di ecoballe (leggi l’articolo). La Soprintendenza, da parte sua, ha in seguito rivendicando la necessità dei propri pareri, mostrando anche un certo stupore per non essere stata interpellata, considerando anche la natura pubblica dei soggetti coinvolti.  Se il Cosmari – dopo aver ricordato in passato come il consorzio non sia il titolare delle procedure autorizzative – ha dato fin da subito la propria disponibilità ad integrare la documentazione fornita, il Comune di Tolentino starebbe ora avanzando una richiesta di sanatoria. Il rischio per il Cosmari è quello di dover eventualmente pagare anche per errori altrui, dopo aver visto la procedura di Aia di fatto sospesa inutilmente per circa sei mesi. «Ora si chiede celerità – ha dichiarato ancora Daniele Sparvoli – affinché il Cosmari possa come sempre operare nel rispetto delle norme e non correre il rischio, come accaduto di recente, di assumere conseguenze giuridiche con risvolti addirittura penali in capo al sottoscritto, per dover responsabilmente raccogliere, trattare e smaltire i rifiuti prodotti dai cittadini maceratesi».



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